venerdì 18 luglio 2014

Una regista israeliana: «Mi vergogno e vi chiedo perdono»

Così come molti americani si oppongono alle guerre volute e combattute dal governo USA, a molti cittadini israeliani piange il cuore nel vedere cosa combina il loro governo in Palestina, dove dall'inizio delle operazioni hanno perso la vita più di 230 civili, di cui circa 50 sono bambini, mentre il numero dei feriti ha superato quota 1.600. Nell'ordine delle migliaia di unità anche le abitazioni distrutte, famiglie che hanno perduto la propria casa, un bilancio destinato ad aggravarsi con l'offensiva di terra che ha avuto inizio nella serata di giovedì 17 Luglio.

Nei giorni scorsi a New York migliaia di ebrei sono scesi in piazza contro le bombe su Gaza; e la regista israeliana Naomi Levari ha affidato ai social network un video di solidarietà al popolo palestinese e di ferma condanna del suo governo, al quale dedica parole durissime.

Di seguito vi proponiamo il video e la traduzione delle parole pronunciate.

Prima di lasciarvi al video, ci teniamo a sottolineare come il governo israeliano oltre a preoccuparsi della propaganda "esterna", rivolta al "resto del mondo", coadiuvato dai mass media di tutto l'occidente, che spacciano i razzi artigianali palestinesi per "missili", e parlano più dei razzi di Hamas che delle bombe e dei missili - quelli veri - di Israele, opera per convincere i propri cittadini della necessità di intervenire duramente contro i "terroristi", ovvero il popolo palestinese.

Nonostante Israele disponga di un sistema anti-missili capace di non far passare nemmeno uno spillo, il celebre "Iron dome", nelle città israeliane da quando sono iniziate le operazioni sono suonate in continuazione le sirene di allarme anti-aereo, seminando comprensibilmente il panico tra la popolazione. Non importa se la situazione di pericolo sia reale o meno: la cosa importante è imprimere nella gente la sensazione di paura: e ci riescono benissimo, a "colpi di sirene". In questo modo riescono a portare dalla loro parte buona parte dell'opinione pubblica...


Staff nocensura.com

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Naomi Levari è regista e produttrice teatrale e cinematografica. Diremmo che è israeliana se lei non preferisse dire che vive in Israele. Tre giorni fa, di fronte alla tragedia di Gaza, si mette davanti alla videocamera del computer e parla. Poi posta il tutto su Facebook e Youtube. Abbiamo tradotto il suo messaggio che è intraducibile senza il corpo che lo pronuncia, il suo respiro, le sue pause. Come Naomi, anche noi non possiamo – in ultima istanza – far niente per questa tragedia. Possiamo solo esserci col nostro corpo e col nostro respiro. Il video fa vedere che questo – che sembra niente – non è niente: è la sola cosa che può salvare noi e il mondo.

14 luglio 2014

Cara gente di Gaza,
Qualsiasi cosa stia per dire sembrerà priva di senso di fronte a ciò che state attraversando. Però al momento è l’unico strumento che ho – le mie parole. Mi chiamo Naomi Levari e vivo in Israele. Mi vergogno e vi chiedo perdono. Mi preoccupo per voi, piango per voi e soffro per le vostre perdite.
Questi sono giorni bui e so che questo non può consolarvi in alcun modo. Ma qualcuno di noi sta facendo tutto quello che può – che non è molto – per mettere fine a tutto questo: dimostrazioni, momenti pubblici, e nei nostri cuori stiamo chiedendo che le nostre preghiere siano ascoltate nel cielo al di sopra delle nostre anime. A voi non è più rimasta alcuna parola.
E io spero che tutto questo cambi presto. Mi appello ai governanti di Israele perché si comportino come persone responsabili, come leader, e che pongano immediatamente fine a questo spargimento di sangue. Ricordo al popolo di Israele che questo non è un videogame, che non ci sono vincitori e vinti, punteggi e classifiche: ci sono solo sconfitti. La gente continua a essere uccisa, le case ad essere distrutte, i sogni ad essere seppelliti. La società israeliana sta perdendo la sua tolleranza e sta diventando una banda di delinquenti.
L’unica cosa che possiamo fare è – ancora una volta – chiedervi perdono e usare tutti gli strumenti che abbiamo per fermare tutto questo. State al sicuro.



Fonte: bergamopost.it
 

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