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lunedì 28 novembre 2011
Un editoriale-relazione a cura di nocensura.com che illustra in tutta la sua gravità l'affaire equitalia, ripercorrendo tutti gli aspetti: dall'aumento dei "suicidi degli insolventi", le parti più ingiuste e assurde della legge, come sempre dura e inflessibile con i poveri e morbida nei confronti dei potenti, fino ai gravi scandali che hanno investito l'agenzia. Tutto quello che c'è da sapere su dis-equitalia.

Venerdì scorso in provincia di Padova si è registrato l'ennesimo suicidio. E non si tratta di un caso isolato. Se non sentiamo parlare di casi come questo, è perché generalmente questo genere di notizie trova spazio solo sulla stampa locale, che non approfondisce i motivi alla base del dramma, o lo fanno in modo superficiale. I fatti hanno avuto un po' di risonanza - poca comunque - solo perché quando si è diffusa la notizia, è stata organizzata una manifestazione di protesta davanti alla locale sede di EquitaliaL'indignazione per l'accaduto era fortissima. E nonostante non sia abbiano notizie precise in merito, il fatto che il suicida avesse difficoltà economiche (e il fatto che sia stata organizzata un sit-in di protesta) ci portano a pensare che probabilmente, anch'egli fosse alle prese con Equitalia.


La sua è stata definita "un'impresa edile storica", ed è noto che da qualche mese non riuscisse a far fronte al pagamento della "cassa edile". Temeva di non riuscire a mantenere i livelli occupazionali, e pare che si fosse rivolto a una banca per chiedere un prestito, senza evidentemente ricevere risposte positive; (ultimamente le banche per concedere credito, anche piccole somme, pretendono ampissime garanzie, che spesso chi è in difficoltà non riesce a fornire). 


In un quadro come questo (che in questo periodo di crisi è frequentissimo) ovvero dinnanzi all'impossibilità di far fronte alle spese "ordinarie", le richieste di pagamento da parte di Equitalia (che in base alle normative recentemente approvate dal governo B. può pignorare e svendere all'asta le case dopo soli 2 mesi dall'ingiunzione) costituiscono la definitiva rovina. Uno stato serio dovrebbe aiutare le aziende a superare le difficoltà, per esempio dilazionando/posticipando il pagamento delle tasse. Dovrebbe essere nell'interesse dello stato aiutare la loro "sopravvivenza", visto che se chiudono perdono definitivamente gettito fiscale (e posti di lavoro). Ma invece accade l'esatto opposto. Lo stato, che negli anni ha devoluto alle aziende come la FIAT capitali immensi, provento delle tasse imposte ad aziende come questa, che contribuisce ad affossare. 

Suicidi, ma non solo. Anche senza arrivare a tanto, sono centinaia di migliaia i cittadini che non vivono tranquilli, perché riescono a far fronte alle cifre richieste dagli "strozzini di stato". Equitalia non vuole storie: pretende soldi anche da chi non ce li ha, e come se non averceli fosse una colpa, punisce i "malcapitati di turno" con penali e tassi di interessi assurdi, tali da raddoppiare l'importo dovuto in breve termine.  Bastano cifre modeste per far scattare il fermo amministrativo dell'automobile del "debitore", rendendo così impossibile, in alcuni casi, persino recarsi al lavoro. E se qualcuno, nell'impossibilità di farne a meno, si azzarda a usare il mezzo sequestrato, scattano sanzioni persino più alte dell'importo dovuto! A causa di queste vessazioni, moltissime persone cadono nel tunnel della depressione, non dormono la notte, come se non bastassero i problemi economici a minarne la serenità! Il 26 Febbraio 2010 un europarlamentare del gruppo PPE (partito popolare europeo) ha presentato una "interrogazione scritta" alla commissione: "oggetto: crescenti episodi di "suicidi per insolvenza" da parte di imprenditori". Ecco la risposta della commissione, datata 19 Aprile 2010, che prometteva di aver intrapreso e di star intraprendendo interventi in questa direzione di cui non si è visto l'ombra, un anno dopo.


Per  un debito di 10.000 Euro arrivano a togliere dieci volte tanto: non si tratta di un "esempio esagerato" ma della PURA REALTA': il meccanismo lo abbiamo illustrato in questo articolo
Una vera e propria persecuzione di stato. MAGARI FOSSERO COSI' INTRANSIGENTI CON I "GRANDI EVASORI"... che spesso "contrattano" e riescono a pagare una parte modesta del dovuto. 

