martedì 1 aprile 2014

Prato, giardino pubblico abbandonato al degrado, la protesta dei genitori


Singolare protesta dei genitori a Prato, contro il degrado in cui versano i "giardini della passerella" nei pressi di Piazza mercatale, un parco pubblico che dovrebbe essere un'oasi verde per permettere ai bambini di giocare ma che sono abbandonati al degrado e frequentati da loschi personaggi.
 
I genitori segnalano la presenza di preservativi usati, siringhe, fazzoletti insaguinati, spazzatura di ogni genere, che rendono impossibile far fruire ai bambini dei giardini.

Stanchi di essere ignorati, hanno coperto il classico cartello che informa sulle "regole del parco" con un nuovo cartellone: "questo giardino è stato concesso in comodato d'uso a tossicodipendenti e prostitute (...)"

A portarlo all'attenzione di tutti è l'eurodeputato pratese Claudio Morganti, che ha rilanciato sul proprio profilo Facebook la protesta dei genitori:

Drogati, spacciatori e prostitute. Siringhe e preservativi addirittura all'interno dei giochi per bambini. INACCETTABILE! La sicurezza dei bambini deve essere una priorità. Ho sempre sostenuto che non bisogna concentrarsi solo sui capannoni dove lavorano i cinesi ma è d'obbligo garantire una adeguata lotta alla microcriminalità. Il movimento 'IO CAMBIO' lavorerà su questo. Più decoro, meno degrado per una Prato migliore!

Degrado: le nostre valutazioni 

Ovviamente la questione non riguarda solo Prato; quanti sono a livello nazionale i parchi a versare in queste condizioni? Spazi verdi nel mezzo alle città che dovrebbero rappresentare un luogo di gioco e aggregazione per bambini e adulti, e che invece sono relegati a supermarket della droga a cielo aperto e luoghi di illegalità.

Da una parte lo Stato vieta le cosiddette "narcosale", cioè ambulatori dove ai tossicodipendenti viene consentito di "bucarsi" in condizioni igieniche ottimali e in presenza di personale sanitario (azzerando i rischi connessi all'overdose e le malattie dovute alle condizioni igieniche precarie: che sono un costo elevatissimo per la società, oltretutto) perché secondo i detrattori delle "politiche di riduzione del danno" aprire "narcosale" sarebbe agevolare i drogati, che ovviamente non rinunciano a drogarsi per l'assenza di queste, ma si riversano nei parchi pubblici, nei bagni delle stazioni e in ogni dove, spesso lasciando in giro le siringhe, mentre nelle narcosale queste vengono smaltite dal personale sanitario in modo sicuro.

Stesso discorso per la prostituzione, oltre 100.000 "operatrici del sesso" che tra l'altro non versano un euro al fisco - un'elusione fiscale che vale miliardi di euro ogni anno - capitali che nella maggioranza dei casi vengono esportati all'estero.  

Prostituzione che in larga misura avviene in strada: non solo la contrattazione della prestazione, ma talvolta anche il "rapporto"; poche settimane fa il blog "Roma fa schifo" ha pubblicato un video, realizzato da un cittadino, dove si vedono persone che fanno sesso con dei transessuali in un prato attiguo alle abitazioni. I cittadini di Tor Sapienza sono ormai abituati a quelle scene, che avvengono alla luce del sole, ogni giorno.

Fenomeni come quello della droga e della prostituzione sono inarginabili; per ipotizzare seriamente di reprimere lo spaccio della droga ci vorrebbe un vero e proprio esercito di decine di migliaia di agenti appositamente dedicati, e probabilmente non risolverebbero comunque il problema, visto che gli "spacciatori di piazza" sono nella maggioranza dei casi persone che non hanno "niente da perdere", spesso stranieri clandestini oppure tossicodipendenti che necessitano di una dose. Se pensiamo che alle questure mancano i soldi per mettere benzina, è tutto un dire... 

Le soluzioni ci sarebbero: e per lo Stato oltre che un risparmio di spese (l'impegno delle forze dell'ordine, processi, etc) ci sarebbero anche benefici economici. Regolamentare la prostituzione creerebbe posti di lavoro (gestione delle strutture, personale delle pulizie, etc) e miliardi di euro di entrate fiscali; lo stesso vale per la marijuana, sostanza meno dannosa di alcool e tabacco che dovrebbe essere legalizzata, come stanno facendo numerosi nazioni, dalla Spagna - dove sono stati aperti i "cannabis club" - agli USA, che fino a qualche anno fa erano "campioni di repressione" ma che stanno cambiando decisamente rotta. Sono più di 4 milioni in Italia i consumatori di cannabis, e regolamentare il mercato produrrebbe posti di lavoro e entrate fiscali per miliardi.

Mentre per le droghe leggere dovrebbero essere intraprese serie politiche di prevenzione e di "riduzione del danno", per limitare i danni ai soggetti interessati - che spesso contraggono malattie e finiscono in prigione - che alla società civile.

E' necessario che i pregiudizi e le "questioni di principio" lascino spazio all'interesse comune: anche perché sia la prostituzione che gli stupefacenti - leggeri e pesanti - sono disponibili ovunque, 24 ore su 24, con un business colossale che arricchisce le mafie...

Vedi il Dossier sulla politiche di riduzione del danno

Regolamentare la prostituzione ed il mercato della canapa indiana significherebbe entrate per l'erario, dirette e indirette, per oltre 15 miliardi di euro all'anno!!! 

 Staff nocensura.com

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