sabato 7 settembre 2013

Ora Alemanno si "sveglia" e propone uscita dall’euro e rivedere fiscal compact

Intervenendo ad un seminario ad Orvieto Alemanno sorprende tutti proponendo di uscire dall'euro e di ridiscutere il Fiscal Compact, che entrerà in vigore tra pochi mesi, nel 2014, un euro-trattato capestro, ratificato da PD-PDL-Centro durante il governo Monti, che costringerà l'Italia a diminuire il debito pubblico per 50 miliardi all'anno per 20 anni: per ottemperare a questo onerosissimo impegno - 1.000 miliardi di euro in 20 anni - l'attuale governo ed i prossimi dovranno svendere il patrimonio pubblico, ad iniziare dalle migliori aziende (poche) rimaste pubbliche, nonché aumentare ulteriormente le tasse e tagliare servizi.

Alemanno ora sembra svegliarsi: come mai fino ad oggi, nelle vesti di politico di spicco del PDL e di sindaco di Roma non ha fatto niente, quando poteva, per contrastare lo strapotere delle banche e della lobby eurocratica? 


L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Intervenendo da Orvieto al seminario di studi “Per un nuovo centrodestra: Prima l’Italia”, proposto da lui stesso, l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha avanzato la proposta di uscire dall’euro per “cambiare il nostro rapporto con l’Europa che si basa su un paradosso. Noi siamo subalterni all’Ue e veniamo trattati malissimo, nonostante i nostri versamenti superino le contribuzioni europee che riceviamo”.
“Noi vogliamo uscire dal dibattito politicamente corretto e abbattere i tabù che impediscono di discutere serenamente sull’euro, che sta creando vincoli recessivi sulla nostra economia” – ha aggiunto Alemanno – “Si esce aprendo un negoziato molto serio sul fiscal compact, il patto di stabilità e i meccanismi recessivi che penalizzano le nostre imprese, anche in vista del semestre italiano e delle elezioni europee. Illustri cattedratici hanno aperto un dibattito che dimostra come l’uscita dalla moneta unica può innestare invece un processo virtuoso per Paesi come l’Italia”.
Alemanno ha poi trattato il caso Berlusconi: “La posizione che stiamo esprimendo a Orvieto è chiara: piena solidarietà a Berlusconi per l’attacco politico e giudiziario che sta subendo, con un forte auspicio che la Giunta per l’autorizzazione a procedere consideri senza pregiudiziali l’opportunità’ di ricorrere alla Corte Costituzionale per una valutazione sull’applicazione della retroattività della legge Severino”.
L’ex sindaco di Roma ha precisato anche sul futuro del centrodestra: “Se rinasce Forza Italia noi non possiamo aderire a questo progetto ma dobbiamo contribuire a creare una nuova forza politica che raccolga l’eredità di Alleanza Nazionale. Un nuovo centrodestra articolato su più soggetti politici può recuperare molti soggetti nell’area del non voto e un radicamento nel territorio”.
L’idea di Alemanno, che ha deciso di portare avanti nella due giorni di Orvieto, è “un processo federativo. Guardiamo a Fratelli d’Italia, alla Destra, a Futuro e libertà e a tutti gli elettori che oggi sono rifugiati nel non voto”. Ha concluso lo storico esponente della destra italiana: “Il nostro obiettivo è ridare forza all’ala destra del centrodestra. Il Pdl invece si sta trasformando in Forza Italia. Noi siamo altro, anche se è possibile ricostruire il centro destra con un alleanza tra più soggetti politici”.


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