sabato 15 novembre 2014

Ultima barzelletta su Bin Laden, l’uomo che morì due volte


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“Rt”, una delle mie fonti preferite di notizie, è caduta in una storia falsa messa in giro dal Pentagono a sostegno della fantasiosa ipotesi secondo cui un team dei Navy Seals avrebbe ucciso Osama Bin Laden, morto una seconda volta ad Abbottabad in Pakistan, una decinda d’anni dopo la sua prima morte per malattia. Questa storia falsa, con il film falso e il libro falso di un presunto membro del team dei Seals, è il modo in cui la storia fantasiosa dell’omicidio di Bin Laden viene perpretata. Il presunto omicidio di Bin Laden per mano dei Seals era un’operazione di propaganda, finalizzata a consacrare Obama come un eroe e a rafforzare la sua candidatura per un secondo mandato. Osama Bin Laden, morto nel dicembre 2001 per insufficienza renale e altri problemi di salute, aveva negato nel suo ultimo video qualsiasi responsabilità per l’11 Settembre, invitando altresì gli americani a guardare al proprio governo. Lo stesso Fbi ha affermato che non ci sono prove che Osama Bin Laden sia responsabile dell’11 Settembre.
Il necrologio di Bin Laden è stato pubblicato dalla stampa araba e straniera, inclusa “Fox News”. Nessuno può sopravvivere un decennio con un’insufficienza renale, e non è stato trovato nessun apparecchio per la dialisi nel complesso di Abbottabad di Bin Laden e il blitz-fantasma dei Navy SealsBin Laden, che sarebbe quindi stato assassinato dai Seals dieci anni dopo la pubblicazione del suo necrologio. Inoltre, nessuno tra i membri dell’equipaggio della nave, dalla quale Bin Laden sarebbe stato “sepolto in mare”, ha assistito alla “sepoltura”, così come comunicato dai marinai nei messaggi alle loro famiglie. In qualche modo è stato celebrato un funerale a bordo di una nave, sulla quale vengono effettuate ronde continue e con marinai in allerta a tutte le ore, senza che nessuno vedesse nulla. Per di più, la storia del presunto assassinio di Bin Laden è cambiata due volte nell’arco delle prime 24 ore. La tesi secondo cui Obama ed i membri del suo governo avrebbero assistito all’operazione, trasmessa dal vivo tramite una telecamera posta sul casco dei Seals, è stata rapidamente abbandonata, nonostante il rilascio di una foto dello stato maggiore del governo di Obama concentrato a seguire la trasmissione della presunta operazione.

Nessun video dell’operazione è stato mai rilasciato, e ad oggi non c’è alcuna prova a sostegno della tesi del governo Obama. Neanche un minimo straccio di prova. Soltanto affermazioni autoreferenziali. Inoltre, così come pubblicato sul mio sito, testimoni intervistati da una rete Tv pachistana hanno affermato che solo un elicottero era atterrato ad Abbottabad e che, quando i passeggeri dell’elicottero sono ritornati dal presunto covo di Bin Laden, l’elicottero è esploso al decollo senza lasciare superstiti. In altre parole, non c’era nessun cadavere di Bin Laden da trasportare sulla nave, dove comunque nessun testimone ha assistito al funerale, e nessun eroe dei Seals. Per di più, la “Bbc” ha intervistato degli abitanti di Abbottabad, inclusi quelli che vivevano nei pressi del “complesso residenziale di Bin Laden”, e tutti hanno affermato che conoscevano la persona che Rob O'Neillviveva lì, e che non era Bin Laden. Qualunque Seal che fosse stato così stupido da uccidere la “grande mente del terrore” disarmata, sarebbe stato probabilmente processato dalla corte marziale per incompetenza.
Guardate la faccia sorridente dell’uomo che ha “ucciso Bin Laden”. La sua convinzione di essere diventato un eroe per aver ucciso un uomo rende a pieno l’idea dello stato di degenerazione morale degli americani. In cosa consiste quindi questa rivendicazione da parte di Rob O’Neill? Viene presentato come uno “speaker motivazionale” in cerca di clienti. Quale stratagemma migliore da somministrare ai creduloni americani se non l’affermazione: «Io sono quello che ha sparato a Bin Laden». Mi riporta alla mente un film western, “L’uomo che uccise Liberty Valance”. Quale modo migliore per dare credito alle affermazioni di Rob O’Neill se non la denuncia da parte del Pentagono delle sue rivelazioni come violazione dell’obbligo di riservatezza? Il Pentagono sostiene che le affermazioni di O’Neill rappresentano per l’Isis un invito ad attaccarci. Che sciocchezze incredibili. L’Isis, e chiunque altro abbia creduto alle affermazioni di Obama, già sapeva che il regime di Obama aveva rivendicato la responsabilità per l’uccisione di un Bin Laden disarmato. La ragione per la quale era stato proibito all’unità dei Seals di parlare è che nessun membro aveva partecipato alla presunta operazione. Proprio come per la nave dalla quale il corpo di Bin Laden sarebbe stato seppellito in mare senza alcun Paul Craig Robertstestimone, i membri dell’unità Seal, che avrebbero liquidato un capo terrorista disarmato piuttosto che farlo prigioniero per interrogarlo, sarebbero misteriosamente morti in un incidente aereo.
L’incidente è avvenuto quando il team era stato imbarcato, violando le procedure, su un vecchio elicottero degli anni ‘60 e spedito in una zona di guerra in Afghanistan poco dopo la presunta operazione nel “complesso residenziale di Bin Laden”. Per un certo periodo di tempo sono state riportate notizie secondo cui le famiglie dei Seals morti nell’incidente non ritenevano vere neanche le parole del governo. Inoltre, le famiglie hanno riferito di aver ricevuto dai propri congiunti messaggi nei quali affermavano di sentirsi improvvisamente minacciati e senza conoscerne il motivo. I Seals hanno iniziato a chiedersi tra di loro: «Eri nella missione Bin Laden?». A quanto pare, nessuno lo era. E per mantenerlo segreto, i Seals sono stati mandati a morire. Chiunque creda a qualunque cosa dica il governo americano è un credulone, nel senso più stretto del termine.
(Paul Craig Roberts, “Un’altra storia falsa su Bin Laden”, da “LewRockwell” dell’8 novembre 2014, ripreso da “Come Don Chisciotte”. Già viceministro del Tesoro di Ronald Reagan e editore associato del “Wall Street Journal”, Craig Roberts ha rivelato casi scioccanti e abusi persecutori per vent’anni. Una nuova edizione del suo libro “The Tyranny of Good Intentions” scritto con Lawrence Stratton e edito da Random House, è un documento che racconta come gli americani abbiano perso la protezione della legge).

Fonte: libreidee.org

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