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sabato 15 settembre 2012
parcheggiatori-abusivi-parcheggio-poste
Editoriale di nocensura.com

Leggiamo l'articolo che segue:


La rissa avvenuta ieri pomeriggio fra due italiani ubriachi e due marocchini di fronte alla vecchia Coop ha riproposto il problema della sicurezza tra piazza San Marco e il parcheggio di via Arcivescovo Martini. Una zona frequentata da alcuni senzatetto con problemi di alcolismo e tossicodipendenza, che sono soliti bivaccare sui gradoni all’inizio di viale Vittorio Veneto, o nei pressi del parcheggio di fronte alle poste. Un parcheggio molto utilizzato nei giorni di chiusura di quello di piazza Mercatale, e costantemente presidiato da 4 o 5 parcheggiatori abusivi che chiedono, a volte con troppa insistenza, un’offerta agli automobilisti.
A completare il quadro c’è chi con il motore attraversa il passaggio pedonale per tagliare ed evitare  il restringimento delle corsie in piazza Mercatale. E c’è anche lo stato precario delle mura: a parte i cedimenti del bastione delle Forche, molti tratti sono invasi dalle piante che sono cresciute a dismisura tra le pietre e danno un’immagine di abbandono.

Questo articolo pubblicato dal sito notiziediprato.it si riferisce alla città di Prato: ma lo scenario descrive una situazione che troviamo in praticamente tutte le città italiane, ad eccezione dei piccoli centri.

I LOSCHI FIGURI CHE BIVACCANO NELLE ZONE DEGRADATE DELLA CITTA':
In tutte le città italiane ci sono zone frequentate da tossicodipendenti, vagabondi senza fissa dimora, spesso stranieri, senzatetto. Per quanto riguarda questi ultimi, molti sono persone cadute in disgrazia che hanno avuto la sfortuna di essere sole al mondo, o comunque qualcuno disposto ad aiutarli, e hanno perso tutto fino a ritrovarsi in mezzo ad una strada. Spesso vivono di accattonaggio, racimolando qualche spicciolo, ricevendo qualche piccolo aiuto dalle associazioni caritatevoli, senza fare del male a nessuno, se non a sé stessi: molti a causa della situazione disperata cercano "rifugio" nell'alcool, diventandone dipendenti, aggiungendo un problema ai problemi. I senzatetto in Italia sono un esercito "trasparente" di 100.000 persone, che le istituzioni dovrebbero aiutare e reintegrarli, mentre invece se ne fregano.

Più problematici invece sono i tossicodipendenti: molti di quelli che riempono le piazze, giardini pubblici, il vicinale di una stazione ferroviaria non sono "senza tetto", ma tossicodipendenti in cerca di qualche "impiccio", magari per racimolare i soldi necessari per "farsi". Molti di questi hanno una famiglia e potrebbero cambiare vita; ma vivere in quel modo per loro è uno "stile di vita", se così possiamo definirlo, inoltre trovare un lavoro con il volto visibilmente segnato dalla tossicodipendenza è un'impresa impossibile.


Dove ci sono i tossicodipendenti, ci sono gli spacciatori: un connubio indissolubile. Quasi sempre, la "manovalanza" dello spaccio in strada è composta da stranieri, spesso clandestini e con poco da perdere; magari hanno raggiunto la città perché hanno il contatto di un connazionale disposto a dargli ospitalità, un posto letto in abitazioni condivise tra diverse persone. Il sogno di trovare un lavoro si infrange con la realtà dei fatti, fino a quando non arriva un connazionale che gli offre la possibilità di guadagnare qualcosa vendendo droga in una determinata piazza. Il ricambio nelle piazze è veloce, quasi quotidianamente le forze dell'ordine "portano via" qualcuno, ed i pusher hanno sempre bisogno di nuovi spacciatori da mandare nei luoghi dello spaccio, veri e propri supermercati della droga a cielo aperto, dove è possibile acquistare cannabis, eroina, cocaina  talvolta ecstasy e altre droghe.

