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domenica 24 giugno 2012

I campi di accoglienza ridotti a lager dove le persone girano con il braccialetto, mentre chi rifiuta l’ospitalità è costretto anche a rimanere senza mangiare


Le testimonianze che si diffondono dalle zone più colpite dal terremoto in Emilia Romagna sono sempre più preoccupanti, ultime notizie Modena - A destare particolare sconcerto sono le condizioni dei campi di accoglienza approntati dalla Protezione Civile all’indomani dell’emergenza. 


Gli sfollati che hanno ormai raggiungo un numero che si aggira intorno alle 15.000 persone, subiscono un trattamento molto simile a quello dei deportati. Molte persone infatti sono quasi costrette ad entrare nei Campi di accoglienza, pur di evitare di dormire in macchina o di rientrare nelle case non ancora agibili, e a tutte le persone che entrano nei Campi di accoglienza è imposto l’obbligo di indossare un braccialetto. 


Senza il braccialetto non è neanche possibile farsi una doccia e desta sempre più preoccupazione la notizia che il alcuni campi si stia diffondendo la scabbia. Impressionante la testimonianza di due volontari che a Rovereto di Carpi, alla vista di un bambino autistico sotto le tende, che versava in gravi condizioni per il caldo, si sono sentiti in dovere di comprare subito due condizionatori. 


Gli stessi volontari, appartenenti a un’associazione hanno anche contribuito spontaneamente a montare delle docce da campo e si dicono preoccupati per la notizia diffusa recentemente secondo la quale non sarà dato più da mangiare alle persone che si rifiuteranno di entrare nei campi di accoglienza. Non solo, ironia della sorte, in alcuni campi, ben forniti di derrate alimentari, sono stati anche mandati indietro camion pieni di generi alimentari di prima necessità, mentre le persone che si sono rifiutate di entrare nei campi di accoglienza, sono rimaste anche senza cibo.


C’è da chiedersi qual è la logica perversa che, ad esempio, vieta a un bambino che sta fuori dal campo della protezione civile di andare a giocare con un bambino che sta dentro. Come c’è da chiedersi se questa sia davvero solidarietà. 






Vedi anche:
Sisma Emilia: ecco dove rivolgersi per portare aiuti diretti a Rovereto
Ricev. e pubbl.: "La nostra casa è inagibile e siamo abbandonati dalle istituzioni



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