Invalidi del mondo, venite in Italia: anche se clandestini, gli danno la pensione!!!

Non bastava lo scandalo delle pensioni sociali regalate a stranieri over 65 che non hanno mai lavorato e vissuto nel nostro paese, portato alla luce da l'Espresso: flotte di stranieri che si trasferivano in Italia appositamente per percepire il cospicuo assegno, superiore alle pensioni di molti italiani. Questa volta, mentre viene tagliata quella degli italiani, la pensione è stata concessa a una CLANDESTINA, creando un PERICOLOSO PRECEDENTE: la legge che ha concesso la pensione a questa cittadina  turca clandestina, potrebbe valere per molti altri clandestini, provenienti da tutti le nazioni.


Concesso assegno di invalidità ad una donna turca senza permesso di soggiorno. La donna, dopo una lunga trafila amministrativa, è un'invalidità del 75%, ha vinto la sua battaglia. 

La sua cittadinanza, turca, e la mancanza di un permesso di soggiorno avevano fatto naufragare la sua richiesta di un assegno di invalidita'. Dopo una lunga trafila amministrativa, seguita dal patronato Inca-Cgil di Castelfranco Emilia, nel Modenese, l'Inps le ha riconosciuto il contributo per le menomazioni gia' accertate, in passato, dall'Ausl di Modena.

Protagonista della vicenda una signora turca, 48 anni, residente a Castelfranco Emilia e dal 1993 in Italia con varie occupazioni - bracciante agricola, badante e inserviente in un ristorante - prima di dover abbandonare il lavoro, nel 2007, per seri motivi di salute. Assistita dall'Inca-Cgil - si legge in una nota dello stesso patronato - alla donna viene riconosciuta, nel 2008, la riduzione della capacita' lavorativa al 75% da parte dell'Ausl, ma l'Inps di Modena nega l'assegno a causa della mancanza del permesso di soggiorno. Presentato ricorso nel maggio 2011, il Comitato provinciale dell'Inps accoglie l'istanza, che viene pero' impugnata dal direttore provinciale dell'istituto, sospendendo cosi' l'esecutivita' del provvedimento.
Nei giorni scorsi, scrive ancora il patronato, l'impugnazione presentata innanzi al Comitato nazionale amministratore della gestione interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali dell'Inps viene bocciata, e contestualmente viene data ragione al Comitato provinciale Inps di Modena e all'Inca che chiedeva l'applicazione di diverse sentenze delle Corte Costituzionale succedutesi in materia. Sentenze in cui si rigetta la discriminazione tra cittadini comunitari ed extra in base all'articolo 14 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo. ''La delibera del Comitato Amministratore nazionale Inps - afferma Ciro Spagnulo del Cls-Cgil di Modena - apre dunque la strada all'esito favorevole dei tanti ricorsi presentati dai cittadini non comunitari invalidi, e in stato di bisogno, privi della carta di soggiorno, e auspichiamo anche che ponga termine al contenzioso giudiziario, con sollievo per le tasche dei ricorrenti''.


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