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martedì 15 maggio 2012
A cura di Antonio Bacherini per nocensura.com

Lo spread, come ben sappiamo, è il celebre "differenziale" tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e i titoli tedeschi.

Se il rendimento (cioè il tasso di interesse corrisposto agli investitori che sono in possesso del titolo) dei "bund tedeschi" è del 2,00% e il rendimento dei titoli italiani è del 6,00% lo "spread" è di 400.

Perché questa differenza? Perché i titoli tedeschi hanno un rendimento del 2% mentre quelli italiani del 6%?

Il rendimento viene stabilito in base al rischio. Maggiore è il rischio di perdere il proprio investimento, maggiore è il tasso di interesse corrisposto.

Facciamo un esempio di facile comprensione. Intendiamo prestare 10.000€ a una persona, che in cambio si impegna a riconoscerci un determinato tasso di interesse. Mettiamo un annuncio su un giornale, e ci rispondono diverse persone interessate:

- Un medico, con uno stipendio sicuro di 5.000€ al mese
- Un artigiano che in media guadagna 3.000€ al mese
- Un dipendente statale, con una busta paga di 1.200€ al mese
- Un lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, con un salario di 1.000€ al mese.

Se tutti ci offrissero il medesimo tasso di interesse - per esempio, del 3% - sicuramente ci sentiremmo maggiormente tutelati prestando la somma al medico. Per questo motivo sono state istituite le "agenzie di rating" che stabiliscono il "fattore di rischio" di un investimento, e in base a quello viene stabilito il tasso di interesse.

Pertanto, chi presterà i soldi al medico, che è in grado di offrire garanzie più ampie, riceverà il 2% di interesse, mentre coloro che presteranno i propri soldi al dipendente statale riceverà il 4% e a chi sceglierà di prestare i soldi al lavoratore dipendente di un'azienda a rischio cassa integrazione, sarà corrisposto il 7% di interesse.

Il sistema - che funziona nello stesso modo sia nei confronti delle aziende che degli Stati sovranisarebbe giusto  se non fosse che le agenzie di rating, che sono vere e proprie aziende private, non fanno il loro lavoro come dovrebbero, con imparzialità, visto che in molti caso hanno favorito (inconsapevolmente?) alcune società, attribuendo loro un rating positivo anche quando non c'erano i presupposti per farlo: è il caso della Lehman brothers, che poco prima di dichiarare bancarotta era ritenuta assolutamente affidabile (classificata A2) fattore che ha spinto numerosi investitori a investire forti somme, mentre in altri casi, alcune società hanno ricevuto un rating penalizzante, mettendole in difficoltà poiché per avere "accesso al credito" erano costrette a corrispondere tassi di interesse elevatissimi.

Ma torniamo alle nazioni. E' davvero necessario che l'Italia corrisponda interessi così alti?


La risposta, ce la danno direttamente i mercati: 


ALLA RECENTE ASTA DI TITOLI ITALIANI, LA RICHIESTA E' STATA MOLTO PIU' ALTA RISPETTO ALL'OFFERTA! 


video del 27 Febbraio

Ovvero lo stato intendeva collocare poco più di 12 miliardi di titoli, mentre la richiesta degli stessi da parte degli investitori superava i 16 miliardi! In condizioni come queste, con il mercato che ritiene appetibili i titoli italiani, è chiaro che il tasso di interesse dovrebbe essere destinato a scendere, e non ad aumentare! Ma lo spread invece ha superato nuovamente "quota quattrocento" attestandosi oggi a 439 e sembra destinato ad aumentare ulteriormente (ieri lo spread era a 424, +15 da ieri a oggi)


Come mai lo spread è risalito nuovamente sopra i 400 punti? SOLO PER PERMETTERE AGLI 
INVESTITORI DI REALIZZARE OTTIMI GUADAGNI, con un rischio reale risibile: questo perché al di la dei giochetti delle agenzie di rating, della BCE e soci, i titoli italiani sono un ottimo affare: il rendimento è elevato mentre i rischi reali sono bassissimi, visto che è evidente come questo governo sia disposto a spremere come limoni i cittadini pur di soddisfare le speculazioni dell'alta finanza.

