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venerdì 20 settembre 2013

Editoriale a cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Da alcuni giorni sono state rese pubbliche le spese sostenute dalla Camera dei Deputati nel primo semestre di "gestione Boldrini", che aveva esordito promettendo tagli che non solo non ci sono mai stati, ma ha persino aumentato le spese!

Conti alla mano, il primo semestre 2013 di gestione Boldrini è costato agli italiani 109.809.654€ contro i 105.833.653€ del primo semestre 2012 della Presidenza di Gianfranco Fini. Si tratta di una delle gestioni più care della storia repubblicana.

La spesa di quasi 110 milioni riguarda le spese di esercizio e funzionamento della Camera, e non tiene in considerazione gli stipendi dei 635 deputati e dei 1.551 dipendenti della Camera dei deputati: questi ultimi in alcuni casi guadagnano persino di più degli "onorevoli" stessi.

Ma entriamo nel dettaglio, paragonando i costi della "gestione Boldrini" a quelle della presidenza di Fini: che certo non rappresenta un modello di "parsimonia istituzionale":
  • Le spese alla voce "attività speciali" sono lievitate da 66.240€ a 1.211.431€: non sappiamo di cosa si tratti, vista la genericità del capitolo di spesa.
  • La biblioteca della Camera dei deputati ci è costata quasi un milione di euro in più, da 2.475.082€ a 3.350.079€
  • Il costo del "Centro riproduzione dati" è più che raddoppiato, da 84.712€ a 187.886€;
  • Netto aumento anche per le spese di "condizionamento": garantire la termperatura ideale ai deputati ci è costato la bellezza di 5.184.209€ rispetto ai 3.848.027€ del primo semestre di Fini.
  • Quasi triplicate anche le spese di ristorazione: dopo le polemiche suscitate dai prezzi irrisori del ristorante del parlamento, hanno dichiarato di aver aumentato sensibilmente i prezzi a carico dei deputati: tuttavia anziché risparmiare, le spese a carico dei cittadini sono aumentate vertiginosamente: la spesa del capitolo "ristorazione" è passata da 1.710.166€ a 4.232.715€ e sono più che raddoppiate anche le spese per i "servizi di ristorazione di terzi", aumentate da 1.118.725€ a 2.845.463€.
  • Aumentano anche le spese per il "servizio informatico", che ammontano a 14.340.741€ contro i 12.278.008€ del primo semestre 2012 di Fini.
  • Triplicate anche le spese sostenute per "benzina e lubrificanti", che salgono  da 15.323€ a 45.174€.
  • Aumentate sensibilmente anche le spese per la "sicurezza", che da 1.109.852€ sono salite a 1.755.349€.
Nonostante complessivamente le spese siano cresciute di circa 4.000.000€, alcuni capitoli di spesa hanno registrato un risparmio:

Un sensibile risparmio è stato conseguito nelle "procedure amministrative" che sono costate 1.158.425€ contro i 2.995.679€ del primo semestre 2012. Le spese per la telefonia sono passate da 2.026.135€ a 1.314.879€. Il capitolo di spesa "elettrico" ha registrato un risparmio di quasi 500.000€, passando da 4.724.031€ agli attuali 4.256.170€. Le spese di "magazzino" sono diminuite di circa 300.000€, mentre per le "opere edili" sono stati spesi 2.850.993€ contro i 3.655.214€ del primo semestre 2012. L'ufficio "Informazione parlamentare" è costato circa 400.000€ in meno, da 8.332.225€ a 7.923.435€

Il capitolo di spesa più oneroso del bilancio della Camera dei deputati è quello dei "contratti esterni", che nel periodo di riferimento è aumentato di circa 350.000€, passando da 43.670.025€ a 44.030.155€

Sia i deputati che i dipendenti della Camera hanno una polizza vita, che nel primo semestre 2013 ci è costata complessivamente più di 2.400.000€; la spesa per i deputati è aumentata, da 929.646€ a 969.255€, mentre quella dei dipendenti è diminuita da 1.502.994€ a 1.457.327€.

Di seguito il dettaglio delle spese pubblicato da "Libero"

Alessandro Raffa 

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