domenica 7 settembre 2014

Uccisione di Davide Bifolco: ciò che i media non diranno MAI!

napoli

A cura di Antonio B. - nocensura.com

Ieri a Napoli si è svolta una partecipatissima manifestazione per chiedere giustizia e verità in merito all'uccisione, da parte di un Carabiniere, del 16enne Davide Bifolco, residente nel quartiere Traiano. Più di mille persone sono scese in piazza, dove abbiamo assistito a scene di grande disperazione e di grande indignazione, con cori indirizzati alle forze dell'ordine. Ci sono stati momenti di tensione e lancio di lacrimogeni e scontri, i manifestanti hanno bloccato l'uscita della tangenziale, ma quando la polizia ha indietreggiato e si è tolta il casco, come gesto distensivo, i manifestanti hanno applaudito.

Tralasciamo la cronaca della giornata, riportata un po' da tutti i giornali, e ci concentriamo sui fatti che riteniamo IMPORTANTI:

  • Secondo la ricostruzione dei testimoni, lo scooter è stato speronato dall'auto dei Carabinieri (i tre ragazzi erano senza casco... poteva finire in tragedia anche a causa della caduta) e il carabiniere avrebbe sparato al ragazzo quando era a terra e si stava per rialzare. I Carabinieri invece sostengono che sono caduti da soli e che sono andati a sbattere contro la loro auto, e che il colpo è partito in modo involontario... (fate una ricerca su google, guardate quanti colpi partono da soli... è impressionante!)
  • NON C'ERA NESSUN LATITANTE SUL MOTORINO, NE PREGIUDICATO: TUTTI I RAGAZZI SONO RISULTATI INCENSURATI. Voci che assomigliano molto a quelle che definivano "un drogato" il povero Federico Aldrovandi... o il povero Stefano Cucchi. 
  • Vedi l'intervista al ragazzo che guidava lo scooter e che ha ammesso di essere lui colui che è scappato: http://youtu.be/_I_u3lVU5nM
  • Pare addirittura che sia stata trovata una pistola giocattolo a terra... sarebbe interessante che fossero fatti i rilievi dattiloscopici (impronte digitali) per vedere se era dei ragazzi... 
  • Una testimone che abita sopra la strada dove è stato ucciso Davide, ha rilasciato una intervista dove dichiara che il giovane è stato ucciso a sangue freddo. Guarda il video.
  • Le indagini sono state affidate ai Carabinieri stessi! Probabilmente se fossero state affidate alla Polizia sarebbe cambiato poco, ma sarebbe stato doveroso. Inoltre le telecamere di sorveglianza del Comune installate nella zona, che potevano essere preziose per capire la dinamica dei fatti, sono risultate non attive! Ma guarda i casi della vita... questi fatti i media non li evidenziano. Così come il fatto che non c'erano latitanti / pregiudicati a bordo non ha avuto il risalto che ha avuto l'accusa, rivelatasi infondata.
NELLA GIORNATA DI IERI INOLTRE SAREBBE ACCADUTO UN FATTO CHE I MASS MEDIA SI SONO GUARDATI BENE DAL RIPORTARE, E CHE SE è EMERSO, SE NON è RIMASTO "CONFINATO" NEL QUARTIERE, è SOLO GRAZIE AL CORAGGIO DEL  GIORNALISTA NAPOLETANO ROSARIO DELLO IACOVO, CHE HA RACCONTATO LA VICENDA SULLA SUA PAGINA FACEBOOK E RILANCIATA DA CENTINAIA DI PERSONE, tra cui l'attivista napoletana pro-Palestina Rosa Schiano. Sempre su Facebook anche altre persone hanno raccontato la vicenda, su gruppi e pagine.

La polizia avanza, con l'intento di liberare la rotonda, occupata da un nutrito gruppo di ragazzini del quartiere. Volano dei lacrimogeni, ma i ragazzini di sgombrare non ne vogliono sapere. Restano lì, determinati, probabilmente disposti a prendere le manganellate. Per sgombrarli avrebbero dovuto usare la forza, nei confronti di ragazzini, di bambini, visto che buona parte di questi non avevano più di 13-14 anni. Ma dopo l'uccisione di Davide hanno preferito desistere, probabilmente per non far degenerare la situazione, visto che gli animi erano caldissimi, oltre al fatto che i video sarebbero sicuramente finiti sui social, e avrebbero scatenato un'ondata di indignazione. 

A quel punto gli agenti rinunciano: e dopo poco arrivano due uomini a bordo di uno scooter, "personaggi inequivocabili" a detta del giornalista Dello Iacovo. Parlano con alcuni presenti, dopodiché si dileguano.

Ma i ragazzini, nella loro beata incoscienza di certe logiche e dinamiche, di spostarsi non ne vogliono sapere! Alla fine intervengono i genitori ed i parenti, che li convincono a desistere.

Cosa ne pensano di questa vicenda i presenti, è ben illustrato dal post di Rosario Dello Iacovo, che in 21 ore ha ottenuto più di 520 "mi piace" e 247 condivisioni, in costante aumento; moltissimi se pensiamo che la pagina del coraggioso giornalista ha poco più di 6.000 iscritti.

Il post su Facebook lo trovi QUI

Come mai sono intervenuti questi individui? Interrogativo che non avrà mai una risposta ufficiale, visto che in certi quartieri nessuno osa opporsi a certe logiche, e certo non per "complicità". Le zone popolari di Napoli, a dispetto di quanto crede l'immaginario collettivo di molte persone che a Napoli non ci sono mai state e che basano i propri pensieri su pregiudizi, giornali e romanzi, sono popolati da persone per bene, gente che è vittima del sistema di cui qualcuno li accusa di fare parte o di essere complici. L'unico complice sembra essere lo Stato, visto che fatti come questi avvengono alla luce del sole, dinnanzi a cittadini e rappresentanti dello Stato. Persone di cuore, che conoscono la solidarietà - come dimostra l'ampia partecipazione alla manifestazione per Davide - e che hanno una grandissima dignità, sicuramente molta di più di tanti che giudicano e pontificano su cose che non conoscono.

I media hanno parlato di un "latitante" coinvolto nella vicenda. E hanno ragione, solo che hanno sbagliato latitante. Il latitante non era a bordo dello scooter, il latitante è lo stato. Uno stato che criminalizza i giovani che fumano uno spinello, e poi tollera che certi quartieri (non solo a Napoli) siano relegati a veri e propri supermercati della droga a cielo aperto, dove 24 ore su 24 è possibile acquistare ogni genere di sostanza. Uno stato che è l'unico vero responsabile della situazione di certi quartieri, dove chi sono i "Boss" lo sanno tutti - istituzioni comprese - ma questi non finiscono in cella e continuano a sottomettere un intero quartiere alle proprie logiche. Quando finiscono in cella, spesso a causa di cambiamenti negli equilibri nei clan, e ovviamente vengono immediatamente sostituiti da un nuovo boss.

Quartieri dove stato e clan si "fondono", dove per molti giovani l'unico modo per ottenere un posto di lavoro - non solo in ambito criminale - è affidarsi ai boss, diventare loro debitori. Quartieri dove girare in due, in tre, su un motorino e senza casco, è considerato normale. Scene che non si vedono solo nelle periferie degradate, ma anche in centro.

Lo stato ha grandi responsabilità nella morte di Davide, ben oltre il colpo esploso da un suo rappresentante.


Antonio B. - nocensura.com


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