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lunedì 22 agosto 2011



Secondo il portavoce del regime, i morti nelle ultime 24 ore di combattimenti sarebbero 1.300. Non si sa dove si trovi il colonnello, mentre si rincorrono le voci su una sua prossima fuga all'estero. Lehner (Pt): "Per lui ospitalità e immunità in Italia"

I ribelli libici controllano quasi tutta la capitale. Il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che domina il paese dal 1969, pare avere le ore contate. Gheddafi incita alla resistenza con un audiomessaggio, ma al momento non si sa dove si trovi. Circolano indiscrezioni di trattative per una fuga in esilio, si parla del Venezuela o del Sudafrica. Intanto, però, i combattimenti continuano. Ecco la cronaca ora per ora di una giornata che potrebbe essere storica.


La cronaca minuto per minuto



15.11 – Jalil: “Temo che qualcuno applichi la legge del taglione”
“Rifiuto qualsiasi esecuzione fuoridalla legge ma ho paura che qualcuno dei ribelli possa applicare la legge del taglione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, durante una conferenza stampa a Bengasi, trasmessa in diretta dal canale Al Jazira.


15.00 – Jalil: “Non abbiamo ancora pieno controllo di Tripoli”
“Non si può ancora dire che abbiamo il pieno controllo di Tripoli”. Lo ha detto Mustafa Abdel Jalil, capo del Consiglio Nazionale di Transizione libico, nel corso di una conferenza stampa a Bengasi. “Bab al-Aziziya e le aree circostanti non sono ancora sotto il nostro controllo”, ha aggiunto. 


14.58 – Ribelli: “Due figli del rais illesi nelle nostre mani”
“I due figli di Gheddafi, Saif al Islam e Mohammed, sono nelle nostre mani in un luogo sicuro”: lo ha detto a Bengasi il leader del Cnt, Abdel Jalil. La guida politica dei ribelli libici ha spiegato che durante l’arresto di Mohammad c0è stato uno scontro a fuoco tra i ribelli e la sua guardia del corpo, con morti e feriti. “Mohammad e la sua famiglia tuttavia non sono stati colpiti”.


14.40 – Ribelli: “Non sappiamo dove sia Gheddafi”
“Non sappiamo dove sia il Rais, se è ancora in Libia o è riuscito ad uscire dal paese”: lo ha detto in una conferenza stampa a Bengasi il leader del Cnt, Mohamed Abdel Jalil.


14.37 – Al Jazira: “Mutassin Gheddafi è a Bab Al-Aziziya
Mutassim Gheddafi, uno dei figli del colonnello libico Muammar Gheddafi, si troverebbe all’interno del compound di Bab al-Aziziya, a Tripoli. Lo riferisce la tv al-Jazeera. Mutassim, quarto nell’ordine di successione dinastica, è il consigliere per la sicurezza nazionale e comandante di un’unità speciale dell’Esercito del colonnello Gheddafi.


14.20 – Nave Oim diretta in Libia per evacuare migranti
Una nave ha lasciato Bengasied “è sulla rotta per Tripoli” per evacuare immigrati dalla capitale libica. Lo ha reso noto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), organismo intergovernativo che riunisce 132 paesi. “Il battello noleggiato dall’OIM ha la capacità di trasportare 300 persone ed ha lasciato Bengasi stamani dopo aver evacuato 124 migranti da Misurata – ha detto l’organizzazione in un comunicato -. Il battello, di nome Tasucu, deve arrivare a Tripoli martedì (domani, n.d.r.) e ripartirà per Bengasi quando l’OIM avrà potuto imbarcare i migranti”.


14.13 – Nato: “Operazioni militari continueranno fino alla resa totale di Gheddafi”
Le operazioni della Nato inLibia andranno avanti fino a quando non saranno stati raggiunti tutti gli obiettivi indicati dalle risoluzioni Onu. Lo hanno indicato fonti dell’Alleanza Atlantica. La Nato, hanno aggiunto le fonti, segue con grande attenzione gli sviluppo della situazione, ma non ritiene che sia ancora giunto il momento di parlare di uno stop alle operazioni avviate in base al mandato ricevuto dalle Nazioni Unite. In particolare, al quartier generale dell’Alleanza si ricorda che per poter parlare di ‘missione compiutà occorrerà verificare il rispetto delle tre condizioni fondamentali fissate a suo tempo: cessazione di qualsiasi attacco contro i civili, ritiro completo e incondizionato delle truppe fedeli a Gheddafi, possibilità di ingresso incondizionato nel Paesi per gli aiuti umanitari internazionali.


