mercoledì 29 ottobre 2014

Un testimone: "Foley fu torturato prima di essere ucciso"


I terroristi islamici dell'Isis decapitarono il giornalista americano James Foley lo scorso 20 agosto nonostante si fosse convertito all'islam subito dopo il suo sequestro avvenuto due anni prima. Non solo: i terroristi islamici prima di decapitarlo gli hanno inflitto pesanti torture tra cui il waterboarding che porta alla morte per annegamento.
Lo hanno testimoniato al New York Times un ex miliziano dell'Isis e altri tre ex ostaggi. "Recitavo il Corano con lui. Altri l'avrebbero fatto per ottenere un trattamento migliore, ma lui ci credeva davvero", ha detto al quotidiano americano Jejoen Bontinck, un terrorista islamico belga rientrato in Belgio che nel 2013 passò tre settimane in cella con Foley, dopo esser finito nei guai con le gerarchie dello Stato islamico.
I terroristi islamici erano interessati a ottenere un riscatto in cambio del rilascio di Foley. Avevano chiesto 100 milioni di euro. Ma il governo americano rifiutò di pagare.

L'atrocità dei terroristi islamici ci conferma che considerano nemici tutti coloro che non si sottomettono al loro arbitrio, anche se si convertono in prigionia, senza risultare del tutto convincenti. Così come ci conferma che sono dei cinici mercanti di morte, interessati a barattare la vita degli ostaggi in cambio del denaro.
Il New York Times al riguardo denuncia i paesi europei che hanno ottenuto il rilascio dei loro ostaggi pagando riscatti milionari ai terroristi islamici. Tra questi paesi figurano Francia, Spagna e Italia.

Se siete interessati a leggere il testo integrale dell'interessante inchiesta del New York Times, ecco il link

http://www.nytimes.com/2014/10/26/world/middleeast/horror-before-the-beheadings-what-isis-hostages-endured-in-syria.html?_r=1


Dalla pagina FB di Magdi Cristiano Allam


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