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mercoledì 24 luglio 2013

Una delle tante bufale mediatiche è quella secondo la quale "Romano Prodi ha RISANATO i conti dell'IRI"... 

O meglio: i conti in effetti li ha risanati... ma è necessario valutare COME... 

Con la scusa di risanare l'IRI infatti ha SVENDUTO numerose aziende di stato ai suoi amici BANCHIERI...

Della serie:

Una famiglia ha un debito di 130.000€ in banca; per risanarlo chiama un 'amministratore' che vende la casa al mare - valore 200.000€ - ad un suo ex datore di lavoro, per soli 60.000€; poi vende l'automobile - valore 25.000€ - ad un amico ricavandone 5.000; vende le biciclette di tutta la famiglia in stock ai nipoti di un amico - valore: 2.000€ - per 300euro, vende la TV al plasma da 1.000€ per 100€ ad un conoscente che una volta gli ha fatto un favore, ed infine vende la casa dove vivono - che vale 350.000€ - per 80.000€ ad un amico del suo ex datore di lavoro.

Alla fine ha ricavato ben 145.400€: li porta in banca, salda il debito, e poi si presenta dalla famiglia: "allora ora il debito è cancellato, la vostra situazione economica è risanata! Sono stato così bravo che vi sono pure avanzati ben 15.400€ ... datemene 5.000 per il disturbo, e siamo a posto!

Ve la sentireste di dire che l'amministratore in questione ha "risanato la situazione economica della famiglia" ?!? Oppure è più appropriato dire che ha SVENDUTO i beni della famiglia?!?

Fate voi...

INFORMATEVI SUL "RISANAMENTO" DI PRODI ALL'IRI, PRIMA DI DIRE CHE HA "RISANATO"...


DI SEGUITO UN ARTICOLO CHE PARLA DELLE SVENDITE DI ROMANO PRODI ALL'IRI: ovviamente non riporta tutte le sue 'prodezze', ma solo alcune... "MEMORABILE" quando ha ceduto il gruppo 'Alfa Romeo' alla FIAT per 1.000 miliardi di vecchie lire, quando la FORD era pronta a sborsarne il doppio, in contanti... qualcuno potrà obiettare che "almeno è rimasta in mano agli italiani", ma se permettete, ce ne viene ben poco se consideriamo che la FIAT ha delocalizzato in diverse parti del mondo (Polonia, Serbia, Sud America, etc) e sta chiudendo tutti gli stabilimenti italiani, inoltre consideriamo anche il 'trattamento' che riserva ai lavoratori italiani - dopo che l'Italia ha scucito all'azienda finanziamenti su finanziamenti per un valore, probabilmente, pari all'azienda stessa - oltre al bel regalo citato sopra...


