lunedì 1 dicembre 2014

Carne straniera... prosciutto italiano: lo consente la legge.


Di nocensura.com

Coldiretti ha lanciato l'allarme già da alcuni anni: 3 prosciutti su 4 in vendita in Italia sono prodotti con maiali allevati all'estero, spesso dalla Germania, paese leader per consumo pro-capite ed esportazione di carni suine, settore che ormai rappresenta una colonna dell'economia tedesca, nonostante i problemi che comportino i troppi allevamenti: smaltire quantità enormi di feci è problematico, non è possibile disperderne nei campi una quantità eccessiva, poiché verrebbero contaminate le falde acquifere, e tra l'altro è ciò che è accaduto in diverse parti della Germania.

(Vedi inchiesta sugli allevamenti tedeschi: IL PREZZO DEL MAIALE)

E' necessaria una legge che obblighi chi vende prodotti alimentari alla totale tracciabilità dei prodotti e delle materie prime: un'etichetta chiara che renda nota la provenienza delle materie prime, nonché gli stabilimenti di lavorazione e confezionamento.

Ci vorrebbe una legge europea, che proibisca anche il packaging ingannevole: chiunque è stato all'estero avrà notato come moltissimi prodotti in vendita nei supermercati vengano associati al nostro paese; denominazioni in italiano o che richiamano città del belpaese (o forse, ormai, dell'ex belpaese), il tricolore nella confezione, e altro.  Avviene per le mozzarelle ed i formaggi in generale, ma anche salumi, la pasta, l'olio di oliva e molti altri prodotti che sono "tipici" italiani.

Una legge di questo tipo, oltre che essere doverosa per rispetto dei consumatori, sarebbe una manna dal cielo per il nostro paese, che aumenterebbe notevolmente le esportazioni del settore agroalimentare, ma questa Europa a trazione tedesca non consentirà mai che entri in vigore una legge come questa, visto che a rimetterci sarebbero in primis proprio le aziende tedesche.


I nostri imprenditori del settore agroalimentare sono i migliori; producono i prodotti più buoni, simbolo del buon cibo, ma si vedono strappare il mercato di mano dai grandi allevamenti industriali tedeschi, che "ovviamente" impiegano manovalanza straniera a basso costo. Date un'occhiata all'inchiesta riportata sopra.

Per non parlare dei produttori di agrumi, costretti a svendere i loro prodotti a 5 centesimi al kg o in alternativa lasciarli marcire sugli alberi, posti sotto scacco dalla grande distribuzione che ormai monopolizza il mercato e dalla concorrenza nordafricana a cui l'Europa ha aperto le porte rimuovendo i dazi doganali.

Questa Europa è disegnata in tutto e per tutto a beneficio della Germania.

Non solo i tedeschi ottengono liquidità praticamente a costo zero, concedendo alle banche la possibilità di prestare soldi alle aziende tedesche ad un tasso relativamente basso di interessi (mentre in Italia molte aziende non riescono ad ottenere credito, e quando lo ottengono corrispondono elevati interessi) aspetto questo, assolutamente fondamentale per l'economia: ma tutti i regolamenti e le decisioni dell'Europa sembrano essere confezionate intorno alle esigenze della Germania, nonché a danno del nostro paese.

Perché hanno eliminato i dazi doganali sugli agrumi, sul riso, e su altri prodotti agricoli importantissimi per l'economia italiana?!? Una delle tante decisioni che ha danneggiato il nostro paese, assunta da questa Europa, oltretutto con l'avallo della maggioranza degli eurodeputati italiani.

Anche se la maggioranza degli italiani non si pongono questioni come questa, poiché non li riguarda, per la nostra economia questi temi sono importantissimi. La valorizzazione dei nostri prodotti avrebbe fatto crescere moltissimo il compartimento, sarebbero cresciuti i livelli occupazionali, invece moltissime aziende agricole sono sul lastrico, come evidenziano i "Comitati Agricoli Riuniti" di Danilo Calvani ed i "Forconi", che il 5 Dicembre prossimo inizieranno una mobilitazione ad oltranza in tutta Italia.

Tutte le associazioni di categoria dovrebbero incazzarsi; dovrebbero battere i pugni sul tavolino, pretendendo che il governo italiano li tuteli in Europa.

L'unico italiano che in Europa ha proposto una seria legge per l'etichettatura dei prodotti è l'avvocato Alfonso Luigi Marra, che negli anni 90' fu eletto in europarlamento, nelle fila di Forza Italia, e dopo poco uscì dal gruppo berlusconiano per rappresentare il PAS. Una valida legge (maggiori info su marra.it) che evidentemente non trovò il sostegno degli altri europarlamentari italiani, e rimase lettera morta. Per il resto, il nulla.




Staff nocensura.com

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