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Crisi economica: unica via d’uscita la bancarotta controllata e addio Euro

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Pagheremo perché dobbiamo pagare, però che questo pagamento non sia un pagamento che finisce nel tasche delle  banche  internazionali: che sia invece un pagamento che finisce nelle tasche degli italiani, che dà la possibilità all’ economia  italiana di riprendersi. Perché così, altrimenti, noi nel giro di 6 mesi, 9 mesi, un anno, sicuramente andremo in bancarotta. E da allora sarà ancora più difficile riprenderci. La  manovra  di Tremonti in realtà serve a ben poco. Prima di tutto perché è troppo piccola, 45 miliardi di  euro  non bastano sicuramente a rassicurare i mercati nei confronti di un debito complessivo italiano di 1.800 miliardi di  euro . Il che vuole dire che il debito pubblico  dell’Italia è maggiore della somma del debito di tutti gli altri paesi Pigs, quindi parliamo del Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna. In più questa è una  manovra  che avrà un impatto reale, quindi dal punto di vista proprio delle entrate dello...

Scuola, per l’Ocse siamo agli ultimi posti per la spesa dedicata all’istruzione

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L'ultimo rapporto dell'Ocse sull'educazione scolastica ci regala una fotografia impietosa per il nostro paese: siamo tra i meno istruiti e gli stipendi dei docenti sono tra i più bassi d'Europa. Ci posizioniamo al 29mo posto su 34 paesi europei per quanto riguarda gli investimenti per l'istruzione. L’ultimo rapporto Ocse (l’organismo economico dei maggiori paesi industrializzati), ci regala una fotografia impietosa dello stato della nostra scuola pubblica. Rispetto agli altri paesi europei, siamo tra gli ultimi come che investimenti nell’istruzione. Alla scuola è riservato il 4,8 % del Pil, ben al di sotto della media del 6,1% degli altri paesi Ocse. Peggio di noi investono solo la Slovacchia (4%) e la Repubblica Ceca (4,5%). Siamo al pari con l’Ungheria e la Germania. Ci posizioniamo al 29° posto su 34 Paesi. Tutto ciò ha un riflesso pratico sul grado di istruzione degli italiani. Se la media dei diplomati Ocse è di poco più dell’81%, il bel Paese si attest...

Il sindacato di polizia Coisp: “Lacrimogeni contro la casta”

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In un comunicato sui prezzi stracciati dei ristoranti di camera e Senato, il Coisp scrive che "verrebbe la voglia" di sparare i gas in dotazione contro "certi politici mediocri". Il segretario Maccari: "Parole per attirare l'attenzione", ma gli altri sindacati si dissociano L’annuncio è di quelli da far venire i brividi a qualsiasi democrazia : “Viene voglia di venire sotto  Palazzo Madama  e  Montecitorio  e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione”. A pronunciare queste frasi, non certo pacifiche, non sono stati estremisti violenti o black bloc anti casta. È stato il sindacato di polizia Coisp , “Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia”, un’organizzazione che conta circa settemila aderenti in tutta Italia (e quindi non estremamente rappresentativo). In un comunicato apparso sul sito internet alla vigilia di  Ferragosto , la segreteria nazionale scrive al presidente del Consiglio,  Silvio Berlusconi , e ...

Infarto: anche il capo puo’ farti ammalare

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L’infarto, chissà, potrebbe fartelo venire un capo inadeguato che esercita il proprio potere sul subordinato in maniera ottusa, poco competente o, peggio ancora, prepotentemente; a questo sconsolante risultato sono giunti ricercatori britannici che hanno riportato i dati riscontrati sul sull”European Heart Journal dopo aver sottoposto impiegati di sesso maschile di età compresa fra i 19 ed i 70 anni ad una serie di test che riportavano i loro stili di vita ed i rapporti coi loro superiori. Poiché, purtroppo, ognuno ha il capo che spesso non si merita e quel che certo è che il superiore non è possibile sceglierselo, quando i rapporti si fanno pesanti e conflittuali, il rischio di incorrere in malattie cardiache, appunto infarto in testa, aumenta in una percentuale allarmante che va dal 25 fino al 64% ; se poi il capo viene trasferito o è lo stesso dipendente a passare sotto il controllo di un altro superiore più decente, il rischio si abbassa sensibilmente, tornando a livelli di guard...

