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domenica 20 marzo 2011

Dopo l'avvallo della comunità internazionale, incassato a Parigi dal vertice Europa-Lega Araba, è partita la prima offensiva a Gheddafi: si parla di incursioni aree e dei soliti missili da crociera tomahawk, quelli che gli americani definiscono "intelligenti" dalla "precisione chirurgica", i missili che l'opinione pubblica "accetta" di buon grado, come se non uccidessero in ogni conflitto, migliaia di civili, tra errori umani - forse meno "intelligenti" dei missili, e circostanze varie.

Che la macelleria libica di queste settimane andasse fermata, non c'è alcun dubbio: il sanguinario dittatore libico ha dimostrato ampiamente di essere disposto a fare un'ecatombe pur di riprendere il tanto amato potere: ma da lì a scatenare una guerra, con tanto di bombardamenti, ce ne corre: ovviamente, nelle prossime settimane capiremo quale sarà l'entità dell'intervento militare, e soprattutto, cosa ci guadagneranno i paesi protagonisti, capitanati, alle solite dagli USA: che in Iraq adesso hanno assunto il controllo dei giacimenti petroliferi e contratti per la ricostruzione.


Quello che mi e Vi chiedo, è se questi conflitti fossero veramente  inevitabili. Tralasciamo la questione libica, ancora nella fase iniziale (e speriamo finisca qui) e prendiamo in esame Iraq e Afghanistan. Era davvero necessario muovere una guerra in grande stile, risparmiando migliaia e migliaia di morti? La "diplomazia" non poteva far niente?

Sembra impossibile che non ci fosse margine di trattativa per evitare il conflitto, Saddam Hussein poteva essere messo alle strette, essere costretto all'esilio, se solo ci fosse stata veramente la volontà di evitare la guerra: dopotutto,

Saddam non  avrebbe mai potuto pensare di resistere alla potenza militare statunitense, e aveva dato l'impressione di voler evitare il conflitto, accettando le ispezioni dell'Onu e il disarmo dei missili Al-Samoud poche settimane prima dell'intervento militare.

Perché non costringere Saddam alla resa, evitando la guerra? L'ONU avrebbe preso il controllo della situazione, magari dispiegando i "caschi blu" per garantire la sicurezza e traghettare il paese verso libere elezioni. Una soluzione simile sarebbe stata auspicabile anche con i Talebani, e oggi con Gheddafi.


Ma in quel caso, gli Stati Uniti (e in tono minore i suoi alleati) non avrebbero certo goduto dei "diritti del vincitore", accaparrandosi i "diritti del vincitore", dalle concessioni petrolifere alla ricostruzione....!

Sarebbe stata risparmiata la vita di migliaia di civili,  ma anche quella di moltissimi militari: che sono, ricordiamolo, persone anche loro, magari giovani costretti ad imbracciare un fucile: sono esseri umani e hanno una famiglia anche loro: nonostante nei conflitti non vengono mai considerati: (ovviamente mi riferisco ai militari "nemici")

Sarebbe stata risparmiata la vita a migliaia di giovani militari americani: ragazzi in molti casi arruolati nelle aree depresse degli States, dove la disoccupazione è altissima, e il governo fa man bassa di giovani, che manda a morire lontano da casa: ne parlava il celebre docu-film di Micheal Moore, che mostra i "reclutatori" dell'esercito, avvicinare i giovani, mostrando loro i "benefici" dell'arruolarsi nell'esercito: come se si trattasse di "girare il mondo con uno stipendio ottimo e sicuro". I morti "alleati" in Iraq e Afganistan sono intorno ai cinquemila: per ogni morto, diversi invece rimangono invalidi a vita, spesso gravemente mutilati: (visita il link per il servizio specifico).

Ci saremmo risparmiati scene raccapriccianti: come quelle provenienti dal carcere lager di Abu Ghraib, con detenuti torturati nei modi peggiori che una mente malata può partorire;

Ci saremmo risparmiati di vedere gli effetti del fosforo bianco, che gli Apache americani hanno utilizzato sui quartieri residenziali di Falluja, facendo letteralmente evaporare i cittadini: "donne e bambini", come usano dire i mass media quando vogliono "far colpo".

Ora tocca alla Libia, al popolo libico: già dilaniato da questa guerra civile in essere da qualche settimana, che ha già scatenato oltre diecimila morti...

Siamo all'alba dell'ennesima guerra "di conquista" ? Essendoci il petrolio, non ci sarebbe da meravigliarsi...


Alessandro di nocensura.com

Di seguito, riporto l'interessante commento di Luigi Buselli, da lui pubblicato sul Gruppo:
Ciao Alessandro, concordo pienamente con te. Ma c'è anche di più: la strategia USA di conquista delle risorse e del potere mondiale portata avanti da sempre. Come ha rivelato il generale Wesley Clark, ex comandante supremo della Nato, gli USA stanno procedendo con la sequenza prospettata da Dick Cheney, l’indimenticabile Segretario alla Difesa di Bush: invasione di Afghanistan, Iraq, Libia, Libano, Sudan, Somalia, Siria e infine Iran. Il Nobel per la Pace Barack Obama ha evidentemente aggiornato la lista, dato che dopo l’attentato-bufala del volo Amsterdam-Detroit del Natale 2009, ha immediatamente parlato oltre che di Somalia anche di Yemen (Paesi entro cui, guarda caso, si adagia il Golfo di Aden, passaggio obbligato delle petroliere sulla rotta da e per Suez); e, inoltre, ha aggiunto i bombardamenti sul Pakistan. Non scoppia tutta insieme, va avanti progressivamente, ma questa è la terza guerra mondiale.


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