giovedì 3 aprile 2014

Arresti in Veneto: avete letto l'ordinanza di custodia cautelare?

Editoriale a cura di nocensura.com

Quando ieri si è diffusa la notizia del blitz che ha fatto finire in manette 25 secessionisti veneti, d'impatto abbiamo pensato che potesse trattarsi di un atto di repressione eccessivo, volto a "colpire" i dilaganti sentimenti indipendentisti che trovano un consenso sempre più ampio, in particolare proprio in Veneto, come ha evidenziato anche il recente referendum promosso da plebiscito.eu, anche se i numeri resi noti dai promotori (oltre 2 milioni di voti) sono stati contestati, in quanto molti voti sarebbero provenuti dall'estero, in particolare dal Cile, e secondo quanto pubblicato da Il Fatto i reali partecipanti sarebbero stati 150.000, numero comunque di tutto rispetto, se consideriamo che non si tratta di un'iniziativa che ha valore legale.

Il "carro armato artigianale" sequestrato dai Carabinieri del ROS appare più come un "carro carnevalesco" idoneo magari per un'azione dimostrativa  che un mezzo atto a coadiuvare un'azione rivoltosa; sembra assurdo che qualcuno possa pensare di "attaccare lo stato" con tale mezzo, ma dietro al blindato c'era una complessa strategia che nell'ordinanza di custodia cautelare è dettagliatamente esplicata e dimostrata dalle intercettazioni.



Veneto, il blitz: arrestati 24 secessionisti. “E’ arrivato il momento di combattere”

Quando abbiamo letto il testo della lunghissima ordinanza di custodia cautelare ci siamo dovuti ricredere; la richiesta d'arresto appare senza dubbio motivata, e ci chiediamo se coloro che difendono a spada tratta gli arrestati, abbiano letto il provvedimento, oppure basino le proprie considerazioni su loro personali "presunzioni" e considerazioni. Molti sembrano esprimere opinioni come se gli arrestati fossero finiti in manette a causa delle proprie idee separatiste, ma in realtà il motivo che ha portato all'arresto è la costituzione di una associazione che appare realmente con finalità eversive.

Alla luce di quanto emerge dal documento, che potete consultare e scaricare in formato PDF, l'arresto degli individui, o quanto meno di alcuni di loro, appare senza dubbio legittimo: solo chi non è informato sui fatti oppure chi è favorevole alla "lotta armata" può esprimere solidarietà incondizionata agli arrestati: di seguito descriviamo le parti più significative.

Ecco cosa emerge dalla trascrizione delle intercettazioni riportate nell'ordinanza di custodia cautelare:

Abbiamo dedicato più di quattro ore alla lettura testo, che ripercorre due anni di indagini, e illustra parte delle migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali effettuate (sono riportate solo quelle rilevanti ai fini dell'inchiesta e della richiesta di custodia cautelare) e le relazioni dei Carabinieri che dal Maggio 2012 a oggi hanno svolto numerose operazioni di o.c.p. (acronimo di: Osservazione Controllo Pedinamento)

Dal verbale si evince chiaramente quella che la legge definisce "matrice terroristica" dell'organizzazione: la ricerca delle armi, la volontà esplicitamente dichiarata da alcuni componenti di voler "seminare il terrore", strategie per ottenere una secessione mediante la "lotta armata", in quanto "la via politica non è percorribile, non ha prodotto risultati".

Dalle conversazioni di alcuni arrestati - che temevano di essere intercettati telefonicamente, e si erano procurati "telefoni puliti" intestati ad altre persone (ma sono stati intercettati ugualmente) e non avevano tenuto in considerazione le "intercettazioni ambientali  -  emerge persino che avevano valutato concretamente la possibilità di dare luogo a attentati dinamitardi, volti a colpire obiettivi come i tralicci dell'alta tensione, ma avevano accantonato questi propositi in quanto l'opinione pubblica sarebbe stata sfavorevole. Emerge comunque la disponibilità a commettere azioni pericolose e terroristiche.


L'idea dell'associazione era quella di organizzare, congiuntamente ad altre realtà indipendentiste, che avrebbero dato luogo a manifestazioni contemporanee in altre parti d'Italia (in modo da fare più clamore possibile e al contempo rendere più difficoltosa la reazione da parte dello Stato) una "manifestazione" armata, convergendo con il mezzo blindato sequestrato e dotandolo di armi, in piazza San Marco, insieme ad altre persone armate, "protette" dalla presenza in piazza di centinaia di persone, che forse sarebbero state invitate all'evento senza informarle dell'operazione armata alla quale avrebbero dato luogo.

