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mercoledì 18 aprile 2012


Su Facebook da qualche giorno circola di profilo in profilo questa foto (che abbiamo scoperto risalire ad un anno fa, ma l'indignazione è esplosa "a scoppio ritardato") con commenti al vetriolo che sostengono che Heineken "sponsorizza i combattimenti tra cani", ma in realtà non è vero. L'azienda olandese della birra non sapeva niente. Il responsabile di questa vicenda è il titolare del locale in questione, che si trova in Mongolia (dove i combattimenti tra cani sono legali) che ha allestito la sala dove si svolgono i combattimenti con i bandoni della Heineken senza alcun coinvolgimento da parte dell'azienda, i cui dirigenti dinnanzi all'ondata di indignazione popolare suscitata dalla foto hanno reagito con fermezza, divulgando un comunicato stampa per chiarire la situazione: “Come azienda e proprietari di un brand, non supportiamo e non supporteremo mai coscientemente nessun evento, negozio o singolo individuo coinvolto in simili attività”. Heineken ha annullato il contratto di fornitura al locale in questione, ritirando persino le scorte in giacenza in magazzino, e ha annunciato che interverrà sui distributori affinché evitino di rifornire locali dove si svolgono questo tipo di attività. Un gesto apprezzabile.


Antonio Bacherini - collaboratore di nocensura.com


PS: apprezzabile il gesto di Heineken, che è stata travolta dalle polemiche in quanto il locale in questione era allestito con tanto di bandoni del brand olandese: se fosse stata semplicemente venduta la birra, non sarebbe successo niente. (sicuramente nel mondo ci saranno locali simili riforniti di molte bevande e altri prodotti famosi, così come è ovvio che quel locale non avrà venduto certamente solo Heineken...) tuttavia questa storia suscita una riflessione.

Per una circostanza di questo tipo, dove in effetti l'azienda ha ben poche responsabilità, in quanto non può facilmente controllare quali locali fanno parte della rete di distribuzione (le grandi aziende non riforniscono direttamente i piccoli locali, affidandosi a distributori nazionali che rifoniscono i "grossisti", che a loro volta vendono i prodotti ai locali) con CENTINAIA DI UTENTI PRONTI A "BOICOTTARE" IL MARCHIO, mentre per scandali forse persino più gravi non si mobilita nessuno.

Ci sono multinazionali che hanno provocato danni ambientali ingentissimi: proprio nel settore delle bevande, per esempio "Coca Cola" è stata condannata a risarcire l'India con 352 milioni di euro per danni ambientali, ma non per questo qualcuno ha pensato di boicottarla.

Così come alcune famose multinazionali sono state investite dallo scandalo dei baby lavoratori, o comunque sono arcinote le vergognose condizioni di lavoro imposte ai lavoratori, ma questo non sembra essere mai interessato a nessuno, visto che nonostante gli scandali, le aziende coinvolte hanno continuato a fare ottimi affari...



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