domenica 23 novembre 2014

La mediocrazia

Di Salvatore Santoru

Il regime politico dominante, piuttosto che democrazia, dovrebbe essere chiamato più precisamente "mediocrazia".
Difatti, se per "democrazia" si intende un sistema fondato sulla volontà e la sovranità popolare, oggi siamo ben lontani dall'esserci.

Il popolo politicamente non conta proprio un bel niente, e la gestione della "democrazia" è affidata a determinate oligarchie e gruppi di potere, alla faccia della sovranità popolare !

Però a livello sociale invece si assiste a una sempre più forte "massificazione" totale e livellamento.

Oggi i "valori" dominanti e elevati a "norma" nella società sono quelli tipici dell'uomo medio,medio-cre, come l'attaccamento morboso al denaro e alla futilità, l'egotismo, e l'allergia verso qualunque interesse che non sia meramente utilitaristico.

Anche le cosiddette "élite" spesso non sono da meno in ciò, e questo determinato sistema di "valori", viene diffuso in modo ossessivo tramite i mass media, l'industria dell'intrattenimento e l'intero circuito della cosiddetta "cultura di massa".

Così come nell'arte contemporanea e nel mondo della musica tutto ciò che tende in qualche modo ad "elevarsi" oltre i soliti canoni oggi viene ignorato o screditato, così nel mondo della politica e dell'intera società si assiste al predominio della corruzione, del degrado e della più bieca degenerazione, e di ciò i "cari " politici italiani ne costituiscono un'esempio significativo.


Predomina la logica della quantità rispetto alla qualità, e ogni tendenza che tendi ad andare oltre la mediocrità, viene immancabilmente incompresa e screditata.

L'attuale società sta sicuramente andando verso un livellamento, ma un livellamento tutto proteso verso il basso, un'eguaglianza negativa o per dirla in altre parole l'apoteosi del più forte conformismo e della massificazione.

Affermare ciò ovviamente non significa propendere per una posizione "elitaria", o peggio ancora assumere un'atteggiamento fondato su una presunta "superiorità" ( che poi tra l'altro viviamo in una società in cui ognuno si crede "superiore" rispetto all'altro ), ma semplicemente constatare una realtà, in cui tutti, volenti o nolenti, siamo coinvolti.

Ciò che dovrebbe cambiare è indubbiamente la percezione della società che abbiamo, e che abbiamo introiettato grazie ai media e ad altre influenze esterne, perlopiù controproducenti.

Non più una società fondata sul livellamento verso il basso, ma diversamente protesa verso il miglioramento e la completa valorizzazione e educazione dei suoi membri.


Fonte: informazioneconsapevole.blogspot.it

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