giovedì 7 agosto 2014

Siria – per i ribelli è legale stuprare donne cristiane e musulmane

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Non è contro l’Islam stuprare donne cristiane, alawite e “non sunnite” in generale. Sono le parole dello sheikh Yasir al-Ajlawni che parla ai ribelli scalfiti anti-Assad. Tra i ribelli chi vuole una schiava per certi scopi va al mercato e la compra.  I ribelli ormai hanno il controllo di una grossa fetta del paese e sono appoggiati dalle forze armate occidentali, Italia compresa. Si sono già fatti notare per la loro ferocia (leggi qui).
Il corano giustifica lo strupro, secondo lo sheikh, quando parla delle “melk al-yamin” le schiave non musulmane. Queste schiave, nell’islam in generale, sono meno che esseri umani e su di esse si può fare ogni genere di barbarie, anche perché nell’Islam la masturbazione è severamente proibita mentre è giustificata la prostituzione, ma con alcuni accorgimenti:
  • Bisogna fare un matrimonio temporaneo con la prostituta, se non ci sono beni non serve un contratto, basta semplicemente che ci siano dei testimoni.
  • Bisogna consumare il “matrimonio”, che poi è lo scopo dell’iniziativa.
  • Bisogna divorziare. Basta recitare tre volte la formula “taleq taleq taleq” (divorzio, divorzio, divorzio) davanti a due testimoni.
  • Bisogna passare la ragazza.
  • Nel caso di una musulmana bisogna pagare il prezzo al padre.
Il sistema della prostituzione ha già giustificato lo stupro. Già sono uscite fatwat che invitavano a sposare e poi divorziare la donna per fare dei veri stupri di gruppo. Nel 2012, il predicatore saudita Muhammad al-Arifi aveva invitato i ribelli jihadisti a fare questo genere di matrimonio-stupro con le prigioniere siriane,  alawite e cristiane. La novità di questa nuova fatwa è nell’utilizzo delle prigioniere di guerra come schiave.
L’occidente arma e finanzia i ribelli, anche l’Italia.  L’occidente conosce poco le questioni medio-orientali ed islamiche in generale. Ad aggravare questa ignoranza ci sono le notizie confuse che vengono dal fronte. In Siria, sotto Assad, hanno trovato rifugio diverse minoranze, alcune cacciate dai regimi islamici confinanti, altre  già presenti storicamente. La maggioranza della popolazione è insorta fomentata nelle moschee ormai due anni fa, da quel momento la situazione rimane fumosa e poco chiara.
In Siria non ci sono buoni e cattivi. I lealisti bombardano la popolazione mentre i ribelli si abbandonano ad ogni tipo di violenza giustificati dalla religione. Il medio-oriente non ha bisogno di un altro stato islamico fondamentalista.

Fonte: romagiornale.it

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