I farmaci somministrati ai bambini sono troppi

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I farmaci somministrati, all’anno, ai bambini sono troppi ed inutili. Il problema sembrerebbe molto più sentito nel nostro Paese, rispetto ad altri. Ogni piccolo malore o febbriciattola viene intesa come una patologia seria da curare somministrando il prima possibile una serie di farmaci, tra i quali i più gettonati sono gli antibiotici. Infatti, secondo le statistiche circa il 52% dei bambini italiani assume almeno un antibiotico all’anno, rispetto al 14% dei bambini inglesi. Questi dati provengono dagli studi eseguiti dagli studiosi dell’Istituto Mario Negri di Milano, che denunciano “l’abuso” di farmaci somministrati ai bambini. Tutti questi risultati saranno presentati durante un convegno che si terrà oggi, 9 settembre 2011, proprio all’Istituto. L’evento dal titolo “Uso razionale dei farmaci per i bambini e i loro genitori: un obiettivo dinamico e strategico” servirà per sensibilizzare gli esperti verso il problema. Gli studiosi del Mario Negri è da anni che contribuiscono alla ...

Da Agosto ad oggi 12 morti tra carcere e malagiustizia

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A Paliano (Fr) un collaboratore di giustizia muore in cella e la famiglia non vuole riavere il corpo, a Caltanissetta un giovane da poco arrestato muore per encefalite, a Macerata un 35enne esce dal carcere, scopre di avere una malattia infettiva e si impicca nel bagno dell’Ospedale, a Reggio Calabria una testimone di giustizia rifiuta il “piano di protezione” e si uccide bevendo acido muriatico. Queste sono solo alcune delle vicende raccontate nel dossier “morire di carcere”. Non solo detenuti nel dossier “morire di carcere” di questa estate: da inizio agosto abbiamo registrato 12 decessi, dei quali 10 causati da suicidio e 2 da malattia. Si sono tolti la vita 5 detenuti e 2 persone appena scarcerate, ma anche una “testimone di giustizia”, un condannato in attesa di affidamento ai servizi sociali e la compagna di un carcerato, disperata per il suo arresto. Da inizio anno salgono così a 45 i detenuti suicidi, mentre il numero complesivo dei decessi in carcere arriva a 138. Agrigento, ...

Roma:schizofrenico litiga con madre, interviene polizia e l’uomo muore con 12 costole rotte

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Il fratello: gli sono state rotte 12 costole, lo ha dimostrato l’autopsia. Aveva lesioni al fegato. Una lite tra madre e figlio esce dalle mura domestiche per concludersi con un morto. Era lunedì scorso ma solo ora, con i risultati dell’autopsia in mano, i familiari denunciano. Sostengono che Luigi Marinelli, 49 anni, malato di schizofrenia, invalido civile (con pensione d’infermità), un passato da tossicodipendente, è stato pestato “dalla polizia come Cucchi e Aldrovandi”. Dice il fratello Vittorio: “Quel giorno Luigi era su di giri. Per la prima volta ha alzato le mani su nostra madre, è vero. Ma dico che contro di lui gli agenti hanno usato metodi violenti”. Chiamati a spegnere la lite fra una madre di ottant’anni e un figlio di quasi cinquanta (litigio per soldi: lui aveva speso diecimila euro in tre settimane e ne chiedeva altrettanti, lei rifiutava), quattro poliziotti del commissariato di zona rischiano ora una denuncia per omicidio colposo.