L'Italia è nella me**a ma continua a sborsare soldi per salvare gli altri

Editoriale di nocensura.com

Non credo che nessuno possa scandalizzarsi se per una volta lascio da parte la netiquette e lo dico in modo esplicito: siamo nella merda. La disoccupazione dilaga tra i giovani e avanza anche tra gli adulti: ne sanno qualcosa  i 390.000 esodati della Fornero. Il costo della vita e la pressione fiscale aumentano a livelli ormai insostenibili e di contro i redditi diminuiscono: i problemi che sta attraversando il nostro paese li conosciamo bene tutti, evito di elencarli perché sarebbe ripetersi, e prospettive di miglioramento, sembra essercene ben poche.

Ci hanno fatto due coglioni come noci di cocco dicendo che dovevamo "salvare l'Italia", ci hanno chiesto "sacrifici" e ora per sanare il debito pubblico vogliono addirittura depredarci della riserva aurea. Ma a guardare bene qui stiamo salvando tutti meno che l'Italia, che sprofonda sempre più nel baratro. La cosa assurda è che nonostante l'Italia sia allo sfascio, continua a versare miliardi e miliardi per salvare le banche altrui, soldi che si sommano ai miliardi spesi nell'ultimo decennio per finanziare "missioni di pace" o meglio le guerre che non abbiamo voluto e che sono servite solo a coltivare gli interessi di poche lobby.

Ora dobbiamo tirare fuori anche 20 miliardi per salvare le banche spagnole.  Mentre qualcuno in patria continua ad alimentare divisioni e tensioni tra nord e sud del paese, i nostri soldi volano oltreconfine. Se sommiamo i soldi che verseremo alla Spagna - sul quale pagheremo il 7% di interessi per prestarli alla Spagna al 3% - a quelli versati fino ad oggi ad altre nazioni, ci troviamo davanti a un vero e proprio tesoretto.

Per illustrare la situazione riporto di seguito uno stralcio di un articolo pubblicato da Stefania Tamburello sul "Corriere della Sera":

Nel 2010 il sostegno ai Paesi in difficoltà è costato all'Italia 3,9 miliardi, lo 0,3% del Pil. Nel 2011 la somma degli esborsi è salita a 9,2 miliardi (lo 0,6% del Pil) di cui 3,2 miliardi, 1,6 ciascuno, per gli aiuti a Irlanda e Portogallo erogati tramite il Fondo salva Stati europeo (Efsf-European Financial Stability Facility) ed il resto, 6,1 miliardi di prestiti diretti alla Grecia. Nel 2012 il governo stima di concedere finanziamenti complessivi in favore di Grecia, Irlanda e Portogallo per 29,5 miliardi che saranno sempre erogati dall'Efsf. In più bisogna conteggiare i versamenti per la sottoscrizione della quota italiana al capitale dell'Esm, (l'European Stability Mechanism), il meccanismo permanente destinato a sostituire il vecchio Fondo salva Stati. Si tratta di circa 5,6 miliardi da versare in due rate. C'è da vedere, a questo punto, se i 100 miliardi di aiuti alle banche spagnole richiederanno un nuovo intervento, appesantendo il conto dell'Italia. Stando all'ipotesi su cui a Bruxelles e Madrid si sta lavorando, non dovrebbe, perché il finanziamento verrebbe dato a valere sul nuovo Esm che dovrebbe partire in luglio. Diversamente sarebbe se invece a scattare fossero ancora le regole dell'Efsf, perché si richiederebbe all'Italia un contributo aggiuntivo pari al 19,8% dei 100 miliardi. In ogni caso il calcolo è già salato così, 48,2 miliardi di euro di esborsi entro il 2012 senza contare quindi le altre tre rate di versamenti pro-quota del capitale dell'Esm entro la metà del 2014."

Se poi consideriamo che l'adesione al MES Meccanismo Europeo di Stabilità ci costerà 125 miliardi, c'è da mettersi le mani nei capelli: senza contare che l'organo sovranazionale in questione è una trappola, una vera e propria dittatura economica che potrà esigere dagli stati membri qualsiasi somma...

Alessandro Raffa per nocensura.com


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