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mercoledì 28 dicembre 2011
PREMESSA


Monti  ha affidato il Ministero dell'Ambiente a Clini, che come sappiamo bene è un fervente sostenitore del nucleare, degli OGM, nonché del TAV che smembrerà la Val di Susa.


Uno così, più che il "Ministro dell'Ambiente", lo vedremmo bene al "Ministero per le Lobby", che se ufficialmente non esiste, è in realtà ben rappresentato nel Consiglio dei Ministri. Un personaggio come Clini, in questo contesto non può che avere il compito di assicurarsi che tutti i progetti dei "poteri forti" dell'industria vadano a compimento, senza trovare ostacoli nel Ministero che avrebbe la competenza di garantire la tutela ambientale: come accadde quando a ricoprire quel ruolo c'era il verde Pecoraro Scanio: famoso per i suoi "NO", che furono propinati all'opinione pubblica in chiave negativa, nell'ambito di un'operazione di delegittimazione bipartisan: ma il tempo e l'evoluzione dei fatti sembra proprio aver dato ragione al Ministro verde,"l'ultimo Ministro dell'ambiente amico dell'ambiente", che i poteri forti sono riusciti a fare sparire dalla scena, in quanto evidentemente scomodo.  Di seguito, prendiamo spunto dall'intervista che Clini ha rilasciato a "Libero" per fare alcune valutazioni. 


E ricordiamoci che non dobbiamo temere i politici che dicono "NO" alle cosiddette "grandi opere": ma quelli che dicono troppo facilmente "SI", troppe volte infatti, è venuto fuori con il tempo che dietro ai "SI facili" talvolta ci sono tangenti e scambi di favori, unico vero motivo per la quale vengono avallate operazioni che dovrebbero essere fermate. E' facilmente intuibile come pur di portare avanti progetti che catalizzano interessi miliardari, alcune grazie aziende siano disposte a sborsare milioni di mazzette... 


"Clini attacca Pecoraro Scanio : mai migliore complimento!" - Riprendiamo dall' intervista del Ministro dell’Ambiente Clini a Libero:
“In vent’anni da direttore generale dell’Ambiente, Corrado Clini ha visto passare tanti ministri. Il giudizio più tranciante colpisce l’ambientalista Alfonso Pecoraro Scanio, che tentò “di cacciarmi via in tutti i modi”, afferma. “Pecoraro Scanio ha identificato il ministero con il partito, danneggiandolo molto perché lo ha emarginato. L’Ambiente era considerato il dicastero dei Verdi e quindi contava quanto loro”.



Ecco come Pecoraro Scanio trattava i nuclearisti, quelli a favore del Ponte sullo Stretto, della TAV, quelli delle discariche strane, insomma quelli legati a certi poteri.

E tutto questo lo faceva solo per il bene della causa ecologista e dei Verdi. Risulta chiaro dalle livorose parole di Clini. Che rappresenta il massimo di deviazione e asservimento dell’ambientalismo ai grandi poteri industrialisti.

In realtà il ministero dell’Ambiente con Pecoraro Scanio produsse una quantità impressionante di provvedimenti a favore dell’ambiente, superiore a qualsiasi altra gestione.

L’azione coraggiosa e indipendente e verde di Pecoraro contro ogni potere anti-ambiente, produsse per reazione una alleanza dei peggiori poteri anti-natura: gruppi industriali colpiti su inceneritori, discariche e grandi opere inutili, come il Ponte sullo Stretto e la TAV, gruppi politico-malavitosi feriti e minacciati sulla gestione dei rifiuti e degli incendi abusivi, lobbies affaristico-politiche colpite nel portafoglio, petrolieri colpiti con la sottrazione dei fondi CIP6, Clini, Bertolaso e la P3, Casini, la destra affaristica e piduista Berlusconiana. La potente ala affaristica ed industrialista del PD, e tanti altri.

Loro e tutti i mezzi stampa e tv controllati da questa losca alleanza usarono impropriamente la bomba dell’immondizia napoletana, che Alfonso ed i verdi avevano in tutti i modi cercato di prevenire e disinnescare. Gettarono la colpa su Pecoraro Scanio e i verdi, che erano invece del tutto innocenti, e qualche “manina” creò dei casi giudiziari contro il leader verde che si rivelarono poi del tutto privi di fondamento e furono archiviati. Ma solo dopo qualche anno.

Una enorme campagna mediatica si abbatté sui verdi, per escluderli dalla scena politica. Accompagnata dalla “trovata” di Veltroni e Berlusconi di alzare lo sbarramento in Parlamento, per escludere i partiti minori.
La congiura ebbe successo: l’immagine dei Verdi ne uscì ingiustamente incrinata attraverso il loro coraggioso e fin troppo efficace leader. Ed i Verdi uscirono dal Parlamento.

Ma la congiura non si fermò a questo. Infiltrazioni pesanti dei poteri forti nei verdi fecero in modo che lo stesso partito si immobilizzasse e non denunciasse nemmeno il complotto. E non difendesse il proprio leader. Le gestioni dei Verdi da parte di Grazia Francescato e di Angelo Bonelli sono quindi rimaste paralizzate, politicamente bloccate. Sostanzialmente asservite al complotto, che non danneggiava ovviamente solo il leader , ma anche l’immagine dell’unico serio partito ambientalista italiano.

Ma pare che ora una parte importante dei verdi sia decisa ad uscire dall’immobilismo e voglia ritornare a combattere apertamente per la difesa della Natura e della gente dai poteri industrialisti e cementificatori. In questi anni Pecoraro Scanio ha creato e lanciato la Fondazione Univerde, attivissima sui temi della terza Rivoluzione Industriale, la rivoluzione della “green economy”, che potrebbe costituire la base culturale e propulsiva per il nuovo corso.

Con questo governo direttamente dei poteri forti industrialisti, multinazionali e finanziari, c’è n’è veramente bisogno. L’ambiente subirà un uovo pesantissimo attacco, con la scusa dell’emergenza.
Hanno messo Clini all’ambiente, quello che Pecoraro voleva “cacciare via in tutti i modi”, proprio per questo.

staff nocensura.com


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