giovedì 22 gennaio 2015

Ogm, il parlamento europeo modifica la legge: gli Stati potranno decidere se coltivarli ma...

Approvata dal Parlamento Europeo la modifica alla direttiva sugli OGM che consentirà ai Paesi membri di vietare la coltivazione degli organismi geneticamente modificati sul proprio territorio.

Da ilcambiamento.it

Ma è una buona notizia solo a metà, come sottolinea bene Greenpeace. «La norma infatti contiene lacune importanti e ci vorranno mesi per il suo recepimento in Italia, mentre dobbiamo difenderci subito dalmais transgenico della Monsanto - il MON810 - unicoOGM attualmente autorizzato per la coltivazione in Europa!».
In Italia ne è vietata la coltivazione, ma si tratta di un bando temporaneo, e visto le tempistiche di entrata in vigore di questa nuova norma europea, il bando attualmente in essere deve essere rinnovato.
Cosa dice la nuova legge sugli OGM?
Fra i punti critici il fatto che concede alle aziende biotech la possibilità di negoziare direttamente con i governi e non permette ai Paesi di usare motivazioni di carattere ambientale per giustificare ibandi nazionali. Le motivazioni con cui il governo può giustificare il bando "non devono, in nessun caso, confliggere con la valutazione di impatto ambientale" condotta dall'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). In altre parole i governi non possono basare i bandi su specifici impatti ambientali o evidenze di possibili danni da parte delle coltivazioni OGM a livello nazionale, anche nel caso in cui questi rischi non siano stati presi in considerazione da parte della valutazione dell'EFSA.

La legge tornerà nuovamente al Consiglio per la seconda lettura. Se adottata dal Consiglio, la nuova direttiva entrerà in vigore con effetto immediato. «Questa direttiva è destinata agli Stati membri, in quanto permette di vietare o limitare la coltivazione di OGM sul loro territorio» ha detto la relatrice della legge, la belga liberale Frédérique Ries, membro della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.
«Gli agricoltori potranno fare ciò che è stabilito dal loro paese. Se lo stato decide che non vuole far crescere OGM, allora non lo faranno. In una futura revisione spero di ottenere anche il risarcimento obbligatorio per gli agricoltori che potrebbero subire una tale decisione.

Per quanto riguarda l'ambiente, le nuove norme dovrebbero ridurre il rischio di contaminazione incrociata. La direttiva non riguarda però i prodotti, bensì solo la loro coltivazione. Ci sono enormi quantità di OGM per i mangimi animali importati nell'UE. A mio parere ci vuole la più grande volontà di cambiamento per una maggiore trasparenza, per ridurre i conflitti di interessi e per una migliore governance».


Fonte: ilcambiamento.it


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