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martedì 13 settembre 2011

Il fratello: gli sono state rotte 12 costole, lo ha dimostrato l’autopsia. Aveva lesioni al fegato. Una lite tra madre e figlio esce dalle mura domestiche per concludersi con un morto.
Era lunedì scorso ma solo ora, con i risultati dell’autopsia in mano, i familiari denunciano. Sostengono che Luigi Marinelli, 49 anni, malato di schizofrenia, invalido civile (con pensione d’infermità), un passato da tossicodipendente, è stato pestato “dalla polizia come Cucchi e Aldrovandi”.
Dice il fratello Vittorio: “Quel giorno Luigi era su di giri. Per la prima volta ha alzato le mani su nostra madre, è vero. Ma dico che contro di lui gli agenti hanno usato metodi violenti”. Chiamati a spegnere la lite fra una madre di ottant’anni e un figlio di quasi cinquanta (litigio per soldi: lui aveva speso diecimila euro in tre settimane e ne chiedeva altrettanti, lei rifiutava), quattro poliziotti del commissariato di zona rischiano ora una denuncia per omicidio colposo.
Vittorio Marinelli, avvocato civilista, uno dei fratelli della vittima, quel lunedì c’era. Arrivato a discussione già iniziata. Quando sua madre aveva telefonato al 113 per evitare il peggio e gli agenti erano in salotto. “Due volanti, in casa c’erano tre poliziotti parlavano con mio fratello tranquillamente. Cercavano di farlo ragionare. Ho apprezzato. Gli dicevano: “Ma come, noi guadagniamo 1.300 euro al mese e tu ne butti via diecimila in pochi giorni?”
Ma poi, quando Luigi ha detto di voler uscire di casa, con in mano l’assegno che a quel punto mia madre gli aveva firmato, loro lo hanno bloccato. Sono arrivati i rinforzi. È subentrato un quarto agente dai modi bruschi. Lo hanno ammanettato con la forza spingendogli il viso contro la porta. Lui era cianotico: “Toglietegli le manette”, gli abbiamo detto, ma non si trovavano le chiavi e il tempo passava. Mio fratello stava soffocando”.
La procura ha aperto un fascicolo, ma sarà la consulenza medica a stabilire le eventuali responsabilità. Intanto l’esito dell’autopsia, secondo il legale di famiglia, Antonio Paparo, parla di dodici costole toraciche rotte. Grossolano tentativo di rianimazione? Possibile, filtra dalla procura. “Chiedevano: “Come si fa?, come facciamo?”, racconta Marinelli. In attesa dei risultati della perizia madre e fratello dell’uomo sono stati già ascoltati dal pm Luca Tescaroli. Ma il legale Paparo, dice che il verbale dell’autopsia è già di per se sufficiente: “È stato picchiato e qui c’è il referto. Lesioni al fegato e un’emorragia interna. Marinelli è stato pestato”.

fonte: Corriere della Sera





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