Valentino Rossi: accusato di evasione milionaria, secondo Repubblica non aveva dichiarato al Fisco 60.000.000€ e rischiava una multa elevatissima, addirittura 240.000.000€ secondo questo articolo. Se l'è cavata con una cifra di 19.000.000€ secondo questo articolo. E saremmo curiosi di sapere com'è finita la storia del notaio che di milioni di euro, ne avrebbe evasi 300, caso di cui non siamo riusciti a trovare aggiornamenti.

Questa situazione colpisce più persone di quante si possa immaginare: è difficile percepirlo, poiché GRAZIE AL MODELLO CULTURALE IMPOSTO DAI MASS MEDIA, CHI HA PROBLEMI ECONOMICI SI VERGOGNA DI AVERLI. Come se avere problemi a causa della crisi CHE HANNO CAUSATO LORO, fosse "qualcosa di cui vergognarsi". Basta pensare che nella sola provincia di Lucca, secondo i dati snocciolati dal Codacons, sono più di 22.000 le cartelle esattoriali spedite ai cittadini per capire quanto questo fenomeno allarmante sia diffuso. Probabilmente la maggioranza di loro è riuscita a pagare: ma alcune migliaia sicuramente no.


Non riescono a pagare 5 e loro gli chiedono 7: poi 8, infine 10. E poi SVENDONO i beni all'asta. Svendono, non vendono. Perché una casa che vale 200.000 Euro (che con gli interessi del mutuo è stata pagata 350.000) viene svenduta all'asta per 70.000 Euro. (per approfondire questi aspetti vedi i nostri editoriali: "IL DRAMMA DI EQUITALIA, TRA FAMIGLIE E AVVOLTOI" pubblicato il 14/07/2011 e "ECCO COME EQUITALIA ROVINA LE FAMIGLIE: UN ESEMPIO PRATICO" pubblicato il 10/10/2011

Il problema riguarda prevalentemente piccoli imprenditori, artigiani e commercianti: per chi lavora "in proprio" spesso cessare la propria attività, significa aver contratto debiti. In alcuni casi invece, è proprio Equitalia a dare il "colpo di grazia" alle aziende che riescono ad evitare la chiusura "sul filo di lana". Ma le vessazioni non riguardano solo gli imprenditori. Nella rete di Equitalia ci finiscono anche lavoratori dipendenti non in regola con i pagamenti dell'Irpef (magari a causa di un errore del commercialista che fa le buste paga) e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, devono qualche cosa allo stato.


A Ottobre 2011 il governo Berlusconi ha persino aumentato i poteri di Equitalia, che adesso può pignorare e svendere una casa all'asta a distanza di appena 2 mesi dal procendimento.  PDL e Lega Nord hanno fornito nuove armi a equitalia, in barba alle promesse fatte agli elettori. Tra l'altro a Giugno 2011, tre mesi prima dell'approvazione di questa legge, in occasione del "raduno di Pontida" i dirigenti leghisti avevano promesso di porre un freno ad equitalia ai militanti leghisti che lo chiedevano a gran voce. Matteo Salvini, in un'intervista del 20 Giugno, parlava di strozzinaggio: evidentemente riconoscere che si tratti di strozzinaggio non basta per indurli a ripristinare una situazione di democrazia: anzi, hanno inasprito le regole... dopotutto - siamo pronti a scommettere - che a casa Salvini (e di tutti i politici vicini al governo) le "cartelle esattoriali" non sono arrivate.


Quello che suscita ancora più indignazione, sono poi alcuni "particolari" riguardanti l'agenzia:

Nei mesi scorsi, emerse un vero e proprio scandalo: una società che comprava (a prezzi stracciati) le case svendute all'asta, era di proprietà di una manager di equitalia. Un conflitto di interessi gravissimo, nonostante ciò la notizia non ha trovato spazio sulla maggior parte dei giornali: per non parlare della TV, dove non ha trovato la minima menzione.

E' di pochi giorni fa la notizia - che ovviamente, come al solito, non è stata diffusa dai media - che Equitalia a Torino ha acquistato un vero e proprio palazzo di lusso, vincolato dal ministero dei "Beni Culturali" (in foto) per la "modica cifra" di 31.000.000 di Euro, di cui 29 milioni 920 mila per l’acquisto dello stabile e un altro milione per aggiudicarsi 45 box auto destinati ai dirigenti, a cui forniscono un garage privato per ciascuno. 

SVENDONO LA PRIMA CASA AI CITTADINI E FANNO CHIUDERE LE AZIENDE INSOLVENTI PER ACQUISTARE LUSSUOSE SEDI? EVIDENTEMENTE, SI!

