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Record di infortuni nella fabbrica della Marcegaglia

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L'anno scorso 135 incidenti su 1,183 dipendenti, quattro volte la media nazionale. Denuncia della Fiom lombarda: "Situazione inaccettabile". Per la presidente della Confindustria il problema dipende dalla scarsa formazione dei lavoratori Secondo i dati Eurostat, gli infortuni sul lavoro in Italia ogni 100 mila occupati sono 2674 (dati del 2007 pubblicati dall’Inail). Cioè 26,74 infortuni per ogni mille occupati. L’Italia non è messa male perché la media dell’area Euro è più alta: 3279 infortuni cioè 32,79 ogni mille occupati. Nello stabilimento Marcegaglia di  Gazoldo degli Ippoliti , in provincia di  Mantova , là dove l’azienda della presidente di Confindustria ha la testa operativa, nel 2010 gli infortuni sul lavoro sono stati 135 su un totale di 1183 dipendenti. Per stare dentro la media Eurostat, la Marcegaglia avrebbe dovuto avere non più di 32 infortuni all’anno (31,63 per la precisione) invece ne ha avuti quattro volte di più, il 300 per cento in più della med...

Colombia, ucciso dirigente società civile, si batteva per la terra

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E’ stato ucciso da ignoti a colpi di arma da fuoco a Medellín, David de Jesús Goez, 70 anni, esponente della società civile del dipartimento nord-orientale di Antioquia, dove si batteva per chiedere la restituzione delle terre sottratte ai ‘campesinos’ poveri dai gruppi armati illegali. “Goez era un vero leader…era oggetto di minacce, per quello si era trasferito a Medellín” ha detto Carmen Palencia, direttrice dell’Associazione delle vittime per la restituzione e l’accesso alla terra della regione dell’Urabá Antioqueño, nata nel 2009 e con sede nella località di Apartadó, in una zona duramente colpita dalla violenza. Anche Goez apparteneva alla stessa Associazione, che riunisce 2000 persone che si battono per riavere circa 40.000 ettari di terre che sono stati forzati ad abbandonare per le incursioni di bande paramilitari e guerriglia dalla fine degli anni ‘80.

Cosa resterà dopo le rivolte arabe dietro i dittatori

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Chi governerà i paesi della Mezzaluna dopo le cadute degli autocrati? Previsioni assai difficili: l´inverno dello scontento arabo è un´onda lunga che travolge assetti e certezze consolidate. Ma, qui come altrove, la lettura deve partire dalle strutture di continuità del potere e dalle forze che più saranno capaci di adattarsi al vento impetuoso della transizione. Un ruolo chiave lo giocherà comunque l´ambiente militare vero fattore unificante di società assai diverse, dall´Algeria all´Egitto. In Siria più che il Baath svuotato di funzioni dirigenti come già in Iraq, conta l´appartenenza alle nuove asabiya, le solidarietà che forgiano rapporti fondati su antiche ma anche nuove relazioni. Prima ancora che alawiti, i siriani che contano si sono formati alla Scuola di artiglieria di Aleppo. Dunque, come in Egitto, in Siria l´esercito pesa. Ma se cadesse Bashar Assad e la maggioranza sunnita prendesse il potere, un ruolo decisivo lo avrebbero i Fratelli musulmani, che qui hanno posizioni...

Messico: diritti umani cercasi

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I  difensori  dei  diritti umani  in  Messico dicono basta.  E lo dicono alzando la voce di fronte alla  violenza senza precedenti   che li sta colpendo in ogni angolo del paese. Il Messico sta vivendo anni bui sotto il punto di vista della  criminalità . Non c'è stato della nazione che non debba fare i conti tutti i giorni con le organizzazioni criminali legate al  narcotraffico , al  traffico di uomini , a quello di organi e via dicendo. Durante la 41° assemblea degli organismi civili in difesa dei diritti dell'uomo, svoltasi a  San Cristobal de las Casas , i relatori non hanno avuto dubbi nel definire ciò che accade nel Paese con particolare riferimento all'area del sudest ( Chiapas , Yucatan e Tabasco). "La violenza generalizzata nel Paese e l'impunità diffusa, acutizzano il contesto di repressione, povertà, criminalizzazione, emarginazione, esproprio territoriale e attacchi contro chi promuove e difende i diritti per tu...

Quanto ancora prima di dire basta?

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Le nuove scioccanti immagini dei crimini di guerra commessi in Afghanistan dai sadici soldati americani del cosiddetto 'Kill Team', pubblicate dal magazine Rolling Stone, scuotono un'opinione pubblica mondiale ormai assuefatta agli orrori della guerra.  Le raccapriccianti foto dei civili uccisi e mutilati per gioco dal soldato Jeremy Morlock e dai suoi compagni, e i truculenti video di presunti talebani massacrati da mitra ed elicotteri al ritmo di musica heavy metal, sono solo la punta estrema di un iceberg fatto di massacri e crimini quotidiani commessi per errore, se non peggio. Dall'Afghanistan continuano ad arrivare, puntualmente ignorate dai mass media, notizie di civili uccisi dalle forze d'occupazione Nato. Soprattutto bambini. Come'è accaduto domenica scorsa, quando un bambino è rimasto gravemente ferito al petto da diverse pallottole sparate dalle truppe Nato australiane impegnate in un'operazione a Deh Rafshan, nella provincia di Uruzgan. O, p...

Anche la Libia bombardata con missili all'uranio impoverito

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Lo sostiene in uno studio scientifico il professor Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino: nel peggiore dei casi fino a seimila morti. I Cruise lanciati sulla Libia contengono uranio impoverito, le cui conseguenze, nel peggiore dei casi, potrebbero essere stimabili nell'ordine di seimila morti. A lanciare l'allarme è il professor Massimo Zucchetti, docente di Impianti nucleari al Politecnico di Torino, esperto di radioprotezione e autore di numerosi lavori scientifici sull'uranio impoverito. Nello studio di Zucchetti si prendono in esame i missili Cruise Tomahawk, prodotti dalla statunitense Raytheon. Utilizzati nella Guerra del Golfo del 1991, i bombardamenti Nato sulla Bosnia nel 1995, sulla Jugoslavia nel 1999, nel 2001 in Afghanistan e nel 2003 in Iraq. In Libia ne sono stati esplosi finora oltre cento, lanciati da unità navali britanniche e statunitensi nel Mediterraneo. Dettagliato bibliograficamente con la più recente letteratura scientifica, lo studio (qu...

Nel silenzio assoluto e totale il Veneto taglia i sussidi agli invalidi

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Ecco il caso di una donna di Vicenza malata di Parkinson. "Dall'arrivo della giunta Zaia vengono liquidati solo degli acconti. Negli uffici della Regione spiegano che i pagamenti sono in ritardo di oltre un anno e mancano i soldi" Quanto costa in Veneto mantenere una madre malata e invalida al 100 per cento, se si aggiunge magari anche un padre da assistere? Mamma e papà anziani costano ai familiari 2.500 euro solo di assistenza, poi c’è il resto. Oltre la metà se ne va per la madre, che ha 79 anni e la necessità di due badanti straniere (“pagate in nero perché per metterle in regola si arriva a tirar fuori il doppio, e non ce lo possiamo permettere”). La prima badante, una ragazza serba da qualche anno a Vicenza, si occupa della mamma invalida giorno e notte con qualche ora di riposo al pomeriggio, due o tre ore al massimo durante le quali viene sostituita dall’altra badante, serba pure lei. Quindi? Siamo a  Vicenza , ma potremmo essere in qualsiasi altro luogo del Ve...