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lunedì 17 settembre 2012
di Angelo Greco

Due volte truffati dal prezzo della benzina: è il triste destino dei proprietari di auto di questo ultimo lustro. Ecco i due aspetti allarmanti.

1. A luglio 2008 il costo del petrolio era di 147 dollari il barile. Oggi il costo del petrolio è sceso a 97 dollari al barile.
A fronte di ciò, se a luglio 2008 il prezzo della benzina verde era di 1.522 euro a litro, oggi è salito da 1,890 euro a litro.
La benzina è fatta col petrolio e ci si attenderebbe che, al diminuire del prezzo della materia prima, diminuisca (o quanto meno rimanga stabile) il prezzo del prodotto finito. Invece, negli ultimi quattro anni è avvenuto l’esatto contrario.

Come si spiega l’aumento del prezzo della benzina del 24% se, nello stesso periodo, il costo del petrolio è diminuito del 34%? Che ci sia lo zampino dei produttori o delle accise applicate dallo Stato, di fatto il costo di questa sproporzione la paga sempre e solo il cittadino.


2. A ciò si aggiungono le truffe dei distributori di benzina che non hanno perso il vizio di manomettere gli erogatori. Sono da brivido i risultati dai controlli effettuati della Guardia di Finanza già solo nei due week end che hanno preceduto ferragosto.
Su 2.400 distributori controlli, sono state scoperte ben 356 irregolarità. Il che vuol dire che più di un distributore su sette è stato scoperto avere carburate annacquato, aver violato le norme sui prezzi, aver manomesso i sigilli che garantiscono il corretto funzionamento dell’impianto. Insomma: in Italia il 15% degli impianti è irregolare.

Ce la pigliamo con il Governo. Ma ogni popolo ha il Governo che si merita. Il nostro essere italiani in manifesta decomposizione ha dimenticato che il Parlamento non è che la proiezione, in percentuale, del popolo che lo rappresenta e che lo ha votato. Ne rispecchia i vizi, il carattere, le debolezze. Ma anche gli interessi e le illegalità. Chi si lamenta dello Stato sta criticando lo specchio innanzi al quale egli stesso si riflette.


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