martedì 22 luglio 2014

La violenza sessuale come strumento di guerra in Siria

I cosiddetti "ribelli" siriani (che in realtà sono un esercito di mercenari ed estremisti islamici reclutati in almeno 30 diverse nazioni) finanziati dagli USA per defenestrare il governo di Assad, balzati alle cronache nei mesi scorsi per le esecuzioni sommarie di cristiani e cittadini e persino per alcuni episodi di cannibalismo, stanno continuando a commettere nefandezze allucinanti. (vedi questi video) stanno introducendo lo stupro di gruppo come "arma" di guerra, per terrorizzare la popolazione. Delitti di una violenza inaudita, di una ferocia tale da lasciare basiti...
Se il governo di Assad non è ancora caduto, è solo grazie all'impegno della popolazione, che si è schierata dalla parte del governo per scongiurare che questi assassini disumani possano andare al potere nel paese. Gli USA continuano a finanziarli, a fornire loro armi tramite la Turchia, e come se non bastasse nelle ultime settimane questi terroristi (sono tali, e non 'ribelli') si sono impadroniti anche di armi chimiche e di 40 kg di materiale radioattivo. Ne abbiamo parlato in questo articolo. Questa gente è capace di tutto, sono stati loro ad utilizzare armi chimiche contro la popolazione, un anno fa, cercando di far ricadere la colpa su Assad.

Cerchiamo di tenere viva l'attenzione sulla Siria, dove dall'inizio del conflitto hanno perso la vita quasi 200.000 persone, morti che passano in sordina...

Come mai la sinistra italiana che (GIUSTAMENTE) insorge sempre in favore del popolo palestinese, ignora completamente la questione siriana?!? Assad non è il "mostro" che gli USA vorrebbero farci credere, ha fatto tanto per la Siria e per il popolo siriano, basti pensare che fino a pochi anni fa era considerato in tutto il mondo UN ESEMPIO, fu persino premiato dal Presidente Napolitano...


Staff nocensura.com



LA VIOLENZA SESSUALE IN SIRIA
Stuprate davanti alla famiglia, stuprate più volte, stuprate, torturate e talvolta anche uccise. Le donne siriane che sono riuscite a lasciarsi alle spalle le bombe e le distruzioni di una guerra che dura ormai da due anni non riescono a dimenticare la violenza sessuale che hanno dovuto subire. International Rescue Committee (IRC), un’ONG con sede a New York che opera in teatri di guerra, ha condotto un’indagine su questo tema con circa 240 interviste alle famiglie di profughi siriani giunti in Libano, Giordania, Turchia ed Iraq.
Donne siriane rifugiate in Libano
Donne siriane rifugiate in Libano
Non è possibile conoscere il numero preciso di stupri avvenuti mentre l’esercito del presidente siriano Bashar al Assad e le brigate dei ribelli continuano ad ammazzarsi lungo tutta la Siria. Ma la conclusione a cui arriva IRC non lascia spazio ad interpretazioni: lo stupro di massa è una vera e propria arma di guerra, tanto che molte delle donne intervistate ammettono che la violenza sessuale, o la paura di subirla, sia stata la prima causa della loro fuga dalla Siria.
Come spiega in questa intervista Melanie Megevand, coordinatrice di IRC in Giordania per le attività a difesa delle donne, ci sono diversi tipi di ricatto dietro ad una violenza sessuale. Oltre allo stupro di massa come strumento per intimidire ed indebolire la popolazione, c’è il “sesso per la sopravvivenza”, ossia sesso in cambio di bisogni ineludibili, come cibo o acqua, difficilmente reperibili in zone di particolare miseria. C’è poi il matrimonio forzato, che nasce laddove le famiglie decidono di dare in sposa la figlia, anche contro la sua volontà, ad un uomo più ricco o lontano da zone di pericolo, in modo da metterla in sicurezza. Una pratica che coinvolge anche ragazze minorenni, che non è frutto della libera scelta personale e che quindi, come sottolinea Megevand, è anch’essa un ricatto per la sopravvivenza. Stupisce infine che nelle sue interviste IRC abbia incontrato anche uomini che raccontano di aver subito violenza sessuale. Un’ammissione inedita e pericolosa in una cultura come quella siriana dove spesso il sesso e tutto ciò che lo circonda ha uno stretto legame con l’onore.
Le associazioni internazionali stanno da tempo alzando la voce su questo aspetto, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e i governi occidentali ad agire per risolverlo. Le rifugiate siriane che arrivano nei Paesi confinanti hanno bisogno di cure mediche e psicologiche per riprendere, per quanto possibile, la loro vita. Una necessità sempre più concreta, visto che secondo le stime dell’Onu sono ormai più di un milione i rifugiati siriani, un numero che potrebbe triplicare entro la fine del 2013. E di conseguenza aumenteranno anche le storie di ordinaria violenza sessuale.

Fonte: focusonsyria.org

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