DROGA E DEGRADO SOCIALE: PROVOCATO DALLE SOSTANZE, OPPURE DALL'APPROCCIO AD ESSE DELLO STATO?
Nelle "piazze dello spaccio" non mancano mai le risse, che talvolta finiscono a coltellate o sprangate, e talvolta i "regolamenti di conti", dove ci scappa il morto. Alla base ci sono litigi tra spacciatori, tentativi di rubare la sostanza, fino alla "guerra" per il controllo del territorio: gestire il traffico di droga in certe zone è un affare di molte migliaia, talvolta centinaia di migliaia, euro all'anno: e le bande di malviventi si scontrano. Nelle zone dello spaccio spesso bivaccano tra le bottiglie di birra gruppetti di loschi figuri, il cui atteggiamento degrada l'ambiente ed infonde insicurezza nei cittadini che transitano nella zona, specialmente nelle zone più isolate, ed in particolare le donne. Molti spacciatori di piazza alternano periodi di spaccio a brevi periodi di detenzione; talvolta vengono trovati con un quantitativo eccessivo e si fanno qualche anno di carcere, anche perché la "Ex Cirielli" punisce pesantemente i casi di recidiva, altre volte invece quando la situazione inizia a scottare si allontanano dal territorio nazionale, spostandosi altrove in Europa e raramente tornando a casa.

Ai disagi dovuti agli spacciatori, si sommano quelli dei tossicodipendenti. Non si parla di "consumatori", ma di persone la cui vita orbita esclusivamente intorno alla droga. Gli eroinomani spesso sono costretti a vivere di espedienti per procurarsi i soldi che occorrono per comprare la dose necessaria a soddisfare e alimentare la tremenda dipendenza. Quando non riescono a trovare i soldi in ambito familiare (ed è una cosa praticamente impossibile, visto che con l'aumento della dipendenza e della tolleranza sono necessarie cifre sempre crescenti) i soggetti iniziano talvolta a spacciare, a rubare, a commettere piccole truffe e tutte le attività che possono procurargli il denaro necessario ad acquistare droga.

IL DRAMMA SOCIALE DELL'EROINA
L'eroina è una sostanza che conduce gli individui all'interno di una spirale dove il drogato, progressivamente, inizia a vivere solo per la droga, trascurando tutto il resto, ad iniziare dalla propria salute. Chi inizia non lo fa mai mediante iniezione, ma quando la tolleranza aumenta, di pari passo con la dipendenza, iniettarsela diventa "un'esigenza", in quanto per "farsi una dose" occorre una quantità di sostanza molto minore rispetto agli altri metodi di assunzione. Iniettarsela però significa anche, nella maggioranza dei casi, contrarre l'epatite C, a causa delle scarse condizioni igieniche nella quale avviene l'iniezione. Epatite che negli anni, specialmente se mal curata, degenera in cirrosi epatica, che è una frequente causa di decesso. Nonostante tutto, in Italia negli ultimi anni è stato registrato un preoccupante aumento dell'uso di eroina, in particolare tra i giovani.

VEDIAMO COME LO STATO ITALIANO AFFRONTA LA SITUAZIONE:
I cittadini che sono costretti a vivere a stretto contatto con queste realtà, vivono nell'insicurezza. Le frequenti risse, la situazione generale ispira poca tranquillità, e spesso vengono avvicinati da mendicanti che chiedono qualche spiccio, talvolta con insistenza. Ad una situazione di disagio di questo tipo, molti cittadini rispondono prendendosela innanzitutto con quei soggetti, ed invocando un intervento dello stato per garantire "maggiore sicurezza". Queste situazioni dovute in primis all'inadeguatezza dello stato nell'affrontare la situazione, si sono tradotte in occasione di propaganda politica per i partiti, e talvolta in sporadiche azioni repressive che non risolvono il problema.

