lunedì 9 febbraio 2015

La clamorosa truffa del pellet (e non solo) DOSSIER


A cura di nocensura.com

La vicenda raccontata dalla Iene relativa al "truffatore del pellet" Fabio Ballerino (vedi il servizio) che ha frodato 1.400 famiglie convincendole a pagare in anticipo (a partire dalla primavera 2014) la fornitura di pellet che sarebbe avvenuta ad Ottobre, ha suscitato grande scalpore e indignazione.

Questo giovane, con grande spudoratezza, ha messo in piedi una vera e propria truffa, riuscendo a far sparire, pare, oltre un milione di euro. Ha pianificato e perpetrato la truffa con grande cura.

Una precisazione: quando è andato in onda il servizio delle Iene, il 5 Febbraio, Fabio Ballerino era già agli arresti. E' stato tradotto in carcere dalle fiamme gialle il 23 Gennaio. Il servizio delle Iene ovviamente è stato girato prima che finisse in cella, ma è stato trasmesso in seguito, e nel frattempo la giustizia ha fatto il suo corso. Le porte del carcere si sono aperte per l'accusa di bancarotta fraudolenta.

Ma il "bello" è che Fabio Ballerino non è ne l'unico, ne il primo ad avere orchestrato una truffa a danno di persone interessate ad acquistare pellet. E certamente, non sarà l'ultimo. Il fatto che questo venga sovente ordinato (e pagato, almeno in parte, a garanzia dell'ordine) molti mesi prima della stagione, come vedremo, rende il mercato del pellet appetibile ai truffatori. Se la consegna fosse istantanea infatti, la truffa emergerebbe dopo poche settimane.

Il fatto che il settore sia particolarmente esposto a raggiri danneggia le aziende serie del settore, rendendo diffidenti i clienti. La necessità dei venditori di raccogliere caparre è comprensibile, in quanto la disdetta improvvisa provocherebbe non pochi problemi e perdite economiche.

Molte famiglie utilizzatrici di pellet, un po' in tutta Italia, ed in particolar modo al nord, sono state vittime di truffe; pertanto abbiamo deciso di redigere questo articolo, che ci auguriamo sia più chiaro ed esauriente possibile, al fine di mettere in guardia gli acquirenti. Siate prudenti, e non lasciate le cose alla fiducia. Non fatevi ammaliare da prezzi scontatissimi, che in questo settore sono assolutamente improbabili.

Nel mercato del pellet il ricarico dei venditori è molto basso, ed i prezzi praticati - che variano in base alla qualità del prodotto - oscillano dai 3,70 ai 5 euro per un sacchetto da 15kg di pellet. Il truffatore - nel caso in oggetto il Ballerino, ma non solo lui - lo proponeva a soli 3,00€ a sacchetto, proponendo un minimo d'ordine di 2 bancali, pari a circa 150 sacchetti da 15kg, ed esigeva un anticipo del 30% del valore dell'ordine a titolo di caparra. La sua idea era fin dall'inizio quella di raccoglierne un numero maggiore possibile e poi sparire. Ma non contento degli oltre 1.400 acconti ricevuti, quando la data di consegna stabilita si avvicinava, chiamava i clienti intimando  loro di saldare il contratto prima della consegna, minacciando la perdita della caparra qualora non lo avessero fatto. Molti hanno abboccato, qualcuno invece ha iniziato a sentire puzza di bruciato e - anche grazie al forum citato in seguito - hanno rifiutato di anticipare ulteriori somme. Ballerino esigeva il saldo anticipato nonostante sul contratto stipulato e nelle email fosse chiaramente indicato che il saldo sarebbe stato effettuato alla consegna. Tuttavia molte persone in buona fede, per evitare storie, intimoriti anche dalla possibilità prospettata loro di perdere l'anticipo versato, hanno corrisposto anche il restante 70% del valore della fornitura promessa. Che ovviamente, non arriverà mai.

La truffa è stata agevolata dalla prassi comune di molte famiglie che si scaldano con il pellet di ordinare la merce a primavera, quando le quotazioni di mercato sono più basse. E' molto frequente anche la richiesta di acconti, anche da parte di aziende serie, che temono la disdetta da parte del cliente, o peggio di spedire la merce invano (il trasporto è molto oneroso, essendo quintali di merce)

E questi aspetti hanno facilitato il modus operandi di Ballerino, consentendogli di incassare somme che variano dai 250€ ai 10.000€ per almeno cinque mesi prima che la truffa emergesse.

