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domenica 18 novembre 2012
Dossier droga: ecco perché il proibizionismo e la repressione hanno fallito. La totale assenza di dibattito su questo grave problema sociale in Italia: dove quando se ne parla è perché un cantante (Vasco Rossi) lancia un appello su Facebook. La scandalosa legge Fini-Giovanardi che ogni anno apre i cancelli del carcere a migliaia di giovani. Repressione, senza informazione: le politiche di prevenzione possono ridurre sensibilmente la diffusione della droga. L'impossibilità per le forze dell'ordine di stroncare il narcotraffico: un fenomeno vasto, un business planetario e miliardario. Regolamentare la vendita di cannabis e concentrare gli sforzi sul traffico di sostanze pesanti: fare emergere dall'illegalità un mercato che vale miliardi con 4,5 milioni di consumatori in Italia che rischiano pesanti condanne. Recuperare i tossicodipendenti evitando la criminalizzazione e la conseguente esclusione sociale. Attuare le "politiche di riduzione del danno" che hanno ottenuto risultati apprezzabili in realtà estere con problemi simili.

Editoriale a cura di Nocensura.com

I dati dicono che il consumo di droga in Italia è in costante crescita: compresa l'eroina, il cui utilizzo per alcuni lustri era in via di diminuzione. L'allarme eroina è stato lanciato da diverse realtà operanti nel settore: tra i giovani è tornata di moda l'eroina, una drammatica notizia che il mondo della politica e dell'informazione hanno completamente ignorato. L'argomento "baby-eroina" lo abbiamo affrontato qui: http://www.nocensura.com/2012/09/aumenta-tra-i-giovani-luso-di-eroina.html

Le elezioni si avvicinano, ed i politici scaldano i motori della propaganda, delle promesse elettorali, ma di questo problema sociale, che costituisce anche la principale fonte di finanziamento delle organizzazioni mafiose di tutto il mondo, non ne parla NESSUNO. Nella maggioranza degli Stati che compongono gli USA l'uso terapeutico della marijuana è accessibile da anni, mentre in Colorado e nello stato di Washington recentemente è stato legalizzato persino l'uso "ludico" come in Olanda.(vedi http://www.nocensura.com/2012/11/usa-colorado-e-washington-legalizzano.html) In realtà l'uso di marijuana da alcuni anni è perfettamente regolamentato anche in California, dove per farsela prescrivere è sufficiente dichiarare di soffrire d'insonnia o di mal di testa. Come funzionano le cose in California è descritto in questo articolo: http://www.nocensura.com/2010/12/california-marijuana-libera-basta.html - qualche mese fa anche un nostro lettore ci ha inviato una "testimonianza", con tanto di materiale informativo http://www.nocensura.com/2012/08/ricev-e-pubbl-in-california-la.html

In Italia invece sulla "questione droga" non c'è nemmeno dibattito: nessuno ne parla da dopo l'approvazione dell'irricevibile legge "Fini-Giovanardi". Le forze politiche che all'epoca si opposero a quella legge tacciono: del resto il centrosinistra ha governato per due anni, e avrebbe potuto e dovuto mettere mano a quella legge. Livia Turco, con un decreto minesteriale provò ad innalzare la soglia di detenzione oltre la quale scatta l'accusa di spaccio da 0,5 a 1,0 grammi, ma l'intervento normativo fu annullato in quanto la questione non è di competenza del Ministero della Sanità. Una misura comunque insufficiente per riparare alla MOSTRUOSA "Fini Giovanardi".

E che nessuno si azzardi a dire che in carcere ci vanno solo gli spacciatori perché come vedremo in seguito, non è così. La legge prevede che sia considerato uso personale un quantitativo molto modesto, facilmente superato anche dai consumatori: per non parlare dei centinaia di blitz contro le piccole piantagioni domestiche a cui abbiamo assistito qualche anno fa (Vedi: http://www.liberareggio.org/2010/10/08/il-proibizionismo-sulle-droghe-leggere-favorisce-le-mafie/)

