venerdì 3 aprile 2015

Le "bacchettate" sulle mani a scuola erano un valido metodo educativo?



A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Ho pubblicato il video riportato sopra sul mio profilo Facebook, con il seguente commento: "Cosa fa con quella bacchetta e con fare minaccioso il professore??? Se la cacci dove non batte il sole! Per quanto mi riguarda, sto con lo studente." scatenando un putiferio di commenti e polemiche.

Mi è passato dinnanzi sulla home, e lo ho condiviso con 'leggerezza', senza pensare che ne sarebbe derivato un acceso dibattito, ma visto l'interesse suscitato dall'argomento, ho deciso di scrivere alcune riflessioni. Se volete leggere i commenti al post, o partecipare alla discussione su Facebook, cliccate qui. Dite la vostra.

Come ho scritto nei commenti al post, probabilmente ho sbagliato a dire che ha ragione lo studente;  e con questa affermazione non intendo fare 'marcia indietro' o rimangiarmi il commento, scritto emotivamente, dopo aver guardato il video. Assolutamente. Tuttavia riflettendoci riconosco che, come hanno osservato alcuni commentatori, non ha ragione ne il docente, ne l'alunno che risponde spintonandolo. Mi spiego meglio di seguito.

Personalmente ritengo sbagliato e inaccettabile che un docente si rivolga in quel modo ad un alunno, con la bacchetta a mo' di bastone, con fare minaccioso, e cercando lo scontro fisico, visto che si avvicina a lui. "gli va sul muso" come si dice in Toscana.

L'alunno non colpisce per primo, l'alunno si difende e allontana il docente, che non contento, torna alla carica.

L'educazione non si insegna a bacchettate. Ci sono le classiche 'note da far leggere ai genitori', i 'rapporti sul registro di classe', poi le sospensioni e la bocciatura.
Ripetere un anno fa più male di una bacchettata... che è inammissibile. La violenza non insegna niente. NIENTE!

Punire con pene corporali uno studente, significa sdoganare il concetto che chi sbaglia può essere percosso.

Ma scherziamo? Nel passato quando venivano usati questi "metodi educativi" infatti c'erano più risse, i genitori frequentemente picchiavano i figli, i quali "imparavano" che gli errori si pagano a suon di botte, con tutto quello che questo comporta anche a livello di società. Oltre al fatto che se la maggioranza dei genitori si limitavano nel percuotere, c'era una minoranza che eccedeva, traumatizzando il ragazzo. Anche per questo è giusto che le botte non siano considerate un metodo educativo.

Una ragazza ha commentato con le seguenti parole, che rappresentano il pensiero di molti:
quella bacchetta ha tirato su generazioni e generazioni di ragazzi educati e rispettosi, se si continuasse ad usarla le cose continuerebbero ad andare bene , invece...vediamo in che mondo viviamo. io sto col prof.
a questa riflessione, personalmente ho risposto così:
sicuramente prima c'era maggiore educazione, ma certo non dipende dalle bacchettate. Anzi sdoganare la violenza quale metodo educativo o punitivo ha generato dei MOSTRI. Le mani stiano in tasca. Un docente e un genitore hanno altri metodi a disposizione. Poi se ci sono situazioni particolari... ma non questa. Quel professore con quell'atteggiamento non insegna ne educa un bel niente.
E' vero che dalle "bacchettate sulle mani" dei decenni scorsi, oggi il sistema educativo è diventato 'eccessivo' nella direzione opposta, con i docenti che devono stare fin troppo attenti anche nel "pesare" le parole che pronunciano.

E' verissimo anche il fatto che i genitori di oggi sono troppo indulgenti con i propri figli, e spesso ne assumono le difese anche quando sbagliano, educandolo nel peggiore dei modi. Ma la soluzione non sono certo le bacchettate e le pene corporali.


La società negli ultimi decenni è profondamente cambiata, e da molti punti di vista c'è stato un peggioramento.

Tra i giovani è aumentato l'uso di droghe; a livello sessuale dall'emancipazione siamo arrivati al punto che fare sesso con il primo che capita è diventato "normale", etc. le cose sono profondamente cambiate, e pensare che i problemi educativi di oggi derivino dall'abolizione delle pene corporali è assurdo e destituito di fondamento. 

Ormai, per fortuna, certi metodi educativi sono relegati al terzo mondo: solo in questi paesi vengono ancora utilizzate pene corporali. In occidente almeno su questo, c'è stato progresso. E ci sono stati effetti positivi sulla società.

Si parla tanto di "bullismo", ma in realtà questo fenomeno è diminuito sensibilmente. Prima non se ne parlava affatto. E anche le risse fra giovani, sono diminuite rispetto al passato.

Personalmente, ho iniziato il percorso scolastico nel 1986 (o nel 1987, non ricordo a memoria, ma non è rilevante ai fini del ragionamento che voglio proporre) in quegli anni, i nuovi alunni venivano accolti, in particolare alle scuole medie, con la "pattonata" (dalle mie parti si dice così) ovvero uno "scapaccione" inferto sulla nuca o sulla testa, utilizzando uno o più diari scolastici. Inoltre ai "primaioli" alle medie veniva imposto di pagare il panino.

Normalmente era una goliardata, ma non mancava mai il bullo che esagerava, utilizzava 3-4 diari sovrapposti per dare il "pattone" e percuoteva piuttosto forte, facendo piangere qualche ragazzino. L'anno successivo coloro che avevano subito la "pattonata" l'anno precedente, la imponevano ai nuovi studenti, e così via.

Nelle scuole gli episodi di bullismo, più o meno gravi, o di studenti che arrivano alle mani, fino alle "risse", erano sicuramente molto più frequenti. E ovviamente non solo a scuola: anche fuori, nei luoghi di aggregazione, nelle discoteche. Negli anni 90' erano molto frequenti le risse, spesso tra gruppi di paesi vicini, tra i quali c'era rivalità. Anche il "campanilismo" era più accentuato.

Ricordo che negli anni '90 i ragazzi più grandi mi raccontavano che negli anni '80, quando erano ragazzini loro, le risse erano più frequenti rispetto a quel periodo, metà anni 90. E oggi sono meno rispetto agli anni 90, anche se questo trend positivo di diminuzione delle risse, si sta interrompendo, ma c'è da dire che spesso le risse di oggi coinvolgono stranieri, provenienti da paesi culturalmente meno evoluti del nostro. Dove i sistemi educativi prevedono anche le pene corporali...


Alessandro Raffa per nocensura.com


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