domenica 15 febbraio 2015

Renzi dichiara guerra, ma gli sbarchi dalla Libia proseguono!

Un kamikaze dell'ISIS e la sua esplosione.
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Dalla pagina FB ISIS: il califfato degli orrori - news e approfondimenti

Dopo mesi e mesi di indifferenza circa le sorti della Libia, stante l'avanzata jihadista, ora che la nazione è praticamente in mano agli islamisti (almeno per 2/3 del territorio) che minacciano di lanciare missili sulla Sicilia (ottima notizia per gli americani, che si sono visti bocciare dal TAR di Palermo il MUOS, e che ora sarà proposto come strumento di difesa eccezionale, per la Sicilia, l'Italia e l'Europa) Renzi e la sua cricca minacciano #ISIS di fargli la guerra; nello stesso istante, a largo di Lampedusa vengono avvistate ben 12 imbarcazioni di migranti! In mezzo ai quali, secondo gli intelligence di mezzo mondo, potrebbero infiltrarsi dei jihadisti, magari votati al martirio. #Renzi sta cadendo così in basso che siamo costretti, con sommo imbarazzo, a dare ragione a #Brunetta quando afferma che "Renzi è un irresponsabile" e che "le guerre non si dichiarano sui giornali".

La verità è che ISIS può mettere l'Europa a ferro e fuoco quando vuole. Cellule composte da poche persone, che fanno una vita apparentemente normale, non sono controllabili. La verità è questa.

In Siria ed in Iraq il ricorso ad attentati kamikaze non è una eccezione, bensì una regola. Chi si informa e chi legge i post degli jihadisti su Twitter (provate a vedere #AmessagefromISIStoUS e altre chiavi di ricerca, meglio se in arabo) sa bene quanto siano DECINE e DECINE gli aspiranti martiri, convinti di essere accolti in Paradiso da flotte di vergini, ma anche e forse sopratutto rincuorati dal fatto che il loro martirio consentirà alla sua famiglia di vivere dignitosamente per generazioni. Le famiglie degli attentatori suicidi ricevono premi, in base ai risultati dell'attentato kamikaze; stima e gratitudine dai vertici islamisti, e sopratutto un bel vitalizio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito anche ad attacchi kamikaze da parte di BAMBINI, anche 12 enni, che si sono scagliati contro basi nemiche alla guida di camion o auto imbottite di tritolo.



Non fanno ricorso ai kamikaze solo in casi eccezionali, ma bensì è molto frequente, anche per obiettivi che possono sembrare marginali. Per esempio per conquistare la base siriana vicina a Raqqa, che era ormai isolata con dentro una ventina di militari, essendo circondata da jihadisti, è stata assaltata con le autobomba, in modo da aprire varchi, colpire la struttura, e costringere alla resa i soldati, che furono decapitati ed esibiti nella piazza di Raqqa, le teste furono appese ad una cancellata, le foto dell'orrore, tra cui quelle di un bambino che mostrava ridendo una testa mozzata, fecero il giro del mondo.

Oltre agli infiltrati, ovviamente, ci sono gli estremisti autoctoni, spesso immigrati di seconda o terza generazione. Le migliaia di "foreign fighters" che dall'Europa si sono recati a combattere in Siria, spesso a costo della vita, non avrebbero remore nel colpire in Europa su preciso imput.

Un articolo de "Il Corriere della Sera" pubblicato a Gennaio, evidenzia come siano in aumento gli attacchi kamikaze nel mondo. Nel 2014 sono stati ben 592, e hanno provocato 4.400 vittime!

Credete che sia difficile per questa organizzazione terroristica che ha conquistato praticamente 3 nazioni (#Siria #Iraq #Libia) e dispone di miliardi di dollari (e di finanziatori occulti... nemmeno troppo) colpire in Italia o in Europa?

Basterebbero non molti, diciamo 10 attacchi kamikaze, forse anche meno, e l'Europa sprofonderebbe nel terrore. La gente avrebbe paura ad uscire di casa, ad usare i mezzi pubblici, a frequentare luoghi affollati. SAREBBE IL CAOS.

IN UN CONTESTO IN QUESTO MODO, I FLUSSI MIGRATORI PROVENIENTI DA CERTI PAESI DEVONO ESSERE, SE NON INTERROTTI, QUANTOMENO BEN CONTROLLATI, ma abbiamo l'impressione che questo non accada. Speriamo di sbagliarci.

ISIS: il califfato degli orrori - news e approfondimenti

PS: Senza considerare le strane connessioni con i servizi segreti occidentali e "arabi moderati", cosa sulla quale ci sarebbe molto da dire.




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