Prima di addentrarci nel merito della questione, ricordiamo che nel parlamento che ha votato questa legge - che ha fatto finire in carcere migliaia di giovani - i tamponi antidroga effettuati dalle "Iene" rivelarono che un deputato su tre - 1 su 3!!! - tra quelli sottoposti ad esami risultarono POSITIVI al test: la sostanza più consumata è la cannabis, seguita dalla cocaina, e persino alcuni casi POSITIVI ALL'EROINA!!! Chi non ricorda la vicenda - che è finita con una pesante multa ed una condanna penale per il programma Le Iene - può leggere questo: http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/cronaca/droga-parlamentari/droga-parlamentari/droga-parlamentari.html\ - RICORDIAMO inoltre il caso del Direttore del senato arrestato recentemente per spaccio di Coca: ci sarebbe piaciuto sapere chi erano i clienti.... http://www.repubblica.it/cronaca/2012/09/25/news/posta_coca_senato-43257179/

La vergognosa legge "Fini-Giovanardi" è innanzitutto anti-scientifica, in quanto mette sullo stesso piano marijuana ed eroina/cocaina, fatto che ha portato molti spacciatori a vendere droghe pesanti, facendone aumentare la disponibilità sul mercato e di conseguenza la diffusione. Ad avvalorare l'ipotesi, l'aumento dei consumi registrato negli ultimi anni ed il ritorno dell'eroina. Spacciatori che in passato preferivano contrabbandare droghe leggere - in quanto la sanzione prevista era inferiore - a parità di sanzione sono passati alle droghe pesanti, che consentono guadagni maggiori con quantitativi minori. Hashish e marijuana costano sul mercato nero 6-10€ al grammo contro i 40-50 dell'eroina e gli 80-100 della cocaina: inoltre una parte degli assuntori di droghe pesanti - in particolare gli eroinomani - hanno un certo grado di dipendenza, e pertanto sono ottimi clienti per lo spacciatore. L'accusa di spaccio con la Fini-Giovanardi scatta con il possesso di un quantitativo estremamente modico: 0,5 grammi di THC, ovvero 5-6 grammi di marijuana. La maggioranza dei consumatori di cannabici - che in Italia sono 4,5 - 5 milioni - anche per limitare la frequentazione delle zone dello spaccio, acquistano una quantità maggiore a quella di pochi "spinelli" ritenuta finalizzata all'uso personale. I giovani inoltre frequentemente acquistano la sostanza da consumare in gruppo delegando a uno o due amici l'acquisto. Persone che non lucrano e non trafficano marijuana che vengono pesantemente sanzionate in quanto il quantitativo possieduto fa presumere attività di spaccio: gli inquirenti utilizzano come "prova regina" dello spaccio il possesso di "bilancine" che possono essere utilizzate per verificare gli acquisti, oppure per suddividere tra più persone la sostanza acquistata in gruppo. Altra "prova regina" della volontà del soggetto di spacciare è il fatto che la quantità posseduta sia frammentata in "dosi"; senza contare che gli spacciatori di strada sono soliti tagliare l'hashish in stecche da 10 euro; comprarne 30 euro significa riceverne 3 e rischiare di essere accusati di spaccio. Per evitare di essere accusati di spaccio, la legge vorrebbe che un gruppo di 10 giovani si recasse in massa dallo spacciatore, acquistando 10€ di sostanza ciascuno. In realtà, spesso pochi componenti si recano ad acquistare la marijuana per tutto il gruppo, e se scoperti vengono considerati spacciatori: nonostante si tratti di persone completamente incensurate, con uno stile di vita che non fa presumere attività di quel tipo. Le testimonianze in questa direzione sono numerose: giovani che quando vengono tradotti in cella si sentono dire dagli agenti verbalizzanti: "mi spiace, ma la legge è questa". Giovani che si sentono dire, talvolta, anche dalle stesse guardie penitenziarie: "è vergognoso che tu sia qui, mi dispiace. Cerca di stare tranquillo, presto sarai fuori".


In questo modo si sono aperti i cancelli delle patrie galere a molti giovani: e a migliaia si aprono ogni anno. Ragazzi costretti a periodi di detenzione (solitamente brevi perché incensurati) si ritrovano marchiati a fuoco e pregiudicati. Nelle grandi città i casi meno importanti non hanno risalto sui giornali, ma nei piccoli centri, dove "tutti conoscono tutti" è sufficiente essere trovati in possesso di poca erba per uso personale per ritrovasi alla gogna sui giornali. Negli anni sono finiti sulla cronaca svariati casi di giovani che si sono suicidati dalla vergogna. Come il caso pochi mesi fa di un 15enne che si è gettato dal terrazzo per essere stato sorpreso con diverse piante di marijuana: non sopportava l'idea di essere rinchiuso in un minorile. Un adolescente, certo non un narcotrafficante, che ha seminato quei semi sottovalutando le conseguenze che questo avrebbe potuto comportare. Davvero meritava la reclusione?!? Con tutto ciò che questa comporta, anche socialmente. (Vedi "LA MATTANZA TACIUTA DELLA FINI-GIOVANARDI" http://www.nocensura.com/2012/06/la-mattanza-taciuta-della-legge-fini.html)

