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martedì 10 luglio 2012
Sbattuta fuori dalla Lega Nord dopo gli scandali che l'hanno investita insieme al Trota ed il tesoriere Belsito, l'ex "badante" di Bossi, Rosy Mauro non ci sta a farsi da parte, e fonda il suo partito insieme a Lorenzo Bodega. Non hanno una struttura, non hanno voti, ma hanno già finanziamenti pubblici, in quanto parte del "Gruppo Misto", inoltre essendo il movimento composto da parlamentari non avranno bisogno di raccogliere le firme per presentarsi alle prossime elezioni.

Una vice-Presidente del Senato così, non poteva mica restarsene a casa senza partito...



Quello che fa ridere, il nome del nuovo soggetto politico: "Siamo gente Comune". Roba da sbellicarsi dalle risate...! Qui la storia di Rosy Mauro.


Staff nocensura.com
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Cerchio magico di Bossi fonda nuovo partito: SGC "Siamo Gente Comune". Con i fondi pubblici

Se ai cerchisti dovesse andare male, un partito in cui rifugiarsi ce l’hanno: si chiama “Siamo gente comune. Movimento territoriale”. L’hanno fondato Rosy Mauro e Lorenzo Bodega. Non ha voti ma ha già la sua quota di finanziamento pubblico in quanto parte del Gruppo Misto del Senato. Adesso ha anche una sede. Dieci giorni fa è stato infatti inaugurato a Oggiono (LC) il “Bodega Art Café”, che il Bodega medesimo ha così descritto: «Questo vuole essere un luogo di incontro aperto a tutti, nessuno escluso. Un’attività nuova che si occuperà tra le altre cose anche di cultura ma cultura sarà anche fare politica».

All’inaugurazione si sono presentati tutti i big presenti e futuri del nuovo partito. A tagliare il nastro arancione (il verde sembra momentaneamente sparito) c’erano oltre al Cavaliere della Repubblica e Senatore Bodega, Rosy Mauro, il senatore leghista Armando Valli, Luciano Grammatica,  Piero Moscagiuro (in arte Pier Mosca),  e  Marta Casiraghi, di fresca trombatura alle amministrative. La presenza di Roberto Castelli era solo evocata da Sonia Besana (compagna del Bodega ed ex  del Ministro) e da Giuseppe Magni, suo solido sodale.

Bodega ha entusiasmato i presenti con una orazione da vero leader:  «Quest’anno finisce la mia carriera romana e mi dedicherò al territorio. Me ne sono andato dalla Lega perché non ho condiviso certe cose e atteggiamenti ma è giusto che io continui a mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni (..) e portare avanti la nostra esperienza fatta sul territorio e promuovere l’informazione vera e non quelle mezze verità riportate dai giornali per infangarci, ci batteremo per un’informazione puntuale e precisa fatta con i comizi e con i porta a porta». Ha anche rivolto un commosso saluto alla sua eroina: «Ho avuto modo di conoscere bene Rosy Mauro, ha un carattere che può sembrare duro ma dà il cuore e l’anima, non ha fatto niente ed è stata espulsa dalla Lega, è una persona eccezionale che ha subito tanta cattiveria ma ci saranno le sedi opportune per appurare la verità».

Ha ribattuto in lacrime la ex vice-vice di Napolitano (quando era vicaria): «In una fase così difficile come questa non sapete cosa significhi finire nella macchina del fango, è una cosa terribile che non auguro a nessuno ma noi andremo avanti con determinazione. Tutto è partito da un complotto interno e non dalla magistratura ma da quei “barbari sognanti” che due anni fa hanno iniziato a distruggere il movimento. La magistratura farà il suo corso, io non sono nemmeno indagata ma sono già stata processata dai giornali. Bodega ha avuto il coraggio di dimettersi da un movimento che un innominabile è riuscito a distruggere in due anni costringendo persino Bossi a dimettersi».

Promosso “innominabile”, Maroni non ha che da temere sfracelli da questa falange di intrepidi indipendentisti, anche loro guidati da un “Cavaliere” e da due amazzoni di vaglia.

Infatti l’invito alla pugna è stato accolto dalla Brambilla, dai capelli quasi arancioni come il colore del nuovo movimento: «In politica mai come in questo momento c’è bisogno di un volto nuovo, ce lo dicono i cittadini, saluto con piacere la nascita di un nuovo movimento». Insomma la Brambilla voleva fare un partito animalista: è partita con la zampa giusta.





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