mercoledì 17 settembre 2014

Il carcere militare americano di Camp Bucca e l’origine dell’Isis

da al manar.com
Al di là di teorie del complotto che spesso si rivelano essere giustificate in un’epoca in cui tutto sembra essere parte di un piano, abbiamo il  diritto di chiedere il motivo per cui la maggior parte dei leader dello Stato islamico, sono stati tutti imprigionati nella stessa prigione di Camp Bucca, a Umm Qasr, nel sud-est dell’Iraq, che è stata gestita dalla occupazione militare americana.
Ci sono molte voci circa i legami tra Isis e l’intelligence americana. È giusto chiedersi se queste teorie siano credibili e vi sia un certo riscontro. Tuttavia, di solito è difficile ottenere tali prove e si può avere bisogno di un altro Edward Snowden e Wikileaks per conoscere la vera verità sull’Isis e i suoi legami con l’intelligence americana.
Tuttavia, pur non avendo questa prova, non deve impedirci di raccogliere alcuni dettagli che potrebbero non essere la prova definitiva, ma certamente servire a disegnare una realtà e mettere in discussione la versione ufficiale.
In primo luogo, bisogna dire che molti alti dirigenti dell’Isis sono passati attraverso il centro di detenzione a Camp Bucca, in Iraq, tra cui il leader della stessa organizzazione e dell’ auto-proclamato “Califfo”, Abu Bakr al-Baghdadi. È stato detenuto dal 2004 fino alla fine del 2005 e all’inizio del 2006 in questo centro. Dopo essere stato rilasciato, ha formato l’esercito dei sunniti, che in seguito si fuse con il cosiddetto Consiglio della Shura dei Mujahideen.

Uno dei leader del Consiglio militare dell’Isis, ex ufficiale dell’esercito iracheno al tempo di Saddam Hussein, Abu Ayman al-Iraqi, era detenuto a Camp Bucca. Lo stesso vale per un altro membro del consiglio militare dell’Isis, Adnan Ismail Najm (Abu Abdul Rahman al Bilawi). L’operazione informatica denominata “invasione di Mosul” porta il suo nome. È stato a capo del Consiglio della Shura dell’Isis prima di morire per mano dell’esercito iracheno, vicino a Mosul, il 4 giugno scorso.
Camp Bucca era anche il luogo dove fu rinchiuso, Samir Hamad al Obeidi al-Dulaimi, alias Haji Bakr, un ex colonnello dell’esercito di Saddam. Dopo il suo rilascio, entra a far parte di Al Qaeda. Era il capo dell’Isis in Siria, ma morì ad Aleppo nella prima settimana di gennaio 2014.
Gli ex detenuti hanno dichiarato in un programma televisivo su Camp Bucca di come fosse “una scuola di Al Qaeda”, dove i veterani estremisti hanno dato lezioni sugli esplosivi e sugli attacchi suicidi ai prigionieri più giovani. Un ex detenuto di nome Mohammed Adel Jassim ha raccontato che uno dei leader terroristi in sole due settimane di carcere, ha reclutato tra i 25 e i 34 detenuti che erano lì. Ha aggiunto che gli ufficiali americani che amministravano la prigione, non hanno fatto nulla per impedire il reclutamento dei prigionieri per le organizzazioni estremiste, né per il loro indottrinamento né per gli insegnamenti militari che sono stati impartiti lì.
Un altro punto da notare è che nessuno dei leader dell’Isis uscito dal Camp Bucca è morto per gli attacchi aerei americani. Sono morti per mano dell’esercito iracheno, siriano o negli scontri con i gruppi rivali.
Cosa è successo a Bucca allora? Quali sono state le circostanze che hanno portato  tutti gli ex detenuti successivamente a diventare leader dei gruppi estremisti prima di entrare nell’Isis? Queste domande richiedono risposte e una seria indagine. Non vi è dubbio che un giorno scopriremo che la maggior parte dei leader dell’Isis erano sono stati anche loro in quella prigione militare americana che si è rivelata essere una università del terrorismo, piuttosto che di un centro di detenzione.
[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Fonte: albainformazione.wordpress.com



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