domenica 2 novembre 2014

L'Italia è un malato terminale

Questa vignetta rappresenta benissimo la situazione italiana, però a tagliare il tubo della flebo
non c'è un solo politico, ma tutti i principali politici che hanno governato negli ultimi 30 anni e
anche quelli che hanno fatto falsa opposizione...

Il numero dei cassintegrati aumenta ancora...(vedi articolo di seguito) sono anni che ci sono stabilmente diverse centinaia di migliaia di persone sospese in CIG, ma ovviamente non sono sempre gli stessi, c'è "ricambio", e statisticamente ALMENO IL 30% di questi sono destinati a non tornare al loro posto di lavoro una volta conclusa la procedura di cassa integrazione, mentre un'altra parte rientrerà a lavoro ma lo perderà comunque nei 24 mesi successivi. Dopo la CIG c'è la mobilità, e in seguito il limbo della disoccupazione...

MEZZO MILIONE di famiglie che vivono di sussidi, destinati ovviamente a finire... dopodiché sopratutto per le famiglie monoreddito, saranno cazzi amari... gli oltre 4 milioni di italiani che stentano a mangiare sono destinati ad aumentare notevolmente... e consideriamo che MILIONI DI ITALIANI sopravvivono grazie al sostegno dei familiari, altrimenti la situazione sarebbe molto più grave.

Quando queste persone avranno perso il reddito, si contrarranno ulteriormente anche i consumi, se poi sommiamo il prossimo aumento dell'IVA sarà l'ennesima batosta... Se i dipendenti non hanno soldi ne fanno le spese anche i commercianti, le industrie e gli artigiani, le aziende che oggi sopravvivono a malapena sono destinate a chiudere...

Nel frattempo AUMENTA anche il debito pubblico, aumentano gli interessi richiesti su esso, oltretutto il PIL è in contrazione pertanto aumenterà ancora anche il rapporto debito/PIL e quindi la somma da rimborsare per effetto del trattato-capestro Fiscal Compact....

QUESTA NAZIONE NON HA FUTURO, ALMENO FINO A QUANDO SARA' GOVERNATA COSì... L'ITALIA è UN MALATO TERMINALE

A.R. - nocensura.com

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Uil cassa integrazione straordinaria schizza in alto
Redazione
Secondo il Rapporto della Uil sulla cassa integrazione, a settembre le richieste di ore di cassa integrazione (104,5 milioni) rappresentano il picco piu' alto registrato in questo mese dall'inizio della crisi. I posti di lavoro potenzialmente "conservati" con questo ammortizzatore sociale sono stati, nel mese di settembre, 615 mila. Fisiologicamente, tra il mese di agosto e settembre, si assiste costantemente a un aumento delle ore autorizzate e tale situazione si e' realizzata anche quest'anno, in cui l'incremento e' stato del 43,9%. A preoccupare maggiormente - secondo la Uil -, oltre a uno spaventoso aumento, rispetto ad agosto, delle ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (+265,8%), e' il consistente numero di ore richieste di straordinaria che nel mese di settembre raggiunge i 64,3 milioni (un ammontare di ore mai raggiunto in questa gestione dall'inizio della crisi). Un vero e proprio settembre nero.
I dati confermano, quindi, il persistere di una forte sofferenza del sistema produttivo rappresentato da quelle imprese che, grazie al sistema finanziato da lavoratori e imprese (cigo e cigs), riescono a reggere l'impatto della crisi "autofinanziandosi", in gran parte, il sostegno al reddito. Meno visibile, nel monitoraggio delle ore autorizzate di cassa integrazione, la "reale" sofferenza delle piccole e piccolissime imprese e dei lavoratori in esse occupati, che possono accedere alla sola cassa integrazione in deroga. Infatti, la concessione di tale strumento e' condizionata dall'incertezza dei finanziamenti necessari che, ad oggi, non sono stati completamente ancora ripartiti a livello regionale.
"Queste sofferenze, pero' - osserva la Uil -, non sono altrettanto evidenti alla 'politica' che da una parte intende (con il Jobs Act) rivedere al ribasso i termini di utilizzo della cassa integrazione, specie quella straordinaria e, dall'altra, attraverso la restrizione dei criteri di accesso alla cassa integrazione e alla mobilita' in deroga, intende accelerare il processo di superamento dello strumento senza che siano stati individuati altri strumenti di protezione sociale come i Fondi di solidarieta' bilaterali, ideati per sostituire proprio l'istituto della deroga. Come dire 'lascio il certo per l'incerto' ma, in questo caso, stiamo parlando dell'unica forma di aiuto e di sostegno al reddito per decine di migliaia di persone". I dati per macro area, hanno evidenziato come l'aumento della cassa integrazione tra agosto e settembre 2014, abbia investito massicciamente il Centro (con un incremento del 101,3%), il Nord (+77,5%), a fronte della diminuzione del Mezzogiorno (-23,1%). In valori assoluti, nel Nord si e' concentrato il maggior quantitativo di ore di CIG (63,7 milioni), seguito dal Mezzogiorno (20,5 milioni) e dal Centro (20,2 milioni). In riferimento ai settori produttivi, l'industria e' stato il ramo di attivita' che ha assorbito il maggior numero di ore richieste a settembre 2014 (78 milioni), seguita dall'edilizia (11,3 milioni di ore), dal commercio (11,1milioni) e dall'artigianato (circa 4 milioni).

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