giovedì 22 maggio 2014

M5s: il più grande movimento verde d'Europa?

Se M5s andasse al governo, le più potenti lobbies italiane "anti-ambiente" cosa farebbero?

 Editoriale a cura di nocensura.com

No censura,  No Ogm, No Tav, No Muos, No Triv, No Inceneritori
Km zero, emissioni zero, rifiuti zero, cemento zero, acqua pubblica. 

Un futuro ad energia solare, auto elettriche, cibo bio, vegan, reddito di cittadinanza, diritti civili: le battaglie portate avanti fino ad oggi dal M5s e la visione virtuosa della gestione pubblica sono sovrapponibili ai cavalli di battaglia che per anni hanno caratterizzato l'azione politica dei Verdi di Pecoraro Scanio, che fu soprannominato dai lobbisti il "ministro del NO".

Possiamo considerare il Movimento Cinque Stelle il più grande movimento verde d'Europa?
E se andasse al governo, come la prenderebbero i potenti inquinatori italiani? Una storia già vista.

Vedevo Beppe Grillo lunedì sera a Porta  a  Porta con il solito Vespa che ripeteva un cliché tante volte visto . Insisteva per gli inceneritori e le grandi opere inutili, sminuiva le rinnovabili .
Grillo ha risposto ricordando che gli inceneritori sono dannosi e stavano in piedi solo con il Cip6 (il Cip6 è un provvedimento che dispone che una parte dei soldi delle bollette pagate dai cittadini siano destinate di fatto a petrolieri e inceneritori), proprio quello voluto dal ministro Pomicino con l'avallo di Andreotti e abolito dal ministro Pecoraro Scanio e dai Verdi  con l'ostilità dell'ex ministro dello Sviluppo Bersani, e guardacaso, del PD, allora il principale partito di governo, e dell'opposizione targata Pdl-Lega.

Il significato delle cinque stelle che danno il nome al Movimento di Beppe Grillo dimostra una scelta verde:

- acqua pubblica
- mobilità sostenibile
- sviluppo sostenibile
- connettività
- ambiente

Se poi aggiungiamo le battaglie No Tav, No carbone, Si rinnovabili, No Ogm, Si Bio, "rifiuti zero", no inceneritori, no rigassificatori e si alla "linea dura contro gli eco-reati"... ecco esattamente quel programma troppo verde per essere accettabile dalle lobby - soprattuto se invece che stare all'opposizione il M5S dovesse andare al governo - che portavano avanti i Verdi, con ben meno voti ma con la possibilità nel 2000 di vietare per esempio gli Ogm e nel 2007 di togliere i soldi - si parla di centinaia di milioni di euro - al sopracitato "Cip6" ed erogare invece incentivi significativi all'energia solare.

Per superare alle elezioni il centrodestra berlusconiano, il centrosinistra dovette accettare di scendere a patti e inserire nella coalizione anche i Verdi di Pecoraro Scanio, che all'epoca valevano almeno un 2% dei voti. Probabilmente credevano che una volta al governo, i Verdi avrebbero finito per avallare tutto, anche le questioni nocive per l'ambiente quanto favorevoli alle potenti lobby: ma invece così non fu. Pecoraro Scanio ed i verdi cercavano di condizionare il governo e far valere gli accordi elettorali ed il programma della coalizione, riuscendo a spuntarla su molte questioni importanti (nucleare e Ogm in primis) ma dopo aver ceduto varie volte, evidentemente qualcuno pensò che era opportuno eliminare questa "spina nel fianco", che certo non poteva esser estromessa dalla scena per la "colpa" di opporsi ai progetti dannosi, cosa che avrebbe dato ancora più forza al movimento verde... molto meglio utilizzare il tritacarne mediatico, e dipingere come un "mostro" il politico scomodo, dando in questo modo anche un "monito" a tutti gli altri politici, che se ci tengono alla poltrona devono guardarsi bene dall'opporsi a certi progetti: anzi, devono sostenerli!

Per il programma sopracitato, che oggi viene portato avanti da M5s, Pecoraro Scanio fu ricoperto di fango con una campagna in grande stile avviata, probabilmente, con una lettera pro-nucleare di Casini, che fu pubblicata addirittura nella prima pagina del Corriere della sera;
eccola: http://politicaesocieta.blogosfere.it/2007/09/casini-e-pecoraro-scanio-scontro-sul-nucleare.html

Viene pubblicata, guarda caso, proprio il 13 settembre 2007 lo stesso giorno in cui il ministro inaugura presso la FAO la più grande conferenza sui cambiamenti climatici della storia italiana tentando di  spostare l'intero governo verso le energie rinnovabili e l'efficienza energetica a sfavore di carbone e nucleare. Alla conferenza Pecoraro Scanio aveva ottenuto la presenza del direttore generale dell'Unep ( organizzazione dell'ONU per l'Ambiente ) Achim Steiner e aveva preteso la presenza di tutte le massime istituzioni italiane ( Presidente della Repubblica ,del Consiglio e delle Camere )... Troppo per non scatenare l'azione delle lobby che già avevano perso il CIP 6, avevano osteggiato l'azione del ministro in Europa a sostegno della strategia 20/20/20 ( quell'azione per cui Pecoraro Scanio ha ricevuto nel 2009 un premio da Jeremy Rifkin http://www.fondazioneuniverde.it/tag/jeremy-rifkin/) e temevamo una vera svolta green, specie dopo il secondo conto energia del febbraio 2007, voluto da Pecoraro Scanio, attirando nuovamente gli strali di Bersani, che incentivava la produzione di energia da solare fotovoltaico .

