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lunedì 8 aprile 2013
Da quando è iniziata la guerra in Afghanistan la produzione di oppio è aumentata in modo esponenziale, anno dopo anno: ad oggi è addirittura 40 volte superiore al periodo in cui il paese era in mano ai talebani. Ovviamente questo si traduce in un paritetico aumento della produzione di eroina e della disponibilità della stessa sul mercato.

L'aumento della disponibilità di eroina sul mercato ha sancito una forte diminuzione del prezzo di vendita, sia all'ingrosso che nelle piazze dello spaccio, che è più che dimezzato: nel 1995 il prezzo medio di un grammo di eroina in Italia era di 100.000-130.000 Lire, contro i 20-25 Euro di oggi.

L'aumento della produzione ed il forte abbassamento del prezzo hanno rinfocolato il mercato dell'eroina stessa, ed il numero di consumatori - che negli anni stava diminuendo sempre di più - è tornato a crescere, specialmente tra i giovanissimi, scevri della ''memoria storica'' che ha tenuto lontani dall'eroina le generazioni che oggi hanno 28-36 anni, generazioni che hanno assistito al degrado fisico e psichico provocato da quella droga nei consumatori degli anni del boom.

Vedi anche: DOSSIER - IL TRAFFICO DI DROGA è CONTROLLATO DAI POTERI FORTI

La eroina afgana, una produzione ‘40 volte superiore’ dall’inizio dell’invasione NATO
La eroina afgana, una produzione ‘40 volte superiore’ dall’inizio dell’invasione NATO
La produzione di eroina in Afghanistan è aumentata di quaranta volte da quando la NATO ha iniziato la sua “guerra al terrore”, nel 2001, ha dichiarato il capo del Servizio Federale Russo di Controllo della Droga, aggiungendo che oltre un milione di persone sono morte per eroina da allora.
"L’eroina afgana ha ucciso più di un milione di persone in tutto il mondo da quando è cominciata l’operazione ‘Enduring Freedom’, e più di un trilione di dollari provenienti dalla vendita di droga sono stati investiti nella criminalità organizzata transnazionale", ha rivelato Viktor Ivanov ad una conferenza sulla situazione della droga in Afghanistan. Ivanov ha sottolineato che il principale fattore d’instabilità nel paese devastato dalla guerra rimane la prospera industria dell’eroina. “Ogni osservatore imparziale deve ammettere il triste fatto che la comunità internazionale non è riuscita a frenare la produzione di eroina in Afghanistan dall’inizio delle operazioni della NATO”. Nel suo intervento alla 56ª sessione della Commissione sugli Stupefacenti presso le Nazioni Unite a Vienna, l’11 marzo, ha affermato che la produzione di oppio è aumentata del 18 per cento, da 131.000 a 154.000 ettari. La produzione di oppio è stata fondamentale per l’economia dell’Afghanistan da quando gli USA e la NATO l’hanno invaso nell’ottobre 2001. Poco prima dell’invasione, i talebani avevano promulgato il divieto di coltivazione del papavero da oppio, dichiarandolo contrario alle regole islamiche, diminuendone la produzione complessiva .
Ma in seguito al coinvolgimento dell’Occidente, la produzione è ripresa, e ora il paese produce circa il 90 per cento dell’oppio mondiale, la maggior parte del quale finisce in Europa e in Russia. La lotta contro l’oppio afghano condotta dai funzionari degli Stati Uniti e della NATO è paradossale. Alla Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite a Vienna, nel mese di marzo, Ivanov ha dichiarato che, se da un lato essi stanno cercando di conquistare i cuori e le menti della popolazione locale, che dipende sempre di più dalla coltivazione del papavero da oppio per il suo sostentamento, dall’altro hanno bisogno di bloccare i finanziamenti all’insurrezione dei talebani, alimentati dalla vendita di papavero da oppio verso i mercati esteri. Circa il 15 per cento del prodotto interno lordo dell’Afghanistan dipende dalle esportazioni di droga, con un giro di affari di 2, 4 miliardi di dollari l’anno, secondo stime del 2012 delle Nazioni Unite. Il portavoce del ministro dell’Antidroga Afgana Qayum Samir ha dichiarato a Radio Free Europe il 1° aprile che 157.000 ettari di terreno sono stati coltivati a papaveri questa primavera, circa 3.000 ettari in più rispetto allo scorso anno. Samir ha dichiarato che la mancanza di sicurezza, la mancanza di governance e la povertà diffusa sono le ragioni che si celano dietro all’aumento della produzione di eroina. Mosca ritiene che le soluzioni più semplici siano le più efficaci, e che sradicare i campi di papavero del paese sia la chiave per risolvere il problema, ha sottolineato Viktor Ivanov. Ma c’è una grande differenza tra come la Russia e gli Stati Uniti considerano la soluzione del problema. “Metaforicamente parlando, invece di distruggere il covo delle mitragliatrici, consigliamo di estrarne le pallottole” ha spiegato Ivanov. “Suggeriamo di sradicare del tutto le piantagioni. Finché ci sono i campi di papavero da oppio, ci sarà il traffico”. Tuttavia, sembra che gli USA e la NATO non abbiano alcuna intenzione di sbarazzarsi delle piantagioni di papavero da oppio afgane: questa è un’evidente contraddizione dell’approccio occidentale. “Gli Stati Uniti, d’accordo col governo colombiano, sradicano 200.000 ettari di arbusti di coca l’anno. In Afghanistan solo 2.000 ettari di campi di papavero sono stati sradicati: un centesimo di quella cifra”, ha sottolineato Ivanov. E accanto al rifiuto di sbarazzarsi delle piantagioni, vi è l’interesse apparente delle banche internazionali nel “denaro sporco”. Le droghe hanno una quota nel commercio mondiale quasi più grande del petrolio e del gas, ha affermato Ivanov nella sua presentazione alle Nazioni Unite. Il comando delle Forze Antidroga Russe ha suggerito che le banche statunitensi ed europee tacitamente accolgono e "incoraggiano" l’afflusso di denaro proveniente dalla droga. Gil Kerlikovske, direttore dell’Ufficio del National Drug Control Policy presso l’ufficio esecutivo del Presidente degli Stati Uniti, ha detto a RT che “siamo in grado di intercettare e sequestrare tonnellate di stupefacenti, possiamo arrestare i trafficanti, ma il bisogno maggiore è quello di bloccare i fondi che riforniscono questo traffico”. Nel presente, la Russia propone soluzioni per migliorare lo sviluppo sociale e istituzionale in Afghanistan, discutendo il problema a livello internazionale. Link: http://iranmondo.blogspot.com/2013/04/un-milione-di-morti-da-eroina-afghana.html


Fonte: http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/123827

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