Se poi chi viene scoperto ha precedenti penali, anche non significativi, le condanne sembrano quelle riservate a chi ha commesso rapine o omicidi: i narcotrafficanti, gli spacciatori professionisti che lucrano sullo spaccio meritano di essere puniti adeguatamente, sopratutto nel caso delle droghe pesanti, ma spesso le condanne colpiscono soggetti a cui potrebbe essere evitato il carcere, e comunque le condanne appaiono sproporzionate: un tizio scoperto con 4 piante di marijuana è stato condannato a 6 anni di reclusione e 30.000€ di reclusione: (il caso qui: http://www.nocensura.com/2011/11/6-anni-di-galera-e-30000-di-multa-per-4.html) forse questo è un "caso limite" che appare sconcertante, ma il fatto che in Italia ci sia un proibizionismo eccessivo - che peraltro non ha risolto il problema ma lo ha peggiorato - lo dimostrano i numeri. In Italia i detenuti reclusi per questioni legate alla droga sono il 36,9% del totale, un dato molto più elevato che nel resto dei paesi europei: Francia 14,5%, Germania 15,1%, Spagna 26,2%, Regno Unito 15,4%. (Vedi: http://www.nocensura.com/2011/11/6-anni-di-galera-e-30000-di-multa-per-4.html)

Lo stato di Washington ed il
Colorado hanno legalizzato l'uso
ludico di marijuana, recentemente
E le carceri esplodono: in alcuni penitenziari sono stipati il DOPPIO dei detenuti previsti, sono costretti a fare i turni per stare in piedi in cella. I molteplici indulti degli scorsi anni che hanno tamponato il problema con sconti di pena di cui hanno beneficiato anche persone recluse per reati veramente gravi: assassini, rapinatori, sequestratori, pedofili etc. Ma sopratutto MOLTI POLITICI: non a caso quando i politici finiti nel mirino della magistratura sono numerosi, si inizia subito a parlare di indulto: i problemi del sistema carcerario fanno comodo alla casta, che non ha fatto nulla per snellire la giustizia ma anzi hanno legiferato nella direzione opposta: il reato di immigrazione clandestina per esempio costringe la magistratura ad aprire un fascicolo per ciascun immigrato sbarcato in Italia: quando ci fu l'ondata dei 50.000 arrivati a causa della guerra in Libia, le procure interessate andarono in tilt: per aprire un fascicolo... e poi non fare niente, visto che si trattava di "richiedenti asilo".

La questione divide moltissimo l'opinione pubblica, è un argomento scottante dove è facile perdere consensi elettorali, per i politici è meglio non affrontare la questione. Alla fine degli anni '90 in Italia si era acceso il dibattito sulla possibilità di legalizzare la marijuana, buona parte del centrosinistra dimostrava apertura alla questione, ma poi la questione è tramontata, e l'importanza sempre maggiore assunta nello scenario politico dall'elettorato cattolico, ostile ad ogni ipotesi di depenalizzazione (spesso a causa di pregiudizi privi di fondamento su una materia che non conoscono) ha seppellito la questione. Fino a quando quell'elettorato costituirà sarà "l'ago della bilancia" non sembra esserci speranza. Come non ci sarà speranza di ottenere leggi civili sul "fine vita", sulle IMPORTANTISSIME  cellule staminali, sulla procreazione assistita. Condannati da una minoranza che non vorrebbe nemmeno distribuire i profilattici in Africa, dove l'Aids è endemico.

IL PROIBIZIONISMO E LA POLITICA REPRESSIVA HANNO FALLITO!

LO DICONO I NUMERI DEL CONSUMO; più alto che in Italia che dove c'è un approccio diverso.
LO DICONO I NUMERI DEL SISTEMA CARCERARIO; Troppi detenuti, troppe persone relegate "ai margini"
LO DICONO I NUMERI DEI MORTI LEGATI ALLA DROGA. Laddove viene intrapresa la politica di riduzione del danno il numero dei decessi diminuisce sensibilmente.
LO DIMOSTRA LA POTENZA DELLA MAFIA. Combattuta solo a parole: la droga è disponibile ovunque h24, per la mafia è la principale fonte di finanziamento: in particolare la cannabis, il cui uso, in Spagna ed Italia è un fenomeno vasto.

