venerdì 8 agosto 2014

Il governo deve prevenire il rapimento di italiani in zone pericolose



CON TUTTO IL RISPETTO E LA PREOCCUPAZIONE PER LE DUE RAGAZZE RAPITE, CHE CI AUGURIAMO DI CUORE TORNINO A CASA SANE E SALVE PRIMA POSSIBILE, LEGGENDO I DETTAGLI SULLA VICENDA, HO L'IMPRESSIONE CHE LA "SPEDIZIONE" SIA STATA ORGANIZZATA CON LA LEGGEREZZA DI CHI ORGANIZZA UN PIC NIC TRA AMICI... di seguito propongo alcune mie personali considerazioni in merito, sperando di non risultare "indelicato"; non voglio certo "attaccare" queste due giovani connazionali, ma è necessario che lo Stato faccia una SERIA RIFLESSIONE affinché casi come questo non si ripetano mai più...

Recarsi in una zona martoriata dalla guerra è pericoloso per definizione, ma quella zona sembra esserlo in modo particolare; non a caso dopo meno di 72 ore sono state rapite.

Le fonti siriane interpellate da "La Nazione" definiscono "UN ERRORE IMPERDONABILE" essersi recate in quella zona della Siria, definita "una zona molto pericolosa" - "una terra di nessuno" -
(vedi: http://www.lanazione.it/italiane-irreperibili-siria-farnesina-1.105702#1)

La zona viene definita una "terra di nessuno"; ma in realtà è sotto il controllo dei terroristi ISIS; Aleppo è notoriamente annessa al "califfato". Forse non vogliono ammetterlo per evitare maggiori preoccupazioni, visto ciò di cui sono capaci i terroristi dell'ISIS (vedi: http://www.nocensura.com/search/label/califfo)

Leggendo i dettagli sulla vicenda mi ha colpito molto la "faciloneria" e la totale imprudenza con il quale sembra essere stata organizzata l'avventura di queste due giovani poco più che ventenni, fondatrici del "progetto di solidarietà" che le ha portate a recarsi sul posto. Dai benché pochi dettagli emersi sulla vicenda, si intuisce chiaramente come il viaggio sia stato organizzato in modo a dir poco DILETTANTESCO... questo non è certo il genere di viaggi che possono essere organizzati da ragazzine, sicuramente con buoni ideali e propositi, ma con pochissima o nessuna esperienza.

MI CHIEDO COME SIA POSSIBILE che le autorità italiane consentano tutto questo? Che non ci sia alcun controllo "a monte", per verificare che questo genere di missioni siano organizzate con la massima perizia ed evitare casi come questo, o almeno ridurre al minimo i rischi?

E' ammissibile che due 20enni, insieme a pochi amici si "sveglino una mattina", diano vita ad un progetto di solidarietà e decidano di recarsi in un luogo così pericoloso?


Oltretutto, mi chiedo COME SI SIANO POTUTE AFFIDARE ad un gruppo di ribelli anti-Assad, che le ospitavano quando sono state rapite e le avrebbero dovute proteggere; in realtà pare fossero 2 gli uomini di scorta alle ragazze, che sono state rapite da un Commando di 30 persone;

In un contesto del genere, che razza di scorta sono 2 persone? Se consideriamo che rapire degli occidentali vale MILIONI DI DOLLARI di riscatto?!? Si parla di una zona dove i guerriglieri mercenari accettano di combattere, con concretissimi rischi per la propria vita, per un salario di poche centinaia di dollari al mese...

Inoltre, qualcuno se la sente di escludere che coloro che avrebbero dovuto proteggerle siano coinvolti nell'organizzazione del rapimento? Non necessariamente a livello di "organizzazione", è sufficiente che un membro sia "infedele" e abbia fornito al gruppo dei rapitori tutte le informazioni necessarie per effettuare il sequestro, che è avvenuto dopo meno di 3 giorni dall'ingresso in Siria.

Due italiane in quella zona sono un "assegno circolare" da milioni di dollari che cammina sulle gambe... e rapirle per chiedere un riscatto milionario fa certamente gola a molti, in quella zona: ai terroristi ISIS ma anche ad altre formazioni terroristiche e criminali.

