lunedì 23 maggio 2016

DENARO E LIBERTA’


di Juan Manuel Prada
In un passaggio particolarmente luminoso della sua opera, lo scrittore Leonardo Castellani, collega direttamente l’ossessione della libertà, propria della nostra epoca, con l’egemonia raggiunta dalle forze economiche senza controllo.  Il grande scrittore argentino segnala che questa ossessione per la libertà avrebbe potuto mantenere le masse imbrigliate come scimmie che si contendono in una gabbia una damigiana di vino, mentre il Denaro (la grande Finanza) si dedicava, a piccoli passi, a gestirsi i propri affari a modo autonomo, operando in forma discreta, senza vigilanza nè restrizioni.
Castellani in definitiva ci propone la tesi per cui  tutta questa sagra di diritti e libertà che assaporiamo come se fossero delle golosità non sarebbero altro che delle esche che il denaro ci lancia per mantenere le masse  distratte, come si gettano le carrube ai maiali, mentre il Denaro (la grande Finanza sovranazionale) si concentrava e si moltiplicava in alcune poche mani, mentre circolava liberamente con destinazione ai paradisi fiscali, nel contempo si assicurava la sua intangibilità (e impunità) attraverso trattati e marchingegni giuridici.
Si tratta di una tesi straordinariamente suggestiva. Se gettiamo la vista all’indietro, scopriremo che la “spiritualizzazione” del Denaro (questo è il momento in cui tralascia di essere un simbolo che rappresenta il valore dei beni, per trasformarsi in una nebbia delle finanze, scollegata dai beni che in principio rappresentava) coincide con il tempo e con il tramonto delle libertà come mezzo concreto per ottenere un finalità concreta,  con la sua sostituzione per mezzo di una libertà astratta che è una libertà fine a se stessa e che infiamma le masse con idee utopistiche, imbrigliandole in una splendida e demogresca rappresentazione falsata. Le libertà antiche erano collegate concretamente ai lavori svolti della gentealla terra che offriva il sostentamento, alla difesa delle proprie famiglie ed alle loro forme di vita.
La libertà astratta ha riempito la gente di idee stupide ed esaltanti che, a volte gli impedivano di mantenere i piedi per terra (obbligandoli ad abbandonare il proprio lavoro, la propria terra e la propria famiglia), li insuperbivano di tale modo che mai più ritornavano ad elevare la vista al cielo, visto che la loro unica religione, a partire da allora, era costituita dalle stesse successive richieste che la libertà astratta gli forniva, assorti nei loro disdicevoli ideali utopistici, il Denaro si era dedicato a completare la spoliazione, ben sapendo che il suo latrocinio sarebbe passato inosservato; per quanto, se in qualche occasione tale latrocinii risultavano troppo ostentati, il Denaro ha auspicato nuove Dichiarazioni Universali di diritti e nuove libertà o ha ampliato già quelle esistenti, di tale modo che la golosità delle pseudo conquiste che la sua egemonia garantiva, acquistasse una maggiore varietà fino a trasformarsi in un fantasioso negozio di dolcetti.
Così che il Denaro si è inventato un modo fantasmagorico di riproduzine che gli ha permesso di moltiplicarsi in foma esponenziale, mediante mega speculazioni borsistiche e sistemi bancari di riserva frazionaria. Con la particolararità che, ogni volta che il denaro fantasmagorico voleva tramutarsi in denaro fisico, doveva saccheggiare i beni reali, dissanguando la povera gente che neppure si rendeva conto del latrocinio, perchè continuavano ad essere nella loro gabbia, litigandosi fra loro come scimmie.
Il Denaro si è inventato anche l’abuso della persona giuridica e il principio della responsabilità limitata, che annullava i concetti tradizionali di proprietà e di società. Concetti che erano una volta collegati indissolubilmente alla responsabilità personale dei suoi titolari, mentre il Denaro ha determinato la trasformazione della proprietà in un entità con vita propria che, mentre si accresce, ripartisce gli utili ma, quando viene dichiarata in fallimento, lascia in salvo il patrimonio dei suoi titolari.
Il Denaro alla fine si è inventto la libertà di circolazione dei capitali, che gli permetteva – ogni qual volta doveva dare cinicamente lezioni di patriottismo alle scimmiette in gabbia – di abbandonare come i ratti la nave che si andava affondando, di sfuggire alla vigilanza del fisco, imboscarsi dietro presta nome, crearesocietà offshore nei paradisi fiscali, fondersi in una nebbia di società finanziarie impercettibili.
E tutto questo mentre le scimmiette nella gabbia chiedevano, con acuti squittii, più libertà di espressione, o più diritti di facciata. Il Denaro, nello stesso modo in cui in altri tempi gli aveva concesso giornali patinati (che lui stesso finanziava), diritti per coppie gay e aborto alla rinfusa (che permetteva di pagare salari miserabili ( vista la minore prole e le minori spinte a lottare per un salario dignitoso), oggi ci concede Twitter e cambio di sesso in modo da far sfogare le scimmiette con la piazza virtuale (che il Denaro ha accettato molto bene come si aderisce ad una giardino di infanzia) e tutti si rifocillano senza pericolo di moltiplicarsi.
Questo perchè l‘unica moltiplicazione che il Denaro vede di buon occhio è la propria; alle scimmiette rimarrà sempre la consolazione di ubriacarsi di libertà.
Fonte: Finanzas.com
Traduzione: Luciano Lago


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