martedì 21 gennaio 2014

Grecia, ergastolano evade e annuncia lotta armata. Cosa c'è dietro?

Viene da chiedersi come sia possibile che un tizio condannato a sei ergastoli e che ha sei morti sulla coscienza, nonchè appartenente ad una banda che di uccisioni ne ha effettuate decine, abbia potuto godere di un "permesso premio" in una nazione conosciuta per le leggi dure che la contraddistinguono;

Il novello Bin Laden ellenico annuncia il ritorno alla lotta armata, con tanto di videomessaggio che è finito immediatamente in eurovisione; qualche "complottista" pensa che dietro a questo "colpo di teatro" possa esserci la longa manus dei servizi segreti, per offrire al governo sul vassoio d'argento la excusatio per varare "finalmente" leggi repressive.

Il popolo greco, ormai ridotto alla fame a colpi di spread (che quando in Italia era arrivato a quota 500, costringendoci a pagare un tasso di interesse superiore al 6% sul debito pubblico, in Grecia è arrivato sopra quota 1500-1600 punti, corrispondente ad un tasso superiore al 16% che avrebbe mandato a gallina anche l'economia più solida del mondo) appare una sorte di "campo di prova" degli eurocrati, che sembrano testare sul popolo greco "fino a che punto possono arrivare" e quali sono le reazioni dei cittadini; sanno bene che l'impoverimento di massa che stanno provocando sfocerà in gravi disordini, quando il numero di coloro che non hanno accesso al cibo sarà ancora più alto, per questo si sono premuniti, già in tempi non sospetti, creando Eurogendfor...

Anche solo pensare di mettersi a fare il "latitante-terrorista" in un paese europeo appare ben poco credibile, annunciarlo con un video-messaggio poi, è roba da folli. E questo non fa che alimentare il sospetto che possa trattarsi di una montatura; troppo spesso, nella cabina di regia dei gruppi armati e terroristici operanti in Europa (ma non solo) la storia insegna che ci sono i poteri forti; dietro al terrorismo degli "anni di piombo" italiani non a caso, c'era il Gruppo Bilderberg, come ha rivelato Imposimato, facendo riferimento alle carte del giudice Alessandrini, che quando fu ucciso dal "terrorismo di sinistra" indagava sul coinvolgimento del gruppo Bilderberg; così come sono stati i "potenti" a condannare a morte l'ex premier democristiano Aldo Moro, colpevole di aver stampato le "500 lire di stato" senza pagare il pizzo alla banca centrale privata;

Staremo a vedere come evolve la situazione; se il "terrorista" sarà assicurato alla giustizia in tempi rapidi, probabilmente si è trattato semplicemente di follia; ma se ci saranno uccisioni, conseguenti misure repressive, e quant'altro...

Teniamo le antenne dritte...

Staff nocensura.com
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Di seguito l'articolo di Repubblica:

Christodolous Xiros, militante del gruppo 17 novembre condannato a sei ergastoli evaso durante un permesso premio, annuncia in un video la ripresa della lotta armata. "impugneremo il fucile contro chi ha rubato le nostre vite in nome del profitto". Il ministero degli interni: "Lo cattureremo"

ATENE - Allarme rosso in Grecia sul fronte terrorismo. Christodoulos Xiros, 55enne militante del gruppo 17 novembre evaso il 10 gennaio durante un permesso premio ha postato sul sito Indymedia Atene un video e un comunicato di sette pagine in cui annuncia la ripresa della lotta armata. Il messaggio, confermato come autentico dal suo legale, è chiaro: "Ho deciso di far tuonare il mio fucile contro chi ha rubato le nostre vite e le nostre anime in nome del profitto", ha scritto. L'uomo, condannato a sei ergastoli assieme a due fratelli per sei omicidi (tra cui cinque dipendenti dell'ambasciata Usa) ha descritto la Grecia come una colonia "sotto occupazione tedesca", attaccando i due partiti al governo - il centrodestra di Nea Demokratia e i socilaisti del Pasok - responsabili a suo dire di "un tradimento che sarà pagato con la morte". Il messaggio contiene pesanti minacce anche a giornalisti, giudici e ad Alba Dorata.

Xiros si è dato alla latitanza il sette gennaio scorso durante un periodo di sette giorni di permesso premio. Il video e la foto lo ritraggono su sfondo nero con alle spalle le foto di Che Guevara e di tre eroi della resistenza greca. Il ministero degli interni non ha commentato il messaggio, limitandosi a garantire che il latitante sarà arrestato di nuovo in tempi brevi. "La democrazia non ha niente a che vedere con i vaneggiamenti di assassini e criminali - ha detto Anna Asimakopoulou, portavoce di Nea Demokratia -. I greci si uniranno a combattere il terrorismo". Il movimento 17 novembre ha ucciso 23 persone negli anni del terrorismo prima di essere decimato da un'ondata di arresti nel 2002. "Se ci rincontreremo (cosa che non vi auguro) fareste bene ad uccidermi - ha detto ieri il latitante - Vi combatterò fino alla fine"


Fonte: repubblica.it

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