giovedì 6 novembre 2014

Vogliono difendere le oche... o "spennare" il premier ungherese Orban?!?


Un'eccellente inchiesta di 'Report' sulla filiera produttiva dei piumini scatena profonda indignazione sul web e fa crollare in borsa il colosso dei piumini di lusso, con la complicità della grandissima risonanza mediatica: ma la polemica va ben oltre l'Italia, e anche altrove ci sono associazioni che denunciano le barbarie e ultimamente ottengono maggiore risonanza. L'obiettivo è quello di difendere anatre e oche, oppure quello di "spennare" il premier ungherese Orban? L'Ungheria infatti è il paese leader della produzione di piuma, che rappresenta un pilastro dell'economia ungherese. E se il mercato crolla, per l'Ungheria sono dolori....

ESCLUSIVO - A cura di nocensura.com

Nei giorni scorsi, che abbiate guardato o meno l'eccezionale servizio di Report sulla filiera produttiva dei piumini (che vi suggeriamo di guardare, se non lo avete fatto - link alla puntata) avrete sicuramente sentito parlare della questione, che è divampata anche su altri media main stream e sui social network a livello "virale", provocando addirittura ingenti perdite alle azioni della Monclar, azienda leader nei piumini costosi finita al centro dell'inchiesta di Report.

A giudicare dai commenti e dall'indignazione suscitata dal servizio, con tanto di post offensivi sulle pagine Facebook delle aziende interessate, sembra che gli italiani abbiano appreso quella sera che i piumini - così come i cuscini, i plaid e tutti i prodotti realizzati con piume di anatre e oche - sono prodotti infliggendo torture agli animali, che molto spesso, quasi sempre, vivono in condizioni orribili e che vengono trattati alla stregua di oggetti.

Eppure Report a livello di "denuncia animalista", ovvero tralasciando l'inchiesta, interessantissima, sulla filiera produttiva dei piumini, non ha mostrato niente di nuovo rispetto alle immagini che da anni girano in rete, grazie all'impegno di associazioni come Animal Amnsty, ALF - animal liberation front - e blog come laverabestia.org, dove sono presenti decine, centinaia di video che documentano in modo duro e crudo le torture inflitte a TUTTI gli animali da allevamento, siano essi  destinati alla filiera alimentare (produzione carni, pesce, derivati) ma anche pellicce e pelletteria, comprese le oche e le anatre.

La questione sollevata da report ha avuto addirittura risalto internazionale, riportata da Le Monde e da numerose testate europee. E campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla questione, sono divampate anche altrove, SEMPRE FORAGGIATE ALL'UNISONO DAI MEDIA.

Come mai di punto in bianco i media main stream, coralmente, danno tutta questa visibilità alla questione delle oche?

Come mai tutti sembrano essersi accorti solo ora di certe pratiche produttive che vanno avanti nell'indifferenza generale da decenni e decenni? Eppure i misfatti degli allevamenti intensivi per la produzione di carne sono molto più gravi, diffusi, e riguardano un numero molto superiore di animali: tra l'altro alcune pratiche scorrette - come quella di somministrare antibiotici in via preventiva

E come mai sono sensibili rispetto alle torture subite dalle oche, ma non sembrano esserlo altrettanto nei confronti degli altri animali? Eppure sul web, circolano da anni, documenti fotografici e video che illustrano violenze e barbarie tali da far rabbrividire il più spietato tagliagole dell'ISIS.

Tornando alla questione della polemica sulla produzione di piumini, in Italia e all'estero sono finite e stanno finendo sotto accusa diverse aziende - ora c'è chi va ad informarsi azienda per azienda sulla provenienza della piuma - e c'è chi è pronto a portare in Europa una legge che prevede la tracciabilità della piuma, che probabilmente sarà dichiarata nell'etichetta, costringendo in questo modo i produttori a evitare le zone dove le oche sono trattate particolarmente male.

L'etichettatura è sacrosanta: ma come mai arriva solo ora? 
Inoltre, riguarderà solo la piuma d'oca, oppure anche altri settori con caratteristiche simili? 

Queste domande, che riteniamo legittime e sensate, avranno probabilmente una risposta nelle prossime settimane o mesi. Nel frattempo, la polemica sulle piume d'oca potrebbe sortire i propri effetti: e rischiare di "spennare" non tanto i "grandi marchi", che con sapienti campagne di marketing saprebbero uscire dall'imbarazzo, come è già avvenuto in altre vicende, magari cambiando fornitori e creando qualche "marchio di qualità", anche fosse solo una manovra "di facciata". A rimetterci potrebbero essere i produttori ungheresi e romeni; e se in Romania questa attività rappresenta un'attività minore, per l'Ungheria si tratta invece di una "colonna portante" dell'economia nazionale, dalla quale dipende il lavoro di decine e decine di migliaia di persone, nella filiera produttiva e nell'indotto.

Decine e decine di aziende che operano nel settore della piuma e che acquistano piumino per confezionare i propri prodotti - piccole aziende a conduzione familiare, piccole aziende con 10-20 dipendenti e anche grandi gruppi - potrebbero disdire le forniture di piumino ungherese, cambiando fonti di approvvigionamento verso fornitori che probabilmente operano in condizioni non molto migliori, ma che non sono nella "black list" e nel mirino.