Alessandro Raffa, portavoce di Nocensura.com
 

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La ‘complicità’ tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell’IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa di Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica e L’Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/settimanali/mensili in tutta Italia).
L’attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito: svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati.
De Benedetti, dal canto suo, si è poi puntualmente affrettato a rivendere immediatamente tali società al loro reale valore di mercato (di solito 20 volte il loro prezzo d’acquisto) a gruppi stranieri (o addirittura allo Stato stesso, che li ricomprava a prezzi folli), realizzando guadagni incalcolabili a danno degli italiani.
Prodi, per 7 anni guidò l’ IRI dello Stato, concedendo tra l’altro incarichi miliardari alla sua società di consulenza “Nomisma“, con un evidente conflitto di interessi.
Al termine di questi 7 anni il patrimonio dell’ IRI risultò dimezzato per la cessione di importanti gruppi quali Alfa Romeo e FIAT, passando da 3.959 a 2.102 miliardiLa Ford aveva offerto 2.000 miliardi in contanti per l’Alfa Romeo, ma Prodi la regalò alla FIAT per soli 1000 miliardi a rate e, nel frattempo, lottizzò ben 170 nomine dei quali ben 93 diessini.
Le privatizzazioni dell’IRI fatte da Romano Prodi sono state delle vere e proprie svendite del patrimonio economico italiano a gruppi privati della sinistra (De Benedetti, Coop Rosse) complici del professore, anche se “svendere” un ente pubblico a un decimo del suo valore quando ci sono altri gruppi privati che offrono il doppio, più che una “svendita” fu un regalo o, per essere ancora più precisi, una serie incredibile di furti colossali a danno dello Stato e degli italiani perpetrata impunemente per anni.
Giocando sulle parole e sull’interpretazione dello statuto dell’Ente, Romano Prodi vantò utili inverosimili (12 miliardi e 400 milioni nel 1985), ma la Corte dei Conti, magistratura di sorveglianza, portò alla luce l’enorme falso in bilancio di Prodi: «Il complessivo risultato di gestione dell’Istituto IRI per il 1985, cui concorrono… sia il saldo del conto profitti e perdite sia gli utili e le perdite di natura patrimoniale, corrisponde a una perdita di 980,2 miliardi, che si raffronta a quella di 2.737 miliardi consuntivata nel 1984». La Corte, inoltre, segnalava che le perdite nette nel 1985 erano assommate a 1.203 miliardi contro i 2.347 miliardi del 1984.
Romano Prodi si vanta tantissimo che durante i suoi 7 anni alla presidenza dell’ IRI riuscì a far guadagnare utili stratosferici, mentre la verità, come chiarito dalla Corte dei Conti, è che invece di utili stratosferici realizzo perdite stratosferiche, regalando il patrimonio dello Stato e degli Italiani ai suoi amici. Prodi uscì indenne dai processi perché le aziende erano S.P.A. di diritto privato e ,quindi, i dirigenti non erano qualificati come pubblici ufficiali.
La conferma di tutto questo si trova nell’indebitamento dell’Istituto, salito dal 1982 al 1989 da 7.349 a 20.873 miliardi (+184 per cento), e quello del gruppo IRI da 34.948 a 45.672 (+30 per cento). Lo stesso Massimo D’Alema, intervistato da Biagi in televisione, affermò che Romano Prodi, da lui scelto per guidare la coalizione contro Berlusconi, era un «uomo competente» perché quando lasciò l’IRI nel 1989 il bilancio dava un «più 981 miliardi». Fu facile confutare queste affermazioni, facendogli notare che la cifra reale, tenendo contro delle perdite siderurgiche transitate soltanto nel conto patrimoniale, era di «meno» 2.416 miliardi. Il buco reale non fu mai contestato dai diretti interessati.
La vera abilità di Romano Prodi è sempre stata di riuscire a prendere soldi dallo Stato a costo zero. La conferma viene da un articolo di Paolo Cirino Pomicino, nel quale rileva che dei 28.500 miliardi erogati dallo Stato a titolo di fondo di dotazione dalla data di nascita dell’IRI, Romano Prodi ne ottenne ben 17.500!
Va poi ricordato anche che, nel 1986, Romano Prodi svendette il più grande gruppo alimentare dello Stato, la SME alla Buitoni sempre a Carlo De Benedetti per soli 393 miliardi, mentre il valore globale della SME, che già soltanto nelle casse aveva più di 600 miliardi di denaro liquido, ma il suo valore globale era di 3.100 miliardi. A Prodi e De Benedetti fu dato torto in primo grado, in Corte d’appello e in Cassazione da ben 15 magistrati, all’unanimità.
Come presidente dell’IRI, svendette anche la Italtel alla Unilever nonostante un conflitto di interessi evidente, essendo consulente di quest’ultima.
Come se tutto questo non bastasse, durante il suo governo nel 1996, regalò 5.000 miliardi alla Fiat per fare una rottamazione e durante i fallimenti Parmalat e Cirio e difese i banchieri che truffarono i risparmiatori e loro ricambiarono, e ricambiano ancora, il favore con i loro giornali schierati.

Fonte: http://www.correttainformazione.it/in-primo-piano/prodi-svendite/

Sempre sulla gestione dell'IRI da parte di Prodi, leggi anche: I disastri di Prodi all'IRI - Così si sono mangiati l'Italia

Vedi anche: Riva il padrone di Taranto - circa la (s)vendita di Italsider alla famiglia Riva, che ha cambiato il nome dell'azienda in Ilva: l'hanno pagata 800 milioni di euro, e nei 15 anni successivi hanno guadagnato qualcosa come 4 miliardi di euro netti: un ottimo affare per loro, decisamente meno per gli italiani. Quando Italsider era statale impiegava oltre 50.000 lavoratori: oggi ne sono rimasti un terzo. Inoltre la famiglia Riva ha disatteso quasi tutti gli impegni assunti sul piano dell'ambientalizzazione, inquinando la città di Taranto senza alcun ritegno. Questi sono gli "affari" che hanno fatto i nostri governanti... e casi come questo ce ne sono a dozzine...

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