Dai verbali emerge chiaramente la volontà di dotarsi di armi leggere (mitra, fucili, pistole) e di voler dotare il "tanko" (il carro armato artigianale) di armi pesanti, oltre che di un sistema di telecamere esterne al mezzo che consentisse loro di condurre il blindato restando ben protetti nella cabina, massicciamente blindata: "perché se utilizzamo una feritoia per guardare fuori, le forze dell'ordine ci puntano dei laser e ci impediscono di guidare il mezzo". Emerge che alcuni componenti della banda si stessero muovendo per acquisire armi e gli altri materiali.

Per portare a compimento il progetto, l'organizzazione cercava proseliti e finanziatori; alcune persone una volta compresa la natura eversiva della cosiddetta "Alleanza", si erano allontanate. Il gruppo aveva trovato un imprenditore, soprannominato "il facoltoso", disposto a finanziare il progetto; questo ha versato ai membri somme nell'ordine di alcune migliaia di euro, e avrebbe garantito la sua disponibilità a elargire ulteriori somme in futuro. Un ruolo chiave nel finanziamento dall'associazione lo avrebbero avuto anche alcuni membri dello stessa.

L'organizzazione, denominata "l'alleanza" aveva dato vita ad una sorta di "governo parallelo", con una struttura organizzativa composta da vari incarichi tra cui un "responsabile militare", con tanto di rituale e giuramento di fedeltà. Gli arrestati erano ben consapevoli del rischio di natura legale al quale si stavano esponendo con le loro azioni; un componente dell'associazione aveva infatti consultato due avvocati, chiedendo loro cosa prevedono le normative per questo tipo di reati, e aveva ben capito che il gruppo stava "rischiando condanne di diversi anni".

Alcuni arrestati si sentivano sicuri della riuscita dell'operazione, tanto che pianificavano persino il da farsi una volta ottenuta la tanto agognata indipendenza; un soggetto diceva di pretendere un incarico da Ambasciatore.  Dopo la cacciata dello Stato italiano prevedevano l'instaurazione di un governo non eletto, almeno provvisoriamente, con tanto di sospensione temporanea dello Stato di diritto e democrazia, dando vita ad una sorta di persecuzione di tutti coloro che hanno avuto incarichi nell'apparato dello Stato italiano, e avrebbero voluto allontanare dal territorio veneto i "terroni".

QUESTO, DESCRITTO IN MODO MOLTO SINTETICO, è QUANTO EMERGE DAI VERBALI DELL' ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE CHE POTETE LIBERAMENTE SCARICARE e/o CONSULTARE ANCHE VOI.



Ovviamente la magistratura dovrà chiarire la responsabilità di ogni singolo membro dell'associazione; oltre ai 24 arrestati e ai due componenti finiti ai domiciliari, altrettanti sono indagati a piede libero, e non è da escludere che l'inchiesta possa allargarsi, con differenti gradi di responsabilità.

 
IL CAMBIAMENTO NON ARRIVERA' CERTO CON LA VIOLENZA: PER CAMBIARE LE COSE è NECESSARIO CAMBIARE MENTALITA', E SMETTERE DI VOTARE CHI NON MANTIENE LE PROMESSE O PEGGIO ANCORA NON FA GLI INTERESSI DEI CITTADINI!
  
Chi segue il nostro blog, sa bene quanto noi ci opponiamo e denunciamo con forza le ingiustizie quotidiane perpetrate a danno della collettività dai "poteri forti" e dalle istituzioni: nazionali e sopratutto internazionali e sovranazionali, in un contesto dove quest'ultime hanno sempre maggiore influenza e potere sulle nostre vite.

Tuttavia, RIGETTIAMO e CONDANNIAMO CON FORZA, "senza ma e senza se" ogni progetto di natura violenta e/o eversiva. 
La "via eversiva" non rappresenta assolutamente una "possibilità di riscatto" per le ingiustizie, bensì al contrario PEGGIOREREBBE LA SITUAZIONE, giustificando leggi speciali e una stretta autoritaria dello stato, con conseguente repressione ancora più dura anche delle forme più pacifiche di dissenso.
RICORDIAMOCI BENE come il terrorismo, la "strategia della tensione" e delle stragi siano state, in passato UNA STRATEGIA PILOTATA PROPRIO DAI POTERI FORTI, come ha dichiarato pubblicamente il Giudice Ferdinando Imposimato,  Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, che ha svelato come dietro agli "anni di piombo" ci fosse la regia occulta del GRUPPO BILDERBERG, fatto (e non 'teoria') che emergere, a sua detta, dalla carte del Giudice Alessandrini, che su questo stava indagando e che fu ucciso (guarda caso) dal terrorismo rosso... (non che il "terrorismo nero" fosse diverso)