Le forze dell'ordine non hanno la possibilità di debellare un fenomeno vasto e complesso come lo spaccio di droga: non avevano i mezzi per farlo in passato, figuriamoci oggi che il compartimento sicurezza ha subito pesanti tagli: nella Polizia mancano 11.000 agenti, e il numero è destinato a raddoppiare nei prossimi 3 anni. A Roma, Napoli, Milano - città dove esistono piazze dello spaccio disponibili h24 mancano rispettivamente 2.000, 1.000, 1.000 agenti, e il numero è destinato a crescere (vedi http://www.nocensura.com/2012/09/sicurezza-mancano-11000-agenti-ed-entro.html)

Piantagioni di oppio in Afganistan: dopo l'intervento
militare USA la produzione di oppio è decuplicata,
con la complicità del nuovo governo
(Vedi articolo)
Ogni giorno nei porti italiani sbarcano DECINE DI MIGLIAIA di container e le autorità riescono appena a fare qualche controllo a campione. I narcotrafficanti utilizzano tecniche sempre più sofisticate: per esempio rendono liquida la cocaina, occultata in confezioni sigillate di qualsiasi prodotto, e scoprirlo non è facile, oltre al fatto che i narcotrafficanti godono della collaborazione delle organizzazioni mafiose, con quello che questo comporta.
La produzione ed il traffico di droga è uno dei principali business del pianeta, e alla base c'è la corruzione ai massimi vertici. Distruggere le vaste piantagioni presenti in Colombia, Perù, Bolivia (cocaina), in Afganistan (oppio) e Marocco (canapa) sarebbe facile se ce ne fosse la volontà: si tratta di piantagioni vaste come intere regioni italiane. Alcuni mesi fa un aereo della CIA che trasportava migliaia di kg di cocaina dalla Colombia agli USA è caduto in Messico, ed è stato scoperto (vedi: http://www.nocensura.com/2012/05/dossier-il-traffico-di-droga-e.html). La cocaina, la cui produzione costa pochi centesimi al grammo (esattamente come i farmaci genericisul mercato viene venduta a 80-100euro al grammo e solitamente ha un grado di purezza del 20%: un grammo di cocaina pura pertanto frutta 400-500euro. Un business colossale. Ogni giorno inoltre migliaia di "ovulatori" - persone che ingeriscono 1,5-2kg di cocaina purissima nei paesi di origine per evacuarli giunto a destinazione - sbarcano negli aereoporti di tutta Europa dai paesi produttori. Si tratta di bassa manovalanza: persone che per 5.000 dollari rischiano condanne a 20 anni di reclusione per portare la droga a destinazione in Europa. Un traffico gestito da potenti organizzazioni che imbarcano in un singolo aereo 30-40 "muli", in modo che anche se uno o due vengono controllati e scoperti, la maggioranza passa indisturbata. Una perdita lieve per i narcos, a cui la cocaina costa pochissimo, come la manovalanza degli "ovulatori", realizzando guadagni ingentissimi impunemente. Queste informazioni sono riportate nei report delle polizie di tutta Europa, tuttavia fino ad oggi non sembra che sia stato fatto niente di significativo per risolvere il problema. Gli accordi con i paesi di origine sono perfettamente inutili, visto che la corruzione in tali nazioni è praticamente totale. C'è da dire che fino a quando nei paesi di origine sarà ampiamente diffusa la povertà, ci sarà sempre qualche disperato disposto a rischiare una pesante condanna per poche migliaia di dollari. Giunta in Europa, la sostanza viene smerciata da organizzazioni che per il commercio "al dettaglio", spesso si avvalgono della manovalanza di clandestini, o comunque persone disagiate che per poche decine di euro al giorno sono disposti a rischiare l'arresto. Molte piazze dello spaccio sono in mano a gruppi di nordafricani: non si fanno mai trovare in possesso di grandi quantitavi, in quanto nascondono la sostanza o si fanno approvvigionare continuamente da collaboratori, e quando vengono arrestati dopo pochi giorni sono nuovamente fuori; la giustizia è lenta e in attesa dei processi continuano l'attività per mesi. Quando la situazione si fa "calda" cercano di cambiare identità oppure cambiano paese europeo. C'è un veloce ricambio, e pensare di debellare il problema non è facile. Le forze dell'ordine con gli scarsi mezzi di cui dispongono non possono che tamponare la situazione con qualche arresto di tanto in tanto. La situazione in cui versano le ff.oo. si evince anche dal tenore dei comunicati stampa dei sindacati di categoria. Politici e alti papaveri tacciono, ma qualsiasi appartenente delle forze dell'ordine che lavora sul campo può confermare questa realtà.

