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lunedì 11 giugno 2012
Quali sono le condizioni di lavoro all'interno di Foxconn, la "fabbrica lager" che produce componenti per gli i-phone e gli i-pad che finiscono sul mercato italiano lo abbiamo illustrato nei mesi scorsi con negli articoli "Cina, ecco dove nasce l'iPad" e con l'inchiesta del reporter francese Jordan Pouillie "La fabbrica lager degli iPhone".

di seguito l'articolo di melablog.it

Rivolta Foxconn
Una rivolta in piena regola, con circa 1.000 lavoratori coinvolti: è quello che sarebbe avvenuto a inizio settimana nello stabilimento Foxconn di Chengdu, città del sudovest della Cina. A quanto pare, il tutto sarebbe partito dal dormitorio maschile della fabbrica, dove le guardie di sicurezza sarebbero intervenute per fermare un ladro: le stesse guardie sarebbero però state aggredite da alcuni lavoratori prima che la situazione degenerasse ulteriormente.
Circa 1.000 dipendenti come già detto avrebbero messo sottosopra lo stabilimento, scaraventando sedie, bottiglie e altro materiale, e distruggendo alcune strutture pubbliche. La ragione della rivolta risiederebbe nelle condizioni di lavoro degli operai della fabbrica Foxconn di Chengdu, che starebbero per subire tagli alle ore con interi giorni non pagati. La rivolta è andata avanti per circa due ore, mettendo ovviamente in disaccordo i vari organi d’informazione cinesi e la stessa polizia sulle sue dimensioni.

Ricordiamo che Foxconn produce vari componenti dei dispositivi venduti dalle più grandi società di tutto il mondo, inclusa naturalmente Apple: proprio nello stabilimento di Chengdu si lavora ai display degli iPhone. Quello di Chengdu, tra l’altro, è lo stesso dove nella scorsa primavera un’esplosione nella linea di produzione di iPad 2 uccise alcuni operai.




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