Ma poi, francamente: COSA CI SONO ANDATE A FARE?!?! Potevo capire se fossero state dei medici, eventualmente dei giornalisti... ma che senso abbia avuto la presenza in Siria di queste giovani italiane 20enni, non è comprensibile.

Avrebbero potuto aiutare inviando farmaci, beni di prima necessità, senza recarsi in loco, come fanno molte organizzazioni, investendo anche i soldi necessari per le spese di viaggio in aiuti alla popolazione, senza esporsi a rischi.

NON FATE PARAGONI CON GLI ATTIVISTI CHE SI RECANO IN PALESTINA, PERCHE' SAREBBERO FUORI LUOGO:

In Palestina la presenza degli attivisti internazionali ha un senso; accompagnano i gazawi a lavorare nei campi, a raccogliere i prodotti, a pescare; li affiancano per evitare che i cecchini israeliani gli sparino, esattamente come faceva Vittorio Arrigoni, come ha fatto Rosa Schiano e altri attivisti di tutto il mondo.

In Palestina inoltre, le autorità locali garantiscono la sicurezza degli attivisti internazionali (anche se il caso di Vittorio Arrigoni dimostra che comunque non sono al sicuro al 100%... ma c'è chi sostiene che dietro al suo omicidio ci sia la longa manus dei servizi segreti israeliani o occidentali... ed effettivamente, un rapimento a scopo di omicidio, senza alcuna richiesta di riscatto, appare a dir poco assurda...)

In ogni caso in Palestina la situazione è sicuramente maggiormente sotto controllo, rispetto a quella zona della Siria, dove operano diverse fazioni terroristiche e il territorio è controllato dai tagliagole ISIS.

QUESTA VICENDA NON è PARAGONABILE nemmeno al caso di Rossella Urru, che si era recata in una zona senza dubbio MOLTO PIU' SICURA, e in un contesto molto più organizzato di quello che ha portato al rapimento delle ventenni italiane.

IL GOVERNO ITALIANO DEVE STABILIRE DELLE REGOLE PER QUESTO TIPO DI VIAGGI: DEVE ASSICURARSI CHE CI SIANO I NECESSARI REQUISITI MINIMI DI SICUREZZA, AFFINCHE' CASI COME QUESTO NON AVVENGANO!

NON POSSIAMO CONSIDERARE QUESTO GENERE DI SPEDIZIONI UNA "QUESTIONE PRIVATA", NON POSSIAMO PARLARE DI "LIBERTA' DI RECARSI IN QUEI LUOGHI" VISTO CHE QUANDO I NOSTRI CITTADINI VENGONO RAPITI, IL GOVERNO SBORSA RISCATTI MILIONARI, CHE OLTRETUTTO VANNO A FINANZIARE IL TERRORISMO!

CI VOGLIONO REGOLE SERIE, CHI VUOLE INTRAPRENDERE VIAGGI COME QUESTO DEVE FARLO SE CI SONO I NECESSARI PRESUPPOSTI DI SICUREZZA, NON POSSIAMO CONSENTIRE A DELLE RAGAZZINE 20ENNI DI ORGANIZZARE QUESTO TIPO DI VIAGGI CON LA LEGGEREZZA DI CHI VA A FARE UN PIC NIC NEL BOSCO, METTENDO A REPENTAGLIO LA LORO VITA.

SPERIAMO CHE L'INCUBO DI QUESTE DUE GIOVANI FINISCA PRIMA POSSIBILE... E CHE FATTI COME QUESTO NON SI RIPETANO PIU'... cosa che a questo punto, dipende dal governo italiano, che non può consentire a giovani con un'età per definizione "poco matura", specie al giorno d'oggi, di organizzare questo genere di viaggi, in assenza di condizioni minime di sicurezza.

La cooperazione internazionale è SACROSANTA, ma deve essere organizzata da PROFESSIONISTI DI GRANDE ESPERIENZA, con l'ausilio delle autorità e magari dell'intelligence.

Alessandro Raffa per nocensura.com


Vedi l'articolo: "Due giovani italiane scomparse in Siria" - http://bit.ly/1pZtmsg

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