14.05 – Al Jazira: “Riparati in Tunisia premier e capo radio-tv”
Il primo ministro lealista libico, al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi, e il responsabile della radio-televisione di Stato ‘al-Jamahiriyah’, Abdallah Mansour, sarebbero fuggiti all’estero e, come diversi ex gerarchi prima di loro, si troverebbero in Tunisia, sull’isola di Gerba: lo ha reso noto l’emittente satellitare pan-araba ‘al-Jazira’, citando il proprio corrispondente a Tunisi. Due giorni fa, per esempio, aveva raggiunto l’Italia in aereo passando per Gerba l’ex numero due del regime di Muammar Gheddafi, Abdessalem Jalloud. Sulla stessa isola la settimana scorsa si sarebbero anche tenuti colloqui tra emissari governativi e delle forze di opposizione, sebbene ambedue le parti lo abbiano smentito. Secondo testimoni oculari ilpremier è arrivato ieri sull’isola tunisina di Djerba. Lo dice la tv al Arabya. Con Mahmoudi vi sarebbe anche un altro dirigente della tv libica.


14.05 – Jalil: “Prepariamo trasferimento sede Cnt a Tripoli”
Il Consiglio nazionaletransitorio libico (Cnt) si prepara a trasferire la propria sede da Bengasi a Tripoli, ormai sotto “il controllo quasi totale” dei ribelli. Lo ha annunciato il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil al telefono con la tv al Arabiya.
“Prepariamo dei voli per Tripoli” da Bengasi, la roccaforte della ribellione, sottolineando tuttavia che “alcune sacche di resistenza ostacolano questi piani”. “Ma se Dio vuole – ha aggiunto – le elimineremo nelle prossime 48 ore”.


13.58 – Jalil: “Nessuna trattativa con il regime”
Al momento non ci sono negoziati trai ribelli e la corte penale internazionale riguardo il figlio di Gheddafi, Saif al Islam, catturato ieri. E’ quanto afferma il dal presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, che ha parlato al canale satellitare al Arabiya.
Abdel Jalil ha anche detto che per ora nessuno è entrato nel compound di Gheddafi.


13.56 – Testimoni: “Ribelli in massa verso centro Tripoli”
I ribelli libici a bordo dicamion, auto e pick-up stanno convergendo in massa dall’ovest di Tripoli verso il centro della capitale , brandendo armi e suonando i clakson. Lo affermano testimoni.


13,55 – Il primo ministro libico è in Tunisia
Il primo ministro libico Baghdadi al Mahmoudi è in Tunisia. Lo riferisce la tv al Jazira.


13,37 – Tripoli, il regime si dà alla guerriglia, scontri all’Hotel Rixos
A Tripoli sono in corso duri combattimenti nei dintorni del compound di Muammar Gheddafi. Scontri violenti sono segnalati nei pressi dell’hotel Rixos, la ‘perla’ di Gheddafi in cui sono stati ospitati per mesi i giornalisti accreditati, dove è in corso un duro confronto tra gli insorti e i fedelissimi del Rais. A colpire sono soprattutto i cecchini, ma non mancano i colpi di mortaio o artiglieria e gli scambi con armi pesanti soprattutto carri armati. Nella città regna l’incertezza più totale non essendoci una vera e propria linea del fronte, visto che gli uomini di Gheddafi si sono sparpagliati in piccoli gruppi e mettono in atto una tattica da guerriglia.


13,25. I ribelli: “Controlliamo il 95 per cento di Tripoli”.
I ribelli libici avrebbero ormai assunto il controllo di “circa il 95 per cento” di Tripoli: lo rivendica Mahmoud Nacua, rappresentante in Gran Bretagna del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi, annunciando che la sede del governo-ombra sarà presto trasferita nel Paese alla capitale. Nacua, in una conferenza stampa convocata presso l’ambasciata di Libia a Londra, conferma che non si hanno notizie su dove si trovi Muammar Gheddafi, anche se la sua era, assicura, “è terminata”.


13,10. Oggi Sarkozy incontra il presidente del Cnt Jibril.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy avrà in giornata un colloquio con il presidente del Consiglio di transizione libico, Mahmoud Jibril, in vista di un incontro “nei prossimi giorni a Parigi”. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Alain Juppè.


