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giovedì 25 agosto 2011

Con un messaggio pubblicato nelle prime ore di oggi su Twitter, WikiLeaks ha annunciato l’imminente pubblicazione di 35.000 documenti diplomatici statunitensi. Circa nove ore dopo, un altro messaggio ha comunicato che il sito si trovava sotto attacco informatico. Il sito sembra ora pienamente raggiungibile, il rilascio dei documenti è ancora in corso e ne sono già disponibili diverse migliaia.

La maggior parte sono comunicazioni delle ambasciate sparse per il mondo (dalla Siria alla Polonia, dalla Malesia a Israele all’Afghanistan) e dirette al ministero degli Esteri statunitense, i famosi cable che hanno costituito il grosso delle pubblicazioni di WikiLeaks avvenute finora. Questa volta l’organizzazione non ha utilizzato il sostegno di giornali o altri mezzi di comunicazione per fornire chiarimenti e un contesto all’enorme massa di dati, come spesso è avvenuto in passato.



La strategia questa volta sembra essere quella di affidarsi alla curiosità e all’impegno dei singoli utenti. L’account twitter di WikiLeaks invita ogni navigatore interessato a collaborare e a marcare le sue scoperte con l’hashtag #wlfind. Sullo stesso account è comparsa qualche frase estratta dai cable pubblicati: tra queste, le congratulazioni di Gheddafi per l’elezione di Obama e la dichiarazione dell’ex capo dei servizi segreti israeliani Amos Yadlin secondo cui «i palestinesi sono solo la quarta minaccia per Israele in ordine di importanza» dopo Iran, Siria e Hezbollah.

La pubblicazione dei documenti sta avvenendo mentre WikiLeaks e il suo fondatore Julian Assange sono impegnati in uno scambio di accuse molto serrato con Daniel Domscheit-Berg, 32 anni, fino a settembre 2010 portavoce dell’organizzazione. Pochi giorni fa Domscheit-Berg, che ha fondato da pochi mesi un progetto alternativo a WikiLeaks chiamato OpenLeaks, ha detto al periodico tedesco Der Spiegel di aver distrutto migliaia di documenti riservati raccolti da WikiLeaks, dopo aver lasciato l’organizzazione. Assange lo ha accusato di essere d’accordo con i servizi segreti occidentali.

fonte

Visita il sito wikileaks.org

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