CAMBIARE APPROCCIO: REGOLAMENTAZIONE DELLA CANNABIS E POLITICA DI RIDUZIONE DEL DANNO. INASPRIRE IL CONTRASTO AL NARCOTRAFFICO.

Nel caso dei derivati della cannabis, che risultano meno dannosi persino di alcool e tabacco, dovrebbe essere seriamente considerata la possibilità di legalizzare e regolamentare la vendita, come in Olanda e da pochi giorni in alcuni stati degli USA. Un mito da sfatare è quello che la legalizzazione favorisca il consumo, in quanto tali sostanze sono già ben reperibili da chiunque, in particolare nel mondo giovanile. Chi vuole acquistarla lo fa che sia legale oppure no, e il fatto che sia proibita è un fattore di attrazione: il cosiddetto "fascino della trasgressione", infatti in Olanda, dove la marijuana viene venduta nei "coffeeshop", il consumo è minore rispetto a molti paesi europei, in uno scenario dove Italia e Spagna sono i paesi europei dove il consumo è maggiore. L'Olanda, che in passato ha dovuto affrontare seriamente il problema (lo stesso che c'è oggi in Italia ma di cui troppi fanno finta di niente) da diversi decenni ha adottato la cosiddetta "politica di riduzione del danno" di cui in Italia non parla NESSUNO, e ha ottenuto buoni risultati sia in termini di riduzione del consumo che di reinserimento sociale, evitando la criminalizzazione dei consumatori, che conduce all'esclusione della società, alla "relegazione ai margini", dove non ci sono alternative che restare nell'ambito della legalità. Le droghe pesanti in Olanda sono severamente proibite, duramente contrastate, ma gli sforzi sono concentrati su trafficanti e spacciatori: nei confronti dei consumatori viene data molta importanza alla prevenzione, intesa come informazione e comunicazione: che ha dato risultati molto apprezzabili, e in Italia non viene fatta.
Un Coffeeshop di Amsterdam