12,44. “Tripoli quasi in mano ai ribelli, ma si combatte ancora”. 
Il 90 per cento di Tripoli è stato conquistato dai ribelli, rivela un testimone oculare contattato a Tripoli dall’agenzia Ansa. “Ci sono ancora dei punti dove i mercenari africani al soldo del regime combattono ancora, entrano nelle case e portano via tutto. Ma gli stanno dando la caccia. In quelle zone è un gran caos. Quasi tutta la gente è in strada armata”.


12,33. Cameron conferma la cattura di due figli di Gheddafi.“Possiamo confermare che due figli del colonnello Gheddafi sono stati presi prigionieri”, afferma il premier britannico David Cameron in una conferenza stampa davanti a Downing Street. Il riferimento è a Saif al Islam e al primogenito Mohammad. Notizie non ufficialmente confermate parlavano anche della cattura di Saadi Gheddafi.


12,22. “Gheddafi è morto”, ma la foto su internet può essere un falso.
Circola su Internet una foto di Muammar Gheddafi morto, ma con ogni probabilità si tratta di un falso. L’immagine a colori mostra il rais con la testa fracassata e immersa nel sangue, che gli fuoriesce anche dalla bocca. La foto ricorda molto quella, falsa, mostrata dopo la morte di Osama bin Laden. Fra l’altro, la mano di Gheddafi in primo piano sembra avere una pelle molto più giovane di quella del rais.


12.07. Il ministro sudafricano: “Gheddafi da noi? Non ne so nulla”.
Il ministro degli Esteri del Sud Africa, Maite Nkoana-Mashabane, citato dalla tv al-Jazeera, ha smentito che il suo paese stiua trattando per ospitare un eventuale esilio di Muammar Gheddafi. “Non sappiamo dove si trovi e presumiamo che sia ancora in Libia”,afferma il ministro. “Se si vuole speculare sul fatto che voglia venire in Sudafrica, non saremo noi a farlo. Forse si sa qualcosa che io non so, perché non c’è assolutamente nulla che io sappia”.


12.02. La brigata di Khamis Gheddafi punta su Tripoli.
Khamis Gheddafi, uno dei figli del rais e comandante della famigerata 32a brigata, guida forze governative verso il centro di Tripoli. Lo riferisce la tv Al Arabiya, citando fonti dei ribelli. Secondo la tv panaraba, le truppe sono partite dal compound di Gheddafi di Bab al-Aziziya. Le forze lealiste avrebbero carri armati vicino al bunker del dittatore e al porto di Tripoli.


11,44. Tripoli, agenti in borghese sparano sui ribelli.
Sostenitori di Gheddafi in abiti civili si aggirano armati stamani per Tripoli e sparano sulle auto e sulle persone. Lo riferiscono testimoni sentiti dall’agenzia Ansa. La linea del fronte, secondo queste stesse fonti, si trova ora nei pressi della cittadina di Azizya.


11,25. Ribelli e Corte dell’Aia trattano sul figlio di Gheddafi.
Saif al-Islam, il figlio di Muammar Gheddafi, catturato a Tripoli, è al centro di contatti tra la Corte penale internazionale e le forze ribelli per un eventuale trasferimento all’Aja. Lo si apprende da fonti della Cpi. Il 27 giugno scorso la Cpi, accogliendo la richiesta del procuratore Luis Moreno-Ocampo, aveva spiccato mandati di cattura nei confronti di Muammar Gheddafi, del suo secondogenito Saif al-Islam, 39 anni (considerato il vero delfino di Gheddafi) e per lo spietato capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi, 62 anni, responsabile delle atrocità commesse dalleforze di sicurezza


11,13. Frattini: nessun italiano in pericolo.
“Gli italiani erano stati evacuati nei primissimi giorni della crisi”. ha affermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista a SkyTg24. “Noi sappiamo che non ci sono connazionali in pericolo, ma chiaramente i nostri informatori da Tripoli, in particolare gli esponenti del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, ci avvertirebbero ove fosse necessario”.


11,02. Malta: “Niente asilo a Gheddafi”.
Il Primo Ministro maltese Lawrence Gonzi si è congratulato con gli insorti di Tripoli, mentre il governo smentisce le voci che indicavano una disponibilità dell’isola di accogliere il colonnello Gheddafi o i suoi collaboratori: “Non accetteremo mai né Gheddafi, né ufficiali dal suo regime sul suolo maltese,” ha detto il portavoce del ministero degli esteri, aggiungendo che “contro Gheddafi c’è un mandato di cattura internazionale che applicheremo se arriverà qui”.


