La mediocrazia

Di Salvatore Santoru

Il regime politico dominante, piuttosto che democrazia, dovrebbe essere chiamato più precisamente "mediocrazia".
Difatti, se per "democrazia" si intende un sistema fondato sulla volontà e la sovranità popolare, oggi siamo ben lontani dall'esserci.

Il popolo politicamente non conta proprio un bel niente, e la gestione della "democrazia" è affidata a determinate oligarchie e gruppi di potere, alla faccia della sovranità popolare !

Però a livello sociale invece si assiste a una sempre più forte "massificazione" totale e livellamento.

Oggi i "valori" dominanti e elevati a "norma" nella società sono quelli tipici dell'uomo medio,medio-cre, come l'attaccamento morboso al denaro e alla futilità, l'egotismo, e l'allergia verso qualunque interesse che non sia meramente utilitaristico.

Anche le cosiddette "élite" spesso non sono da meno in ciò, e questo determinato sistema di "valori", viene diffuso in modo ossessivo tramite i mass media, l'industria dell'intrattenimento e l'intero circuito della cosiddetta "cultura di massa".

Così come nell'arte contemporanea e nel mondo della musica tutto ciò che tende in qualche modo ad "elevarsi" oltre i soliti canoni oggi viene ignorato o screditato, così nel mondo della politica e dell'intera società si assiste al predominio della corruzione, del degrado e della più bieca degenerazione, e di ciò i "cari " politici italiani ne costituiscono un'esempio significativo.


Predomina la logica della quantità rispetto alla qualità, e ogni tendenza che tendi ad andare oltre la mediocrità, viene immancabilmente incompresa e screditata.

L'attuale società sta sicuramente andando verso un livellamento, ma un livellamento tutto proteso verso il basso, un'eguaglianza negativa o per dirla in altre parole l'apoteosi del più forte conformismo e della massificazione.

Affermare ciò ovviamente non significa propendere per una posizione "elitaria", o peggio ancora assumere un'atteggiamento fondato su una presunta "superiorità" ( che poi tra l'altro viviamo in una società in cui ognuno si crede "superiore" rispetto all'altro ), ma semplicemente constatare una realtà, in cui tutti, volenti o nolenti, siamo coinvolti.

Ciò che dovrebbe cambiare è indubbiamente la percezione della società che abbiamo, e che abbiamo introiettato grazie ai media e ad altre influenze esterne, perlopiù controproducenti.

Non più una società fondata sul livellamento verso il basso, ma diversamente protesa verso il miglioramento e la completa valorizzazione e educazione dei suoi membri.


Fonte: informazioneconsapevole.blogspot.it

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