L'amministratore delegato di Equitalia, Attilio Befera
Vorremmo potervi dire quanti soldi spende globalmente questa "agenzia" per il "mantenimento" di se stessa: dall'acquisto delle sedi, alle eventuali "auto di servizio", fino agli stipendi di dipendenti, manager, responsabili vari e impiegati: purtroppo però, non siamo in grado di dare una risposta a questo quesito. Non è facile per un blog come nocensura.com trovare la risposta a un quesito come questo, visto che fare i conti in modo preciso è praticamente impossibile. Forse queste risposte dovrebbero darcele le molte testate giornalistiche che vivono di finanziamenti pubblici, che in alcuni casi non sarebbero necessarie per la loro sopravvivenza, visto che alcune hanno ottimi introiti pubblicitari. Ma considerando l'importo speso da Equitalia per comprare una sede a Torino, immaginiamo che non si tratti di "noccioline". E' facile immaginare che buona parte dei soldi che "recuperano" rovinando le famiglie, vengano bruciati per il mantenimento della struttura organizzativa. Lo stipendio dell'Amministratore Delegato di Equitalia, Attilio Befera, ammonta a 456.733 Euro all'anno.  

Alessandro Raffa per nocensura.com

PS: clicca sui vari link contenuti nel testo per approfondimenti sull'argomento di riferimento
Fonti: varie, vedi link contenuti nell'articolo.

Copyleft: diffusione consigliata! Indicando l'autore "Alessandro Raffa per nocensura.com"

Leggi anche: 




Leggi ulteriori articoli cercando equitalia sul motore di ricerca interno del nostro blog, (posto in alto, sulla colonna destra) da quando il blog ha iniziato l'attività abbiamo pubblicato costantemente numerosi articoli, tra cui le varie sentenze circa i casi di nullità delle cartelle.

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7 commenti:

Giorgio Gibertini Jolly ha detto...

Complimenti per il pezzo. Utile e completo e purtroppo vero. Mi sa che non siamo d'accordo su tante cose ma ti seguo volentieri.

Anonimo ha detto...

Complimenti. davvero un articolo serio.

Ignota ha detto...

Questi strozzini hanno in mano il futuro dell'Italia e non se ne rendono conto.

Sono dei virus, gli importa solo di mangiare e mangiare, senza curarsi delle consequenze

francesca-anna ha detto...

si stanno facendo il gruzzolo x i tempi di magra,ma non durera ancora a lungo....hanno vita breve gli strozzini dello stato italiano.

Anonimo ha detto...

maledetti tutti spero che venga la fine del mondo non si puo vivere piu cosi'tutti devono crepare questi strozzini maledetti come del resto i poci schifosi al governo!!

mg ha detto...

Mio suocero è in coma vegetativo da un anno a seguito di un infarto. Era un artigiano e negli ultimi anni non era più riuscito a pagare tasse/inps. La somma attuale dovuta a equitalia ammonta a circa 59000€ . Volevamo vendere la casa ma abbiamo scoperto che equitalia aveva messo un ipoteca dal 2009 senza comunicare nulla. Ora mia suocera,che lavorava con lui,ha perso tutto e non può neanche prendere la pensione di inabilità del marito xke mancano gli ultimi contributi di lavoro versati,anche se mio suocero aveva già versato piu di ,20 di contributi. Equitalia era disposta a dilazionare il debito in 5 anni...comode rate da 10000€ all'anno..ora una donna che assiste il marito in casa di riposo e vive con me e mio marito(che lavoriamo in proprio,quindi a malapena cooriamo le spese)mi dite come dovrebbe saldare il debito x avere la pensione??invece di dargliela e toglierle 1/5 per saldare il debito portano la gente alla malattia o alla morte...soli che se noi ormai non siamo più cittadini di uno stato libero e DEMOCRATICO ma sudditi/schiavi...ci vorrebbe un robin hood x farci rialzare la testa e x ridistribuire equamente la ricchezza..la domanda è: arriverà?

Anonimo ha detto...

arrivera mg arrivera.
Questo "robin hood" arrivera il giorno in cui gli italiani decideranno di togliersi il prosciutto dagli occhi, dire basta e agire.
Ma se invece continuano a non fare niente o poco e pure andare a votare (votare peggiora le cose non le migliora) allora non hanno diritto di lamentarsi perche se la sono voluta.

Quando e' troppo e' troppo eppure gli italiani continuano a farsi bastonare.

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