Ma abbiamo scoperto, che i gestori di un noto forum dedicato alle stufe a pellet avessero sentito "puzzo di bruciato" praticamente sin da subito: l'offerta di Ballerino non li convinceva, e palesando dubbi hanno salvato dalla truffa centinaia di cybernauti che frequentano il forum, o che lo hanno scoperto cercando informazioni sulla "Tuttopellet" di Fabio Ballerino. Purtroppo molti lo hanno scoperto solo mesi dopo aver versato l'acconto e talvolta anche il saldo. Hanno cercato informazioni sull'azienda solo quando hanno iniziato a sospettare di essere vittime di una truffa.

Come fanno notare sul forum a più riprese alcuni esperti utilizzatori del pellet, erano diverse le "avvisaglie" che potesse trattarsi di una truffa: ne riassumiamo alcune:
  1.  Il prezzo del pellet molto basso, troppo basso, in relazione alla qualità promessa. Un prezzo così basso, che non sarebbe riuscito ad ottenere nemmeno l'azienda stessa, se avesse realmente ordinato le quantità prenotate. Figuriamoci come avrebbe potuto guadagnarci sopra!
  2. Le aziende del pellet difficilmente possono permettersi campagne pubblicitarie in grande stile, senza badare a spese, come aveva imbastito il Ballerino. Aveva inserito inserzioni pubblicitarie anche sulle pagine delle edizioni piemontesi di noti quotidiani nazionali, e persino su riviste delle forze dell'ordine. Si pubblicizzava nelle radio, con pubbliche affissioni e infine sul web. 
  3. Per gestire la grande mole di contatti che riceveva, aveva assunto addirittura 3 o 4 segretarie. Un vero e proprio call center, per soddisfare i numerosi clienti attratti dalla truffa. Sapendo che il ricarico del venditore su ogni confezione di pellet è molto basso, poche decine di centesimi (guadagnano sulla quantità) quanti ne avrebbe dovuti vendere solo per pagare gli stipendi delle commesse? Senza considerare il fatto che, vendendo a prezzi bassissimi, il suo potenziale guadagno sarebbe stato persino più basso!
  4. Molti utenti raccomandano di vedere la merce ed i magazzini prima di effettuare un ordine; solitamente chi vende pellet dispone di ampi capannoni con i bancali in giacenza. L'attività di Ballerino invece era organizzata in un piccolo ufficio, dove era presente un solo bancale di pellet. Vedere il magazzino può essere una garanzia maggiore, ma certo non esclude i rischi; poche settimane fa un'altra azienda del pellet è finita nei guai, sempre nel torinese, dopo che ha interrotto le consegne del materiale ordinato. Un caso comunque molto diverso da quello di Ballerino, che non ha mai consegnato nemmeno un bancale delle centinaia ordinati e pagati.
  5. Gli esperti acquirenti di pellet del forum suggeriscono di verificare da quanto tempo esiste l'azienda alla quale si intende ordinare la merce. Un'azienda che opera da anni nel settore garantisce maggiore affidabilità. E' brutto da dirsi, sembra di fare un torto ai nuovi imprenditori onesti che cercano di entrare sul mercato, ma dal punto di vista del cliente un'azienda consolidata, che gode di buona reputazione, ispira certamente maggiore fiducia di un'azienda sorta da un mese e che nessuno conosce.
  6. Nel caso specifico del pellet, il forum in questione può essere molto utile: http://stufapellet.forumcommunity.net lo staff del forum ha "schedato" e recensito numerosi venditori, che hanno a disposizione uno spazio dedicato sul forum. E' gestito da utilizzatori di stufe a pellet, e non da venditori, pertanto le recensioni degli utenti che frequentano assuidamente il forum sono imparziali e attendibili: il loro scopo non è quello di pubblicizzare un prodotto rispetto ad un altro, ma quello di valutare stufe e combustibile e di discutere circa tutte le questioni collegate, dalla manutenzione all'acquisto. Unico suggerimento per fruire del forum: a margine di ogni post vi è indicato l'autore. Nella scheda sono riportate alcune informazioni, tra cui il numero dei post pubblicati dall'utente, se è moderatore o amministratore del forum, da quanto tempo lo frequenta, etc. Siate prudenti con i nuovi utenti, autori di pochissimi post, che potrebbero essere "fake" creati ad hoc per commentare favorevolmente una questione. I post inseriti dagli assidui frequentatori e dello staff invece sono utili e attendibili, stando a quanto emerge dall'analisi della discussione sul caso Tuttopellet.
Ma la cosa più grave, che emerge leggendo i post della discussione del forum dedicata all'azienda di Fabio Ballerino, è che la giustizia in questi casi è inadeguata, inefficace, e questo finisce inevitabilmente per agevolare i truffatori di turno, che rischiano oltretutto condanne molto miti, da 6 mesi a 3 anni, il che significa che non fanno nemmeno un giorno di galera. Se i giudici hanno disposto la misura cautelare per Fabio Ballerino infatti, è per l'accusa di "bancarotta fraudolenta", reato per il quale la reclusione arriva a 10 anni, e non per le molteplici truffe commesse.