La legalizzazione dei derivati della cannabis farebbe emergere dal sommerso diversi miliardi di euro all'anno, strappandoli alla mafia. Snellirebbe il carico dei tribunali, eviterebbe la prigione a molti cittadini, e permetterebbe alle forze di Polizia di concentrare gli sforzi sul traffico ed il contrasto delle droghe pesanti. Inoltre si creerebbero posti di lavoro (In Olanda solo nella città di Amsterdam ci sono 200 coffee shop, che pagano fior di tasse) e favorirebbe il turismo da parte dei cittadini provenienti dai paesi dove vige il proibizionismo, come accade ad Amsterdam, che ogni anno è visitata da 8 milioni di turisti, dei quali 1,5 tra una visita al Van Gogh Museum e la casa di Anna Frank entrano nei caratteristici coffee shop. Il turismo della cannabis in tono minore riguarda anche la Spagna, nonostante la vendita sia illegale. Dal Marocco entrano in Spagna varietà di hashish pregiate, molto apprezzate dai consumatori, e nelle zone turistiche le forze dell'ordine sembrano molto propense a chiudere un occhio. A Ibiza, Barcelona, alla Canarie non è infrequente vedere persone che fumano cannabis alla luce del sole: e purtroppo anche le altre droghe sono molto diffuse e altrettanto ben poco contrastate in nome di San Turismo, protettore degli affari: a Ibiza, capitale europea delle discoteche house, lo smercio di pasticche di ecstasy avviene praticamente ovunque. In Olanda il precedente governo aveva stabilito di proibire l'ingresso ai coffeeshop che vendono marijuana ai turisti, trasformandoli in circoli privati riservati ai residenti, a partire dal Gennaio 2013. Una misura per frenare i "frontalieri della canapa" che quasi quotidianamente varcano i confini belga e tedesco per entrare nei coffeeshop. Il governo aveva finito per cedere alle pressioni belga e sopratutto tedesche, ma ha avuto il buon senso di tornato sulla decisione a pochi mesi di distanza dalla sperimentazione: in tre province del sud olandese le limitazioni per turisti sono entrate in vigore nel Maggio 2012, e il risultato è stato quello di riportare lo spaccio per strada, con i conseguenti problemi e numerosi arresti di persone che fino a poche settimane prima frequentavano i coffeeshop: la legge prevedeva che l'ingresso ai circoli fosse riservato ai soci: l'iscrizione è stata vista come un'invasione della privacy, una "schedatura", e molti olandesi piuttosto che iscriversi hanno iniziato ad acquistare per strada, che fra l'altro non essendo controllato e tassato ha prezzi convenienti rispetto ai coffeshop. In pochi mesi ci sono stati 400 arresti e numerose denunce. (approfondisci qui: http://www.nocensura.com/2012/11/olanda-coffee-shop-amsterdam-ci-ripensa.htmlTutti i partiti politici olandesi erano contrari alle limitazioni previste, ad eccezione dei conservatori, che governavano appoggiati da un partito antiproibizionista: come lo sono le forze che attualmente sono all'opposizione. La legge ha fatto insorgere tutti i sindaci delle grandi città, con Amsterdam in testa: la maggioranza dei funzionari di polizia si sono espressi contro la nuova legge, inoltre le associazioni di commercianti, movimenti culturali e popolari di ogni genere,  gli enti turistici. Una vera e propria mobilitazione, con alla base motivi diversi: i sindaci si preoccupavano del ritorno degli spacciatori per le strade, con il degrado, le lotte per il controllo delle zone di spaccio e tutto ciò che ne consegue. Per i sindaci è anche una questione di consenso popolare, laddove la maggioranza dei cittadini considererebbero assurdo un ritorno al proibizionismo, e anche economica, visto che i coffeeshop pagano milioni di euro di tasse. Per la Polizia rincorrere chi vende la marijuana sarebbe uno spreco di energie, che possono essere impiegate per questioni molto più importanti. Le associazioni rimarcavano le ripercussioni sociali, tutti gli operatori legati al turismo (alberghi, commercianti etc.) temevano una sensibile diminuzione del turismo e del giro d'affari.

La legge olandese che regola i coffeeshop è paradossale: se da una parte è consentita la vendita di modiche quantità, i coffeeshop (alcuni dei quali vendono kg di marijuana ogni giorno) non devono detenere oltre 500 grammi di marijuana, e sopratutto devono approvvigionarsi dal mercato nero: la produzione infatti non è consentita. L'hashish viene importato illegalmente dai paesi di origine: Marocco, Libano, Pakistan e altri paesi. Entra in Olanda illegalmente come negli altri paesi, ma viene venduto al dettaglio nei coffeeshop, che pagano fior di tasse. La marijuana invece, il cui trasporto da lunghe distanze è rischioso e poco conveniente (la marijuana all'ingrosso ha un costo di 2-3 grammi al grammo ed è voluminosa) viene prodotta illegalmente in serre allestite anche in appartamenti ubicati in pieno centro: la polizia olandese stima che in Olanda siano 40.000 le abitazioni utilizzate come serra. Il Fatto ha pubblicato un servizio dove ne visita una (vedi: http://www.nocensura.com/2012/08/marijuana-la-grande-ipocrisia-olandese.html)