In queste zone, dove in molti casi si può trovare droga 24 ore su 24 e nelle ore "di punta" c'è il "via-vai" degli acquirenti, vengono spesso effettuati arresti, le forze dell'ordine denunciano quotidianamente qualcuno, ma appena se ne vanno, tutto torna come prima. Qui le forze dell'ordine devono confrontarsi con persone che non hanno nulla da perdere, che oltre a spacciare non hanno alternative per racimolare qualche soldo, e continueranno la loro opera fino a quando non saranno colti con le "mani nella marmellata". Per fermarli, sarebbe necessario dedicare 2 pattuglie a tempo pieno a ciascuna zona di spaccio, che si spostano in un'altra parte della città, anche provvisoriamente, quando una zona è troppo frequentata dalle forze dell'ordine. Ci vorrebbe un vero e proprio esercito di agenti di polizia, ed il risultato sarebbe quello di far esplodere ancora di più le carceri con persone che, una volta uscite dalla cella, talvolta non possono che tornare a fare quello che facevano prima. Attualmente le "due pattuglie" che sarebbero necessarie per controllare una piazza, a causa della carenza dei mezzi  spesso sono costrette a controllare zone vastissime, cercando di garantire un po' di "presenza sul territorio" in tutti i quartieri. Il "compartimento sicurezza" negli ultimi anni ha subito pesanti tagli, molte caserme sono costrette a limitare le ronde delle pattuglie, la scarsità dei mezzi è tale che un anno fa alcune organizzazioni sindacali di Polizia hanno chiesto le dimissioni al governo, cosa mai successa nella storia.

Se pensate che le nostre città siano poco controllate ed in preda al degrado, pensate che Napoli nei prossimi tre anni PERDERA' BEN 1.000 Poliziotti, e certo non è l'unica città che subirà tagli. Certe situazioni pertanto, sono destinate a peggiorare.

Se lo stato non modificherà il proprio approccio dinnanzi a certi problemi non solo non risolverà la situazione, ma continuerà a riempire le carceri ed aumentare il numero delle persone che vivono ai margini della società.

LA SOLUZIONE? UNA SERIA POLITICA DI RIDUZIONE DEL DANNO.

Il modello repressivo, rinsaldato pochi anni fa con la scabrosa legge Fini-Giovanardi che ha condotto in carcere centinaia di giovani fumatori di marijuana, non ha prodotto alcun risultato, ne in Italia ne nelle altre realtà dove è stato adottato. 

Per limitare i disagi provocati alla società, evitare il carcere ai soggetti esposti e diminuire il giro d'affari dei trafficanti di droga, si è dimostrata sicuramente più efficace la cosiddetta politica di riduzione del danno, sostenuta da moltissimi operatori del settore. In alcune nazioni, per evitare che i tossicodipendenti siano portati a delinquere per procurarsi "la dose" i servizi sanitari - i "Sert" - gli somministrano eroina sotto controllo medico. Il risultato è che diminuiscono i reati, ci sono meno tossicodipendenti in carcere, e hanno meno problemi di salute, in quanto le iniezioni avvengono in condizioni igieniche migliori e le sostanze non sono "tagliate" con sostanze nocive. In questo modo il recupero dei soggetti ed il loro reinserimento nella società è più probabile: vengono allontanati dagli ambienti di spaccio, e dalla "necessità" di rubare. In seguito le somministrazioni di droga vengono gradualmente scalate o sostituite con i "farmaci sostitutivi", ed i soggetti vengono impiegati in lavori socialmente utili.

Un altro ottimo intervento, che in Olanda è risultato vincente (ci sono meno fumatori di marijuana in Olanda che negli altri paesi europei, Spagna ed Italia i paesi dove c'è maggiore consumo) per togliere gli spacciatori dalle strade e strappare un immenso business alle mafie, un'ottima soluzione sarebbe la legalizzazione delle droghe leggere: altri buoni motivi sono indicati qui.  Questa misura ha anche l'effetto di "separare" i mercati delle sostanze leggere e pesanti, evitando che i giovani entrino in contatto con spacciatori di droghe "pesanti".

In Olanda, dove acquistare cannabis è legale, il governo da Maggio scorso ha proibito l'ingresso dei turisti nei coffee shop in tre province del sud al confine con Germania e Belgio, particolarmente soggette ai "pendolari della marijuana". La misura dal 1° Gennaio 2013 sarà estesa al resto della nazione. Lo spaccio è tornato sulle strade, ed in pochi mesi sono state denunciate quasi 400 persone.

Misure come quelle sopra elencate, contribuirebbero certamente a ridurre il degrado e limitare il disagio ed il danno sociale; il modello repressivo attuale non funziona, da nessun punto di vista...

Staff nocensura.com

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