mercoledì 24 settembre 2014

Ex arcivescovo arrestato per pedofilia: cosa c'è dietro?


Jozef Wesolowski (foto: ANSA )
Jozef Wesolowski, l'ex Arcivescovo
I media hanno reso noto l'arresto dell'arcivescovo polacco Józef Wesolowski, ex Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e delegato apostolico a Porto Rico e Haiti. Alla base dell'arresto (arresti domiciliari in un confortevole appartamento in Vaticano) ci sarebbe una torbida storia di pedofilia, e l'arresto, stando a quanto riportato dai media, sarebbe avvenuto grazie a Papa Francesco.

Quello che i media omettono di dire, è che l'arcivescovo in questione è quello per cui la Polonia un anno fa aveva richiesto l'estradizione, sempre in relazione a questioni di pedofilia, vedendosi negare la richiesta dallo Stato Vaticano nel Gennaio di quest'anno. La notizia fu divulgata anche dall'ANSA, anche se questa fornì pochi dettagli sulla questione.

Le autorità vaticane declinarono la richiesta di estradizione delle autorità polacche in quanto anche se nato in Polonia, l'Arcivescovo Wesolowski sarebbe un cittadino del Vaticano, e le leggi del Vaticano non consentono l'estradizione di suoi cittadini. (Ma che belle leggine che si è fatto il Vaticano per proteggere i suoi uomini... niente male, eh?)

Come mai a distanza di 10 mesi dalla negata estradizione in Polonia, che sui media trovò ben poco spazio, oggi l'ex arcivescovo è stato arrestato e sbattuto su tutti i giornali, con la premura di attribuirne il merito a Papa Francesco? Quando fu negata la richiesta di estradizione la notizia passò inosservata, le televisioni non ne parlarono, e nessuno attribuì la negata estradizione a Papa Francesco, a cui invece vengono attribuiti i meriti dell'arresto, una grande operazione mediatica.

Che Wesolowski abbia commesso atti di pedofilia, non ci sono dubbi. Per lunghi anni, a Santo Domingo, ha adescato bambini nei sobborghi, conducendoli nella sua abitazione, agendo con una certa spudoratezza, quasi alla luce del sole, come agisce chi si sente intoccabile. L'arcivescovo è andato avanti per anni, probabilmente nell'indifferenza omertosa delle autorità locali; mettere sotto accusa il "Nunzio Apostolico", la massima autorità vaticana dell'area caraibica avrebbe potuto incrinare i rapporti tra la (potentissima) Santa Sede, e nella piccola repubblica dominicana, l'influenza della Chiesa è fortissima: la maggioranza della popolazione è cattolica, e addirittura il quaranta per cento dei dominicani sono "cattolici praticanti". Le accuse di Pedofilia infatti non sono emerse grazie alla Repubblica Dominicana, ma grazie all'ONU e alla Polonia, nazione di origine dell'arcivescovo.

La carriera di Wesolowski viene da lontano; egli era un "fedelissimo" di Karol Wojtyla, al quale deve l'inizio della sua ascesa, mentre la nomina a Nunzio Apostolico della repubblica Dominicana con delega a Porto Rico e Haiti è opera di Benedetto XVI. A quei tempi c'erano già ombre su di lui, ma anziché approfondirle, preferirono far finta di niente e spedirlo in una nazione... diciamo "poco adatta" a chi è sospettato di pedofilia. Oppure una nazione molto adatta, dipende dai punti di vista.

Dopo gli innumerevoli scandali pedofili che hanno investito sacerdoti e vescovi di tutto il mondo, coinvolti direttamente in vicende di pedofilia oppure "indirettamente", cioè erano al corrente degli atti di pedofilia altrui e non sono intervenuti, solo pochi mesi fa il Vaticano considerava le richieste dell'ONU di punire i pedofili una "illegittima interferenza"; Le Nazioni Unite chiedevano a gran voce alla Santa Sede di punire i pedofili identificati - che nel migliore dei casi sono stati "sanzionati" con brevi sospensioni e senza conseguenze di rilievo penale - e dal Vaticano replicavano "non interferite" - "fatevi gli affari vostri"...

Se c'è stata "la svolta" di cui parlano alcune testate, con il Vaticano che avrebbe deciso di collaborare, allora c'è da aspettarsi che siano puniti - processati - TUTTI i pedofili identificati, e non solo Wesolowski... GIUSTO? E magari Papa Francesco potrebbe rispondere a Pietro Orlandi circa il caso di sua sorella Emanuela, che secondo le rivelazioni di Padre Amorth sarebbe morta durante un festino pedofilo in Vaticano.

Davvero Wesolowski è stato "messo alla gogna" per i suoi reati di pedofilia? Oppure dietro alla sua "punizione" c'è qualcosa di diverso, logiche interne al Vaticano che niente hanno a che vedere con la pedofilia? 

Questo non lo sapremo mai: ma una cosa è certa. Se Papa Francesco intende punire finalmente i pedofili e dare una svolta alla Chiesa, non può fermarsi all'ex arcivescovo Wesolowski. Conduca alla sbarra tutti i preti pedofili identificati fino ad oggi, e che in molti casi sono ancora in servizio, trasferiti in altre parrocchie. Il Vaticano inizi ad accogliere le richieste dell'ONU in merito a centinaia di casi di pedofilia. Se ciò non accadrà - come ahimè sospettiamo - significa che quella di Wesolowski è stata una "trovata mediatica" per mettere in buona luce il Vaticano, e magari per punire l'ex arcivescovo di altre colpe, dando un "monito" ai moltissimi preti ricattabili della Santa Sede, che se diventano scomodi, possono finire alla gogna come lui...


Staff nocensura.com

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