Anche l'approccio nei confronti delle sostanze stupefacenti "pesanti" deve essere ripensato, cercando di evitare la criminalizzazione e favorendo il recupero dei soggetti. La criminalizzazione, con la conseguente esclusione sociale ottiene risultati devastanti. Basta con un approccio ideologico a quello che è un grave problema sociale e talvolta sanitario. In Europa ci sono "modelli" che hanno prodotto ottimi risultati: che siano adottati.Innanzitutto è necessario che sia fatta prevenzione. In Italia invece non esiste, non c'è informazione, e non basta dire genericamente "che la droga fa male" per lavarsi la coscienza. Dovrebbe essere evitata la "miticizzazione" che i mass media hanno fatto, per esempio, sulla cocaina: se da una parte dicono "fa male, è vietata, non la toccate", i mass media hanno contribuito senza dubbio a far percepire la cocaina all'opinione pubblica come "roba di lusso", roba da "fighi", da persone "mondane". Le analisi delle acque reflue di Milano, la città della moda e della movida, hanno rivelato che in città c'è largo uso di cocaina: addirittura 10 volte più che a Oslo. (vedi http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/07/30/751443-cocaina_volte_oslo.shtml) una sostanza che produce dei danni ingentissimi all'organismo, a livello cardiocircolatorio, ma anche a livello psichico, provocando depressione, irritabilità, umore instabile. Una sostanza distruttiva, i cui pericoli sono sottovalutati e sottostimati da molte persone. Tra l'altro, negli ultimi anni è in aumento la prassi di tagliarla con levamisolo, una sostanza utilizzata in chemioterapia ed in veterinaria come antiparassitario che consente ai trafficanti di "allungare" la cocaina più del normale, in quanto rispetto alle altre sostanze utilizzate solitamente per il "taglio",  il levamisolo produce degli effetti simili alla cocaina: pertanto se tagliandola con altre sostanze possono vendere cocaina con un grado di purezza del 20%, tagliandola con levamisolo possono scendere al 10-12%, aumentando i guadagni, mentre l'ignaro acquirente è soddisfatto della qualità. La presenza di questa sostanza, che negli USA è presente nell'80% della cocaina circolante, sta invadendo anche il mercato europeo: viene miscelata alla cocaina già "all'origine", nelle grandi partite di droga che sbarcano ai porti europei. Del levamisolo ne avevamo parlato in questoarticolo http://www.nocensura.com/2011/09/dilaga-la-cocaina-tagliata-con.html

E' necessario che la materia sia affrontata nel modo dovuto anche a scuola. Questo ovviamente non è sufficiente per arginare il fenomeno, ma può ridurlo sensibilmente. In Italia non viene fatto niente in questa direzione, se non la divulgazione molto saltuaria di qualche spot o materiale cartaceo "istituzionale", distante dal mondo giovanile. E' necessario adottare le misure di riduzione del danno che hanno prodotto risultati soddisfacenti in altre realtà con problemi simili.

Somministrazione controllata di eroina:
In alcune nazioni, come la Svizzera, agli eroinomani più problematici viene fornita "eroina di stato", in modo controllato, per evitare che il soggetto - spinto dalla "smania" indotta da una dipendenza molto forte - finisca per dedicarsi ad attività illecite per procurarsi i soldi necessari per acquistare la droga al mercato nero;  è un modo inoltre per allontanare il soggetto dagli ambienti della droga e dalle grinfie degli spacciatori. Il soggetto inoltre utilizza la droga in condizioni di igiene e di sicurezza. Per procurarsi i soldi per comprare la "dose" buona parte dei tossicodipendenti si dedicano ad attività illecite: frequentemente iniziano a loro volta a spacciare  (per la felicità dei pusher che li riforniscono) in modo da ricavarne droga gratis, e talvolta iniziano a rubare, in famiglia e non solo; fino ad arrivare a commettere furti, piccole truffe, e talvolta scippi, rapine. Nella maggioranza dei casi, nel giro di qualche mese o talvolta anno, finiscono in manette, dopo avere causato problemi alla società. In Italia ai tossicodipendenti viene somministrato il metadone o la buprenorfina: sostituivi che dovrebbero essere assunti per un periodo di tempo, a scalare, per liberare il soggetto dalla dipendenza nel modo più "morbido" possibile: ma solo una minoranza segue questo percorso. La maggioranza utilizza tali sostanze per evitare il manifestarsi della sindrome di astinenza da oppiacei, e continua ad utilizzare la droga: più o meno sporadicamente, restando in trattamento ai servizi territoriali per anni. La maggioranza dei tossicodipendenti che muoiono di overdose sono in trattamento al sert. Quest'anno dall'inizio dell'anno ad oggi, 19 Novembre 2012, sono morte per cause connesse alla droga 42 persone; nel 2011 i morti sono stati 54. (Fonte: Osservatorio Droghe ADUC: "i costi del proibizionismo" - http://droghe.aduc.it/) numeri che rispetto a qualche anno fa sono confortanti, in quanto la pratica di iniettarsi eroina - la principale causa di morte per overdose - è molto diminuita, ma sono morti che potrebbero essere evitate. Ragazzi spesso di una ventina d'anni morti di proibizionismo.