Molti clienti avevano iniziato a capire di essere stati truffati, prima che scadesse il termine fissato per la consegna. Già a Settembre erano emersi particolari che delineavano che "qualcosa non tornasse", e alcuni clienti hanno iniziato a rivolgersi alle forze dell'ordine. Stando alle testimonianze riportate sul forum, si sono visti rispondere di "aspettare la data di consegna", e sporgere denuncia qualora non fossero mantenuti gli accordi. Man mano che la data di consegna si avvicinava, era sempre più evidente che si trattava di una truffa, e il numero di persone che si sono rivolte alle forze dell'ordine, anche su suggerimento del forum, è aumentato. Pare che le forze dell'ordine abbiano fatto visita al negozio più volte, ma gli esiti di queste non sono dati sapere. Fatto sta che Fabio Ballerino ha continuato a truffare ignari clienti fino a quando la questione non è finita in TV, dopodiché ha chiuso i battenti e ha fatto perdere le sue tracce. La prima trasmissione televisiva ad occuparsi del caso è stata Raitre. 

Leggendo i post sul forum, viene da chiedersi perché non sia stato fermato prima, e viene da pensare che se la giustizia fosse stata un po' più efficace, sarebbe stato possibile interrompere la truffa come minimo un mese prima.

Con questo non vogliamo accusare ne la magistratura, ne le forze dell'ordine, bensì la legge in questione, che deve essere rivista, fornendo agli inquirenti e alla magistratura i mezzi per intervenire tempestivamente. 

Per la legge italiana per concretizzarsi la truffa, è necessario che il contratto stabilito non venga rispettato, e che questo sia stato stipulato grazie ad artifizi o raggiri. Fino a quando non sono saltate le consegne stabilite (che Ballerino aveva stabilito per centinaia di clienti nella data del 13 Ottobre, alimentando ulteriormente i sospetti, e poi l'ha rimandata alla fine del mese, prendendo ulteriore tempo per truffare altre persone) nessuno poteva intervenire, perché il reato non si configurava. 

Se io e te stipuliamo un contratto valido giuridicamente che stabilisce che io ti fornirò un determinato bene e/o servizio in data 30 Ottobre, fino a quando non scade tale termine non puoi accusarmi di averti truffato. Anche perché il Ballerino aveva un'azienda ed esercitava legalmente l'attività di vendita pellet.

Tuttavia nel caso specifico, viene da pensare che se fosse stata avviata una rapida indagine, come speravano gli utenti del forum, l'intento truffaldino di Ballerino sarebbe probabilmente emerso. La sua non era un'azienda del settore che ad un certo punto ha smesso di spedire la merce ordinata. La sua era una truffa ben orchestrata, ma scopribile. Vediamo come:

E' accertato che Ballerino avesse firmato un precontratto con un corriere, per consegnare la merce. Questo inizialmente aveva rassicurato i clienti, che avevano chiesto conferma al corriere degli accordi in essere. Accordi che poi sono saltati, non c'è stata nessuna consegna. Ballerino aveva inoltre chiesto alcuni preventivi a grossisti di pellet.

Agli inquirenti che gli hanno chiesto lumi circa il suo operato, avrà risposto che sta raccogliendo i soldi per poi acquistare il pellet prevenduto, mostrando vari preventivi.

Ma il prezzo di vendita proposto era talmente basso, che sarebbe stato impossibile per lui approvigionarsi ad un prezzo compatibile con quello promesso, oltretutto con consegna gratuita in tutta Italia, quando far viaggiare un bancale di una tonnellata ha un costo di oltre 500 euro, per una tratta di 600km. 

Questo poteva "inchiodare" Fabio Ballerino. Inoltre, i soldi raccolti: erano ancora tutti sul conto corrente dove erano stati versati? Oppure aveva iniziato a movimentarli per farli sparire? E in tal caso, "dove sono stati messi i soldi che ha incassato, signor Ballerino? Se ha pagato un fornitore, lo dimostri. Altrimenti dica dove sono.". 

Probabilmente se alle segnalazioni degli utenti del forum fosse seguita un'inchiesta-lampo, sarebbe stato possibile interrompere la truffa anticipatamente. E magari recuperare almeno una parte del bottino. Pare che gli abbiano trovato su vari conti correnti circa 30.000€ inoltre avrebbe acquistato un'abitazione che è stata pignorata. Forse sarà pignorata anche l'Audi con la quale va in giro, ma in ogni caso si parla di una minima parte dei soldi che ha fatto sparire. E che probabilmente, non emergeranno mai più. Ci auguriamo che non sia così, ma siamo pessimisti.