L'Ungheria è il maggior produttore di piuma d'Europa, e il piumino (inteso come materia prima, non compre prodotto finito) ungherese è noto per l'alta qualità (per gli standard del settore, essendo molto soffice e delicato) ed il prezzo comunque molto contenuto della materia prima. Come ha dimostrato Report, anche utilizzando la piuma di prima qualità, il costo incide solo per poche decine di euro.

La produzione della piuma in Ungheria NON è gestita da una lobby o da una multinazionale, bensì da migliaia e migliaia di piccole-medie imprese a conduzione familiare o poco più. Agricoltori-allevatori che tra le proprie produzioni annoverano piuma d'oca e spesso il foie gras, prodotto facendo ammalare di fegato anatre e oche artificialmente sovralimentate.


Il premier ungherese Viktor Orban. A fine articolo
link ad altri articoli sul suo operato degli ultimi
due anni di governo.
L'allevamento di oche e anatre finalizzato alla produzione di piumino è un settore importantissimo dell'economia ungherese, e ora rischia la crisi. E chissà che questa campagna non c'entri qualcosa con i contrasti del premier ungherese Orban nei confronti di Usa, UE, BCE, FMI e altri enti, al quale il premier ungherese si è contrapposto, tutelando gli interessi e la sovranità del popolo ungherese.

Orban che è "nel mirino" degli Usa e dei poteri forti internazionali: gli eurocrati ma anche i banchieri. Ne parla per esempio questo articolo di Informatitalia del 23 Ottobre 2014, che spiega come l'Ungheria sia nel mirino degli USA, e questo articolo del 30 ottobre, su come il governo ungherese ha minacciato di uscire dall'UE se continuano le pressioni sull'Ungheria.

Articoli risalenti a qualche giorno prima che esplodesse la vicenda, in Italia ed in Europa, polemica che un po' tutti i media hanno rilanciato. Che l'Ungheria è nel mirino comunque, sono ormai almeno due anni.

Non vogliamo difendere i produttori di piumino, intendiamoci. Noi siamo contro tutte le forme di sfruttamento animale, e dalle colonne del nostro blog e della nostra pagina Facebook abbiamo più volte rivolto appelli affinché siano inasprite le pene per chi maltratta e uccide animali, in modo particolare senza motivo, gratuitamente. Altresì più volte abbiamo denunciato lo squallore degli allevamenti intensivi, che dovrebbero essere disciplinati in modo più rigoroso e rispettoso degli animali. 

Ma i media main stream che hanno parlato delle piume d'oca, parleranno anche - con la stessa enfasi - degli allevamenti bovini, suini, ovini e persino di pesce? Trasmetteranno in prima serata, un servizio capace di suscitare indignazione in merito alla produzione di carne?


Ilvero Prezzo dellaCarne_Cop_Internazionale
L'Internazionale alcuni mesi fa ha realizzato
un'ottima inchiesta sugli allevamenti suini
in Germania: pessime condizioni non solo
per gli animali, ma anche per i lavoratori,
solitamente stranieri e sottopagati...
Noi crediamo di NO; perché se lo facessero, insorgerebbero decine di migliaia di aziende, italiane e non, che vedrebbero colpire i loro affari; insorgerebbero le associazioni di categoria, e probabilmente ci sarebbe anche una levata di scudi bipartisan in loro favore. Questo, perché si intaccherebbero gli affari dell'economia italiana ed Europea: la Germania è diventato il primo esportatore al mondo di carne suina, un affare d'oro che sta mettendo in difficoltà persino l'ambiente, poiché smaltire le ingentissime quantità di deiezioni dei maiali è problematico; spargerle nei campi oltre una certa quantità significa inquinare le falde acquifere, ed è ciò che sta accadendo. Ne ha parlato un'ottima inchiesta de l'Internazionale, che però ha avuto ben poco risalto mediatico e non sembra aver scatenato indignazione.


Concludendo, l'impressione è che l'obiettivo di questa campagna, che sta divampando in tutta Europa e persino oltreoceano, non sia quello di tutelare le anatre e le oche, delle quali fino ad oggi non si è mai preoccupato nessuno: anzi, le leggi hanno persino consentito la sistematica tortura di anatre e oche per farle ammalare e produrre "foie fras", fegato grasso, una malattia che ingrossa il fegato degli animali sottoposti al trattamento di dieci volte.

L'obiettivo sembra quello di voler colpire lo scomodo premier ungherese: VIKTOR ORBAN, il premier che non piega la testa e non si genuflette ai diktat dei poteri forti, che hanno assunto ormai il controllo di Usa e UE.

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Staff nocensura.com


Anonimo ha detto...

Avevo intuito, che se fanno ste trasmissioni, per colpire un azienda, c e qualcos altro sotto, considerando che la gente si, polarizza; ma di aziende coorporazioni, che usano metodi, poco ortodossi, nè pieno il mondo; allora??

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