Quando qualcuno ha proposto l'apertura di "narcosale" nelle zone più a rischio, alcune forze politiche sono insorte, cavalcando vergognosamente la questione, e fomentando il malcontento popolare: hanno dipinto quello che è un servizio sanitario per le fasce più degradate dei cittadini con chissà quale "diavoleria", come se la presenza di un presidio sanitario di questo tipo avesse costituito un problema per il quartiere. Nelle realtà dove sono state assunte queste iniziative le condizioni di salute generale dei tossicodipendenti sono migliorate (quasi tutti coloro che si iniettano eroina contraggono l'epatite C, una malattia che colpisce praticamente il 100% di coloro che praticano iniezioni con scarse precauzioni igieniche) e il numero di decessi per overdose sono praticamente cessati. Sono stati persino ostacolati i programmi per fornire ai tossicodipendenti siringhe pulite, in modo da limitare il proliferare di malattie conseguenti e/o trasmesse dall'uso di siringhe non sterili o dall'uso condiviso della stessa siringa.

Non è ammissibile che la politica sulle droghe sia decisa da politici, su base ideologica, che si avvalgono della collaborazione di "esperti" allineati al loro punto di vista ideologico. La questione è un grave problema sociale e deve essere affrontato nell'ottica 

Per il recupero sociale dei soggetti è importante, lo ribadiamo, evitare la loro criminalizzazione, il loro arresto. Il carcere in Italia è una vera e propria "palestra criminale", dove fare conoscenze "criminali". Chi entra nel girone dei carceri e della tossicodipendenza e viene socialmente emarginato, difficilmente potrà trovare un posto di lavoro e ricostruirsi una vita. E' un problema sanitario e sociale, non giudiziario.

Migliaia di soggetti che potrebbero essere recuperati, per la gioia delle famiglie e la tranquillità della società, vengono perduti per sempre "in nome della legge".


Staff nocensura.com

Approfondimenti vari
  • Altri buoni motivi per regolamentare la cannabis: http://www.nocensura.com/2012/07/cannabis-alcuni-buoni-motivi-per.html
  • Lo "Speciale Cannabis": raccolta di articoli e documentari sulla canapa indiana  http://www.nocensura.com/2012/06/speciale-canapaindiana.html
  • Olanda, come funzionano i Coffeeshop? la scheda di Wikipedia  http://it.wikipedia.org/wiki/Coffee-shop
  • Beppe Grillo che parla di canapa e proibizionismo, in un suo spettacolo. Ormai non affronta la questione da anni... (come non parla più di signoraggio, multinazionali...) http://youtu.be/5z-DwxsEiX8 
  • Coalizione per la legalizzazione della canapa: www.legalizziamolacanapa.org 
  • Documentario: L'Erba Proibita - un documentario italiano sulla canapa indiana e sul proibizionismo. Su Youtube: http://youtu.be/ICxxAF73K9k - la scheda del documentario su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/L'erba_proibita - E' del 2002, quindi non prende in esame la terrificante legge Fini-Giovanardi, introdotta in seguito, che ha posto sullo stesso piano tutte le droghe, introducendo soglie oltre la quale scatta l'accusa di spaccio. Nonostante illustri gli effetti della legge precedente, è ancora molto attuale. Durata: 94 minuti - Vi suggeriamo di guardare almeno il servizio che inizia al 43° minuto: 0:43:00 che illustra le sanzioni amministrative previste per chi viene segnalato per uso personale, e sopratutto le accuse per chi viene accusato di spaccio: una possibilità molto concreta, in realtà, per molti consumatori. Il documentario intervista un giovane: scoperto in possesso di UNA pianta di marijuana... una! Il processo, (con le relative onerose spese) la gogna mediatica, (sbattuto in prima pagina come un delinquente) le umiliazioni e le conseguenze della condanna, e SOPRATUTTO le ripercussioni che questo ha avuto sulla sua attività lavorativa: un ristorante. Una condanna che ha rischiato di mandare in rovina l'attività imprenditoriale di un giovane poco più che ventenne condannato per una pianta di marijuana! Come racconta, se non avesse avuto il supporto dei familiari e degli amici, avere coltivato una pianta di marijuana gli avrebbe stroncato la sua avventura imprenditoriale. Questa non può essere la "giusta condanna" per una persona trovata in possesso di marijuana. I politici e le associazioni devono affrontare la questione in modo lucido e razionale, mentre invece troppo spesso coltivano la disinformazione per cavalcarla politicamente e raccogliere consensi. 


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