"La mafia era pronta a fare una strage di Carabinieri, ma ci fu un ripensamento"
“Fate sapere a madre natura che bisogna fermare il Bingo”. Usano codici cifrati i mafiosi stragisti di rito corleonese. Siamo nel biennio di sangue che è iniziato il 12 marzo 1992 con l’omicidio di Salvo Lima. Totò Riina non si ferma, uccide Falcone e Borsellino, sbarca sul Continente con le bombe a Roma, Firenze e Milano. E’ una lunga stagione di sangue che ad un certo punto si deve fermare. Perché lo Stato ha capito. Ed è venuto a patti. Oppure, come sostengono mafiosi trasformatisi in pentiti, è cambiato il potere, al governo ci sono i nuovi, gli amici. Madre natura è Giuseppe Graviano, re di Brancaccio e componente influente della direzione strategica di Cosa Nostra. E’ il 12 gennaio 1994, quando Francesco Tagliavia, boss di Corso dei Mille, durante un processo avvicina suo padre e gli affida un messaggio da trasmettere a Graviano: “Fermate il Bingo” . Le stragi mafiose. Il grande gioco delle bombe dove la mafia siciliana tratta con lo Stato gettando sul piatto morti e t...