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lunedì 2 luglio 2012
E' stata una bella sorpresa, inaspettata, vedere il prezzo della benzina tornare sotto la soglia di 1,60€ al litro; un prezzo comunque elevatissimo, ben al di sopra delle medie europee che a noi italiani appare "scontatissimo".

Ma come mai le compagnie ci hanno fatto questo "regalo" ? Che l'aumento scellerato delle accise voluto da Monti avrebbe causato perdite alle casse dello Stato, e non il maggiore introito da lui sperato, lo avevamo capito subito. A poche settimane di distanza dal maxi aumento di oltre 0,10€ dei primi giorni dell'anno l'associazione di categoria dei benzinai rese noto che il sensibile calo dei consumi avrebbe provocato per le casse dello stato perdite stimabili in 581.000.000€ su base annua: un duro colpo per l'erario, per le compagnie petrolifere, per i gestori dei distributori, e sopratutto per i cittadini, in molti casi costretti dal caro-benzina a ridurre allo stretto indispensabile l'utilizzo della propria automobile, a costo di fare sacrifici. E' raddoppiato inoltre il numero degli italiani che si recano all'estero per fare il pieno, i "pendolari della benzina", una prassi che fino a qualche mese prima riguardava solo chi viveva nei pressi delle frontiere, che si è estesa a chi vive nel raggio di alcune decine di km dal confine. La differenza di prezzo è tale da giustificare persino un viaggio da Milano a Chiasso, magari approfittando del viaggio per fornirsi anche di sigarette. La stangata sulla benzina si è dimostrata un fiasco totale, sotto tutti i punti di vista.

Ma il quadro delineato a fine Gennaio, è persino ulteriormente peggiorato nei mesi successivi, con il crollo dei consumi che ad Aprile si è attestato al 16,1% soglia che non potevano ignorare. Da qui, l'idea - o meglio la necessità - di "smuovere" il mercato, con il riuscitissimo "esperimento" di ENI che ha visto i distributori vendere in un solo giorno ciò che solitamente vendono in una settimana, e quella che doveva essere una promozione "una tantum" è stata confermata per tutto il periodo estivo. Ma uno sconto così forte le compagnie non potranno sostenerlo a lungo: e se non interviene il governo riducendo le accise - cosa che nonostante i DANNI non sembra avere intenzione di fare - a Settembre i prezzi torneranno ad essere quelli standard, intorno a 1,80€ Litro.

Quando lo faranno, dobbiamo farci "trovare pronti": riducendo nuovamente al minimo indispensabile i consumi di carburante, in modo da abbassare i consumi e far perdere introiti alle lobby petrolifere e al governo. Motiviamoci concentrando l'attenzione sui benefici che ciò ci comporta, sia in termini economici che di salute, laddove utilizzare meno l'automobile significa camminare di più.

Questa la nostra unica vera arma: far crollare i consumi. Se avessimo la forza di organizzare iniziative quali boicottaggi di massa, magari nei confronti delle compagnie più care, potremmo costringerle a diminuire i prezzi, "trascinando" le altre...


Staff nocensura.com


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