Purtroppo la legge italiana spesso risulta lenta, macchinosa, schematica e rigida, inadeguata a fronteggiare con prontezza certe situazioni. Leggi che dovrebbero essere riviste, alla luce delle "bug" evidenziate, per porre rimedio e mettere i tutori della legge in grado di intervenire tempestivamente. 

Inoltre le condanne previste per il reato di truffa, devono essere inasprite. La condanna prevista attualmente, da 6 mesi a 3 anni, può essere adeguata per punire un piccolo truffatore, uno che ti vende un mattone al posto dell'iphone all'autogrill (anche se chi acquista un iphone in autogrill, da individui ignoti e poco rassicuranti, merita quasi di essere frodato...) ma è assolutamente inadeguata a punire l'autore di una truffa come quelle del pellet. Persone che, come Fabio Ballerino, hanno pianificato accuratamente una truffa, per poi consegnarsi nelle mani della giustizia, consapevoli che se la caveranno nel peggiore dei casi con pochissimo carcere. A questo proposito leggetevi l'articolo In galera? Non ci si finisce più di Bruno Tinti su Il Fatto. Articolo datato 29 Dicembre 2011 ma ancora attualissimo, che illustra i vari sconti e benefici di pena previsti nell'ordinamento italiano. Un ordinamento dove un giovane trovato in possesso di un po' di erba o di una piantina finisce dietro le sbarre, mentre un individuo che truffa 1.400 famiglie ricavandone oltre un milione di euro non va in galera. La condanna massima prevista per truffa è di 3 anni, e se il reo è incensurato, non fa nemmeno un giorno di prigione.

Come sorprenderci se in questa società "banconotocentrica", qualche individuo privo di scrupoli e di dignità decide di rovinare delle famiglie, realizzando guadagni che non realizzerebbe nemmeno lavorando 10 anni (in un periodo che di lavoro ce n'è poco) sapendo che dopo pochi anni sarà libero di godersi il tesoretto sottratto?

Vicende come questa, vi assicuro, accadono solo in Italia. In un altro paese europeo il Ballerino lo avrebbero fatto ballare davvero, se non avesse restituito immediatamente fino all'ultimo centesimo. Non sarebbe stato tranquillo a lavorare al bar che si vanta di avere acquistato con le cifre estorte ai clienti e intestato ad un prestanome (questo è ciò che afferma lui nel servizio de Le Iene)

Un sistema come questo NON SOLO è terreno fertile per i ladri, i truffatori, per personaggi senza dignità, senza etica, la spazzatura della società: ma oltretutto DANNEGGIA le persone oneste, che lavorano con impegno e sacrificio e che con le loro tasse mandano avanti questo beeep di paese! Dopo le numerose truffe del pellet registrate fin qui, molti giustamente saranno molto diffidenti. Se non vogliono versare caparre c'è da capirli. E questo danneggerà le aziende oneste, che senza raccogliere caparre dureranno fatica a loro volta, a ordinare e pagare la merce al grossista.

E' mai possibile e accettabile che un Ballerino qualsiasi faccia passare l'inverno al freddo a 1.400 famiglie - perché molte delle famiglie truffate non hanno i soldi per acquistare altro pellet, che è largamente utilizzato proprio dalle famiglie a basso reddito - e che se la cavi con poco?!?  Noi crediamo di NO!

Sono anni e anni che ci scandalizziamo per reati anche gravi che restano impuniti... "ballerini" della situazione che talvolta hanno messo in ginocchio intere famiglie. NON SOLO PELLET: ci sono anche altri settori particolarmente a rischio frodi. Casi di persone che affidano i propri risparmi a brooker che poi spariscono nel nulla con la cassa, assicurazioni, investimanti di varia natura sono settori MOLTO ESPOSTI al rischio di frodi. 

Qualche tempo fa un'altra truffa che ha coinvolto migliaia di italiani è quella del sito italia-programmi.net che intimava il pagamento di servizi prospettando cause legali agli insolventi. Poi la truffa delle cartoline con richieste di pagamento inviate a migliaia di aziende. Poi la truffa dei "servizi in abbonamento" per telefoni cellulari che scalano soldi all'impazzata e non consentono all'utente di disiscriversi, talvolta nemmeno di accorgersi facilmente dell'addebito (molti non guardano spesso i saldi delle carte di credito ricaricabili, e non si accorgono di piccoli, ma frequenti addebiti di 3-5€)

POSSIBILE CHE LO STATO NON SIA IN GRADO DI FERMARE I TRUFFATORI?!?

Staff nocensura.com

PS: Se conoscete persone che utilizzano il pellet, segnalagli questo articolo.



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