L'ex ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio. Docente all'Università Bicocca
di Milano e presidente della Fondazione Univerde

Da allora un escalation :
Il 29 settembre Il Giornale (quello di Berlusconi) anticipava un 'dossier ' di Enel contro il ministro dell'Ambiente.
Ecco l'articolo :  http://www.ilgiornale.it/news/grandi-opere-i-no-pecoraro-ci-costano-10-miliardi-l-anno.html

Il numero 40 di Panorama, del 4 ottobre dedicava addirttura la copertina al Ministro dell'Ambiente con il titolo "quest'uomo ci costa 40 miliardi", una vera gogna mediatica con le solite accuse di non volere il carbone , gli inceneritori, la Tav, il Ponte sullo stretto e quanto altro gradito alle lobby ed osteggiato dai Verdi guidati da un personaggio troppo indipendente, che una volta giunto nelle istituzioni ha portato avanti, fino a quando non è stato "fermato" a colpi di fango, il programma ed i principi per cui era stato votato ed eletto.

Gli stessi Verdi reagirono timidamente agli attacchi, e solo la capogruppo del piccolo movimento di sinistra democratica si schiera contro l'avvio della macchina del fango così http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2007/09/28/Politica/GOVERNO-DI-SALVO-SD-STIMA-TOTALE-PER-PECORARORPT_125516.php

Un vero e proprio linciaggio senza "diritto di replica": solo il periodico Left consentì una replica al Ministro sotto attacco e, guarda caso, proprio questa rivista identifica nell'Eni (vedi dossier sopra citato) il 'nemico ' del ministro
http://www.avvenimentionline.it/pdf/40_05-10-2007.pdf

Per di più Pecoraro Scanio prese come consiglieri Jeremy Rifkin e Carlo Rubia, affidò ad un giurista rigoroso come Stefano Rodotà la presidenza della Commissione di Valutazione dell'Impatto ambientale (la cosidettà "VIA") e si opponeva alla privatizzazione dell'acqua, sostenendo apertamente padre Zanotelli e Beppe Grillo
http://alessios4.blogspot.it/2007/09/beppe-grillo-e-pecoraro-scanio-per.html
http://tarospot.blogspot.com/2007/09/pecoraro-liste-v-day-alleati-importanti.html

Da allora la campagna contro Pecoraro Scanio avrebbe conosciuto un crescendo fino al caos rifiuti di Napoli, che da numerose inchieste emerge sempre più come costruito ad arte anche con concorso di camorristi. I media controllati dal centrosinistra come dal centrodestra erano ben concordi nel scaricare sull'ex ministro verde la responsabilità dell'emergenza rifiuti, che per'altro si è ripresentata anche in seguito, ma con poco clamore mediatico questa volta.

Parallelamente all'attacco concentrico contro l'ex ministro andava in scena la mitizzazione di Bertolaso, che come soluzione di tutti i male proponeva una "cura" a base di inceneritori: il "campione buono" contro il "Mister No" trovava la grancassa di tutti gli organi di stampa schierati per gli inceneritori.

Tutti contro uno, per far capire anche ai futuri ministri dell'ambiente che in Italia in materia di ecologia si può parlare di aiuole e anche un po' di raccolta differenziata ma guai a toccare gli interessi di petrolieri, inceneritori, cementificatori, armieri etc.

Il trattamento subito dall'ex Ministro, un'anticipazione di quello che in seguito sarà definito "metodo Boffo". In tutta quella bagarre una sola voce si sollevò a difesa di Pecoraro Scanio, non certo quella  degli alleati di governo, ma quella di Beppe Grillo, che ancora non era sceso in politica ufficialmente (Si parla del Gennaio 2008: fonderà M5s nell'Ottobre dell'anno successivo) che intervenne, ovviamente dal blog, con un post emblematico che faceva riferimento in modo esplicito proprio alla macchina del fango e alla costruzione di un "pecoraro espiatorio" ad hoc http://www.beppegrillo.it/2008/01/il_pecorario_es.html

Come abbiamo scritto in un altro articolo di qualche mese fa, non dobbiamo temere i politici che dicono "no" ai progetti, dove girano interessi miliardari, bensì quelli che dicono troppo facilmente "si". Le ragioni per cui l'ex ministro verde Pecoraro si oppose a molti progetti si sono dimostrate negli anni sempre più valide e fondate: dopo di lui abbiamo assistito ad una vera e propria "sfilata" di ministri dell'ambiente "amici" delle lobby, che hanno tagliato i fondi alle rinnovabili e hanno sostenuto il nucleare, le trivellazioni petrolifere e altri progetti nocivi per l'ambiente.

Ecco una  storia già vista di come agiscono alcuni gruppi di potere.

Quindi diffondiamo verità contro le censure e le manipolazioni mediatiche, e aspettiamoci un escalation di attacchi e dossier contro Grillo specie se il risultato del 25 maggio dovesse essere molto positivo per M5s e se il movimento intraprenderà iniziative che ledono gli interessi lobbistici come sembra intenzionato a fare.


A cura di nocensura.com

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