martedì 23 settembre 2014

I tessuti di canapa sono migliori del cotone sotto molti punti di vista!

I tessuti ricavati dalla canapa sono migliori sotto molti punti di vista rispetto a quelli in cotone: 

Sono più resistenti e duraturi (e questo è un problema per le lobby...) più "freschi" e protettivi (lasciano passare una quantità di raggi UVA inferiore) non devono essere trattati con agenti chimici inquinanti necessari per realizzare tessuti di cotone, e molto altro (vedi articolo di seguito)

Inoltre a parità di superficie coltivata la canapa ha una resa maggiore del cotone, necessita di una quantità d'acqua notevolmente inferiore, e aspetto notevolmente importante, di questi tempi, ha un effetto disinquinante sul terreno! Proprio così: le piante di canapa bonificano il terreno dagli agenti inquinanti, infatti per questo scopo sono state recentemente seminate anche a Brindisi e Taranto - quest'ultima città particolarmente inquinata dalle grandi aziende presenti sul territorio, Ilva ma anche Eni e Cementir - riprendendo le esperienze positive maturate in molte aree inquinate di tutto il mondo. Le piante di canapa riescono a bonificare i terreni contaminati da metalli pesanti e diossina! (vedi qui e qui)

Gli utilizzi di questa straordinaria pianta, in campo industriale come in campo medico, sono davvero moltissimi! Ed è ASSURDO che sia stata demonizzata e criminalizzata per l'uso "ludico", oltre al fatto che il proibizionismo NON ne ha limitato minimamente la diffusione e arricchisce le organizzazioni mafiose...

Staff nocensura.com

IL CONTRIBUTO DELLA CANAPA PER L’ABBIGLIAMENTO E L’ARREDAMENTO


Da Assocanapa

La fibra di canapa è più robusta e più resistente al logorio e alla trazione di quella delle altre piante: se ne facevano vele per le navi, corde per legare i fasciami e per il governo delle imbarcazioni e dei veicoli a trazione animale, tende militari, calzature, abbigliamento da lavoro: era di canapa l’abbigliamento degli operai stagionali che da San Bernardo di Carmagnola si spostavano al porto di Marsiglia per fabbricare corde, il loro farsetto chiamato “Carmagnole” divenne uno dei simboli della Rivoluzione Francese; erano di canapa i primi jeans, portati sul lavoro dagli operai del porto di Genova, e poi “passati” ai cow boys americani (Lévi’s).

I tessuti di canapa proteggono dai raggi UVA. Hanno il maggior potere di dispersione del calore conosciuto e per questo tengono fresco d’estate. A differenza dei tessuti di lino, d’inverno tengono caldo e sono naturalmente stretch. In passato la canapa veniva filata anche con la lana.

Un pregiudizio da sfatare, una frode da svelare
Una volta nei nostri paesi quasi tutta la biancheria da casa e l’abbigliamento erano di canapa. Gran parte della antica biancheria fine conservata nella case e ritenuta di lino, in realtà è di canapa fine.
Gran parte dell’abbigliamento che oggi viene venduto per canapa in realtà è di lino, filato e tessuto più grossolano.

Le vecchie lenzuola di canapa molto ruvide
si spiegano al fatto che, in certe zone, la canapa veniva coltivata da seme, con piante grosse e quindi con fibra grossolana che, oltre che utilizzata per fare corde, veniva per le esigenze domestiche pettinata, filata e tessuta con i mezzi rudimentali dell’azienda agricola.
Esistono invece filati e tessuti di canapa finissimi perché le migliori fibre di canapa, liberate dalle pectine con una buona macerazione e poi dalla lignina con una buona stigliatura e una buona pettinatura, hanno una sezione di pochissimi micron.
Con la selezione delle varietà e l’affinamento delle tecniche di lavorazione della canapa tessile l’Italia aveva raggiunto nel mondo il primato per la produzione di filati e tessuti di canapa di qualità, il medesimo primato aveva l’Irlanda per il lino.

LA SITUAZIONE OGGI


Fibra lunga di qualità
Con la fibra di canapa migliore, filata ad umido, oggi in Europa si realizzano filati che vanno dal titolo 16 al titolo 20. In esposizione filati titoli 14, 16 e 20.
In Italia oggi esiste un solo impianto di filatura ad umido, che appartiene al Linificio Canapificio Nazionale, alimentato per la canapa prevalentemente da fibra cinese.
Le attività di filatura in genere sono state trasferite nell’Est Europa, in Estremo Oriente e più di recente in Africa.
La fibra di canapa che si fila nel mondo oggi proviene soprattutto dalla Cina, mentre in alcuni stati del Sud America (Cile, Perù) coltivazioni di canapa alimentano l’artigianato locale.

La fibra di scarto della pettinatura
viene filata ottenendo filati di titoli bassi, che si utilizzano per maglieria e tessuti per tende, tappeti, abbigliamento casual. La maggior parte di questa fibra però va alla produzione di pasta di cellulosa ad uso cartario.

La fibra macerata più grossolana
può essere impiegata per fabbricare corde di diversa dimensione, oggi ricercate per arredamento.

Fibra prodotta in Italia
Nella stagione 2008 per la prima volta dopo decenni Canapone srl con la collaborazione di Assocanapa ha prodotto, macerato ed asciugato a Carmagnola, con il sistema tradizionale, bacchetta di canapa della varietà Carmagnola coltivata su circa 4000 metri. La bacchetta macerata è stata stigliata e pettinata a Comacchio. La fibra lunga ottenuta è stata filata a Venezia.

Canapa ed alta sartoria
Nel 2009, anno delle fibre naturali, nasce la collaborazione tra l’Atelier di Via Tessore di Pinerolo e Assocanapa, per approfondire il tema dei filati e dei tessuti di canapa, “fare cultura” sull’impiego sostenibile delle risorse naturali nell’abbigliamento e sulla personalizzazione del vestire, a cominciare dalla ricerca del sé, in una sorta di “slow dress”. L'Atelier ha dato vita ad Ami Rubia, linea di abiti da sposa in canapa.
Per informazioni: www.atelierdiviatessore.it

Canapulo
In Friuli è stato sperimentato con successo nel 2007/2008 l’impiego del canapulo nella produzione di pannelli rigidi particolarmente adatti per la fabbricazione dei mobili.

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