giovedì 12 giugno 2014

OGM, buone notizie: siamo liberi di non coltivarli!

Una buona notizia: l'Italia è libera di non coltivare OGM!
Sembra "scontato" che sia così, ma alla luce delle ingerenze dell'UE sempre più invasive, e il crescente potere che gli eurocrati hanno sulle nostre vite, ci tocca "festeggiare" per le decisioni dell'Europa... una decisione che arriva proprio nel giorno in cui si è riunito il Consiglio di Stato, che ha preso in esame e rigettato il ricorso presentato da un drappello di agricoltori favorevoli agli OGM: per il momento siamo "salvi"... ma non abbassiamo la guardia: le grandi e potenti lobby - ad iniziare da Monsanto, azienda leader mondiale per gli OGM - continueranno a fare pressione per "aprire" agli OGM ed estenderli al massimo... 

Chi desidera informazioni circa la dannosità degli OGM legga i risultati di questa ricerca francese, condotta in gran segreto per evitare ostracismi e ritorsioni, inoltre vi consigliamo di guardare il documentario "Il mondo secondo Monsanto", disponibile anche su Youtube...  

Alessandro Raffa per nocensura.com 
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Redazione
 Dopo quattro anni di dibattiti si conclude la querelle Ogm. L'Italia e' libera di non coltivarli come ha fatto fino ad ora. I ministri dell'ambiente dell'Ue hanno infatti preso questa decisione - commentano il presidente e il direttore della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione - lasciando agli Stati membri la scelta di coltivare o di vietare gli Ogm sul loro territorio. La procedura che potra' essere perfezionata nel semestre di presidenza italiana da' il via ad una svolta profonda nel quadro normativo europeo. Per l'Italia e per la Sicilia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che e' il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy. E del resto e' impensabile che in una Regione leader per il paniere di produzioni uniche si vadano ad ipotizzare alternative non basate sulla tradizione e sulla qualita' naturale - concludono.


Fonte: ladisccussione.com


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