Le cosiddette "primavere arabe" (pilotate dagli USA) dimostrano inoltre che spesso i governi autoritari e corrotti vengono sostituiti da nuovi spesso peggiori dei precedenti! Ce la prendiamo con i politici, con i parlamentari, responsabili di molte nefandezze, ruberie e oltraggi alla democrazia, nonché complici di quei poteri forti che stanno trasformando l'Italia (e non solo) in un paese povero, come se il problema e la causa di tutti i mali fossero quel migliaio di politici che ci governano. IN REALTA' IL PROBLEMA è MOLTO PIU' COMPLESSO: in quanto la maggioranza delle persone che contestano il sistema, se finissero nei posti di comando, NON SI COMPORTEREBBERO IN MODO MIGLIORE dell'attuale classe politica; una volta raggiunto il potere molti "oppositori" hanno subito preso i vizi di coloro che fino al giorno prima contestavano...


Pensiamo per esempio, al cambiamento radicale della Lega Nord dagli inizi, quando si contrapponeva fortemente allo Stato e accusava Berlusconi:


salvo poi governare con Berlusconi e finire al centro di scandali; quando hanno governato, sembra che si siano "dimenticati" tutte le promesse fatte agli elettori e gli storici "cavalli di battaglia" leghisti,  mentre hanno avallato le varie "leggi ad personam" del Cavaliere, arrivando ad essere determinanti per rigettare in parlamento la richiesta d'arresto avanzata dai giudici nei confronti di Nicola Cosentino, "Nick o' mericano" definito dai magistrati addirittura il "referente nazionale del clan dei casalesi" 



Fino a quando non ci sarà un PROFONDO CAMBIAMENTO nella mentalità degli italiani, nella CONSAPEVOLEZZA di ciascuno di noi, fino a quando continueremo a farci manipolare dai mass media, e a farci prendere in giro da chi rinnova le promesse anno per anno da vent'anni, non potrà esserci nessun cambiamento significativo.

Ci lamentiamo del fatto "che le liste dei candidati sono infarcite di inquisiti, rinviati a giudizio, condannati", ma basterebbe rifiutarsi di votarli, e certamente nessuno li candiderebbe più. Se la gente è disposta a votarli, i partiti non si fanno scrupoli a ricandidarli; così come i politici non si fanno scrupoli a calpestarci, coltivando palesemente gli interessi propri o di qualche lobbies, perché tanto sanno che bene o male saranno rivotati, e quando ne avranno combinate di troppo grosse per ripresentarsi agli italiani, magari ottengono una "nomina eccellente"; come Giuliano Amato, autore del "prelievo forzoso" nei conti correnti degli italiani nel 1992: la sua popolarità è scesa ai minimi termini, ma ha continuato a "galleggiare" fino a oggi, e alla fine è stato nominato addirittura giudice costituzionale, raddoppiando i propri introiti (alla mega pensione/vitalizio da oltre 31.000€ mensili lordi si è aggiunto uno stipendio di importo simile...)

Di questo ne abbiamo parlato anche nell'articolo Italiani cornuti e mazziati. Ma non facciamo le vittime, lo meritiamo! del 14 Marzo; mentre rimandiamo chi chiede "soluzioni" a questo articolo ed a questo; di certo nessuno ha la bacchetta magica, ma se non cambia l'approccio con la politica e la mentalità degli italiani, non cambierà mai niente: di certo la soluzione non arriverà "dall'alto" semplicemente votando un partito piuttosto che un altro, e meno ancora, con metodi violenti.


Editoriale a cura dello Staff nocensura.com

MDA ha detto...

Buonasera.
Ho letto le vostre considerazioni sulla richiesta cautelare per gli indipendentisti.
Io vi scrivo perché nel 2012 sono stato perquisito da 7 poliziotti nell'ambito del cosiddetto processo stormfront.
All'epoca scrissi una lettera pubblicata qui: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11318
Mi fa piacere che pian pianino tutti capiscano che per lo Stato chi pensa è un potenziale CRIMINALE e in ogni caso è da considerare più pericoloso di chi delinque o uccide o stupra.
Infatti basta che vi leggiate la sentenza con cui un giudice ha condannato 4 cittadini incensurati a pene tra i 2 anni e 4 mesi e i 3 anni di carcere. Era l'aprile 2013. http://www.osservatorioantisemitismo.it/wp-content/uploads/2013/11/Sentenza-884.13-dell8.04.2013-1_stormfront.pdf

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