MENTRE I TITOLI ITALIANI SONO RICHIESTISSIMI, QUELLI TEDESCHI INVECE - che sono certamente più sicuri di quelli italiani, ma hanno un rendimento molto basso - NON SONO RICHIESTI DAL MERCATO, tanto che la recente asta è ANDATA DESERTA ed è dovuta intervenire Bundesbank:


Al contrario dei titoli italiani, che sono richiestissimi, i titoli tedeschi non li vuole nessuno: COSA CHE SECONDO LE REGOLE NATURALI DEL MERCATO, DOVREBBE SIGNIFICARE  L'AUMENTO DEL TASSO DI INTERESSE (se non riesci a collocare sul mercato i titoli corrispondendo un tasso di interesse del 2% dovrebbe essere "naturale" offrire un tasso maggiore, al contrario dell'Italia che, avendo moltissime richieste, avrebbe potuto offrire un tasso inferiore)

Nonostante tutti i cittadini ormai sappiano - a grandi linee - cos'è lo spread, pochi percepiscono la fondamentale importanza che questo indice riveste nell'economia di una nazione: il fatto che lo stato per avere liquidità sia costretto a pagare un tasso di interesse elevatissimo, costringe il governo ad aumentare la pressione fiscale, penalizzando pesantemente l'economia nazionale.


SIAMO VITTIME DI UNA SPECULAZIONE: E ANZICHE' DIFENDERCI, ANZICHE' FARE I NOSTRI INTERESSI, I GOVERNANTI SEMBRANO ESSERE PIU' PROPENSI A FARE GLI INTERESSI DELL'ALTA FINANZA E DEGLI SPECULATORI. 


Il mercato finanziario è in mano a poche lobby, a poche persone che hanno ormai il mondo in mano: sono loro che controllano e dirigono a loro uso e consumo i mercati finanziari, hanno il potere di condurre una nazione al fallimento in poche settimane. E' la guerra moderna, combattuta a colpi di spread... lo stesso Berlusconi a Novembre scorso, quando sembrava volesse "mettere paletti" e "dettare condizioni" capì bene con chi aveva "a che fare" quando Mediaset perse in un solo giorno il 10% sul mercato finanziario... e subito dopo non a caso, dichiarò la sua "resa"...

Il mondo ormai è in mano ai ROTHSCHILD, i signori delle banche centrali...

Antonio Bacherini per nocensura.com


8 commenti:

Antonio Pattano ha detto...

E' così! Da tempo sono convinto di questa anomalia del mercato che si ripete non solo sui titoli di Stato ma anche su larga parte dei prodotti finanziari.
D'altro canto con la questione dei FONDI il privato ha di fatto delegato la regolamentazione del mercato a terzi. Questi "terzi" dispongono si di grossi capitali ma in parte questi soldi arrivano da noi che abbiamo aderito ai fondi. Così da una parte lucrano su quanto abbiamo messo nei fondi e dall'altra ci spremono in termini di maggiore tasse e maggiori costi dei prodotti per compensare il costo del denaro sopportato dallo Stato e dalle imprese.
QUALI LE ALTERNATIVE?

Anonimo ha detto...

Investitori, e' ora dichiamarli col loro nome : usurai! Stiamo ingrassando gli usurai
G.gigliobianco marziale

Anonimo ha detto...

Giusta analisi,però non bisogna dimenticarsi che anche l'offerta è importante. La Germania non ha bisogno di indebitarsi ( emettere Buoni ) quanto l'Italia ......

Anonimo ha detto...

E se facessimo come l'Islanda? Calci nei coglioni ai banchieri e a tutti coloro che hanno creato il debito,lo pagassero loro! Abbiamo le palle per farlo? Non abbiamo il coraggio? Beh,allora chi è causa del suo mal pianga se stesso!

Anonimo ha detto...

Spiegazione semplice e comprensibile, è ora dei far uscire fuori la verità, solo così si potrà reagire razionalmente.

Bufa

Anonimo ha detto...

La tua analisi mi è piaciuta molto, anche se anch'io sono dello stesso parere, non lo avevo mai trovato scritto da nessuna parte. Manca però una cosa. La manovra che tu descrivi si chiama "aggiottaggio" ed è perseguibile a livello internazionale dai Governi e dai Mercati. In più per metterla in atto nelle aste dei titoli di Stato necessita della complicità di qualcuno.

Anonimo ha detto...

mi scuso per la mia ignoranza, ma, se domani, per ASSURDO i nostri governanti decidessero di fare l' interesse della nazione anziche quello dell' alta finanza, cosa potrebbero fare? come potrebbero costringere la finanza mondiale a cambiare il loro punto di vista?

cyruz ha detto...

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