10,30. Almeno 1.300 le vittime nelle ultime 24 ore.
Almeno 1.300 persone sarebbero morte nelle ultime 24 ore di combattimenti in Libia tra i ribelli e i lealisti del colonnello Muammar Gheddafi. Lo ha riferito Moussa Ibrahim, portavoce di Gheddafi, durante una conferenza stampa trasmessa in diretta dalla tv al-Jazeera. Ibrahim ha quindi sottolineato che 5.000 persone sono rimaste ferite nella battaglia per il controllo della capitale nordafricana e ha indicato la Nato come responsabile del “bagno di sangue”. Il portavoce ha infine affermato che il paese ha ancora bisogno di Gheddafi e che i libici dovrebbe essere incoraggiati a combattere in sostegno del colonnello.


10,10. Il Sudafrica smentisce: nessun aereo per Gheddafi.
Il Sudafrica non ha inviato alcun aereo in Libia per agevolare l’esilio del colonnello Gheddafi. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri sudafricano, stando a quanto riportato dal sito web della Bbc. Le dichiarazioni arrivano dopo le indiscrezioni circolate su una presunta disponibilità del paese africano a ospitare l’eventuale esilio del dittatore.


9,55. I ribelli stanno per prendere l’aeroporto di Tripoli.
Secondo il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, gli insorti libici stanno per prender il controllo dell’aeroporto di Tripoli, dopo che i cecchini che lo presidiavano si sono arresi. Alla trasmissione Unomattina, il ministro ha citato “nostre fonti”.


9,45. Per Gheddafi possibile esilio in Sudafrica.
Sarebbero in corso colloqui tra l’entourage del colonnello Muammar Gheddafi e il Sud Africa, con l’obiettivo di individuare un esilio per il leader libico, dopo l’ingresso a Tripoli dei ribelli. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Secondo fonti dell’emittente, è possibile che il colonnello voli a breve in Zimbabwe o in Angola, probabilmente a bordo di uno dei due aerei sudafricani che sarebbero atterrati nella notte a Tripoli.


9,35. I lealisti del colonnello Gheddafi controllano ancora il “20% di Tripoli”.
Le truppe fedeli al leader libico controllerebbero ancora il un quinto del territorio della capitale Tripoli, mentre il resto sarebbe in mano ai ribelli. Lo ha riferito una fonte degli insorti alla tv al-Jazeera, precisando che in alcune zone della città sono ancora in corso combattimenti.


9,31. Giornalista russo ferito a Tripoli.
Secondo i media russi, il giornalista Orkhan Jemal, corrispondente del giornale Izvestia, è rimasto ferito a una gamba da colpi di arma da fuoco nella capitale libica.


8,40. Gheddafi darebbe nascosto nell’ambasciata venezuelana a Tripoli. Il colonnello Gheddafi sarebbe nascosto all’interno dell’ambasciata del Venezuela a Tripoli. La voce circola con insistenza e ora è pubblicata anche dal sito web dell’opposizione al-Manara, che cita fonti dei ribelli. In mattinata, il presidente venezuelano Hugo Chavez, è intervenuto in sostegno del dittatore: “I governi ‘democratici’ europei, non tutti e si sa quali sono, stanno praticamente demolendo Tripoli con le bombe senza alcuna giustificazione.


8,37. La Corte internazionale dell’Aia reclama il figlio del colonnello.
La Corte penale internazionale dell’Aja e i ribelli libici discuteranno oggi del trasferimento di Seif al-Islam, uno dei figli del colonnello Gheddafi, ricercato e arrestato per crimini contro l’umanità. Lo ha affermato dal procuratore capo della Cpi, Luis Moreno Ocampo, alla Cnn.


8,25. Esplosioni al bunker di Gheddafi.
Un carro armato è stato visto uscire dal compound del colonnello Gheddafi. Lo riferiscono fonti degli insorti alla tv al-Jazeera. Forti esplosioni sarebbero state avvertite nei pressi della residenza del colonnello, nella zona centrale di Tripoli. Violenti combattimenti sarebbero ancora in corso nella zona sud della capitale.


8,20. I ribelli controllano Tripoli.
I ribelli libici entrati a Tripoli controllerebbero almeno l’85% della città. I combattimenti continuano ma non si sa dove si nasconda il colonnello Muammar Gheddafi, che ha diffuso un breve messaggio audio che incita il popolo alla resistenza. I carri armati hanno lasciato il suo bunker del colonnello e stanno bombardando un quartiere della capitale, riferisce una fonte degli insorti alla tv al Jazira. Intanto i ribelli hanno dato un nuovo nomealla Piazza Verde di Tripoli: è la Piazza dei Martiri.








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