mercoledì 9 luglio 2014

Province: Intervista all'ex Consigliere provinciale Gianpiero Carli

Gianpiero Carli, ex Consigliere della
Provincia di Pisa
Abbiamo rivolto alcune domande circa il destino delle Province all'ex Consigliere Gianpiero Carli, che fino a poche settimane fa era un componente del Consiglio Provinciale di Pisa:

1) Quale è secondo lei il destino le province, delle quali non si parla più?

2) Il mandato dei Consiglieri eletti nel 2009, che si sarebbe dovuto esaurire con nuove elezioni in concomitanza con le elezioni europee, è cessato? Qual è l'attuale assetto delle province?


Ecco la sua risposta:
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Dal 12 giugno, giorno dell'ultimo Consiglio P., sono un ex Consigliere Provinciale...di certo sono un ex "impegnato onlus al bene comune". Dopo 40 anni DONATI alla politica, mi faccio vanto di poterla definire (la mia) SANA ed ONESTA, ho deciso di attaccare gli stivali al chiodo, si, gli stivali perchè in tanta melma le scarpe non sarebbero state sufficienti.
Noterai una leggera vena di acredine, che non nego.
Durante questo lungo percorso, come dicevo 40 anni (onlus), una domanda mi ha seguito costantemente, quasi come fosse la mia ombra: "per chi lo faccio?" ed è proprio la risposta che mi ha convinto nel ritirarmi a vita egoisticamente privata: "a nessuno interessa la cosa comune ma solo quella privata".
Il mondo dei "sentimentali politici" è finito, se mai sia iniziato.
Detto questo cercherò di rispondere alle tue domande in maniera comprensibile.
Alla prima:
E' stata sollevata tanta polvere sulle Provincie e la loro utilità, nel contesto è stato sempre condensato e riversato il problema (se di problemi si può definire la cosa) sui costi della politica provinciale mettendo in primo piano la rappresentanza eletta; a parte il fatto che nessuno si è mai preoccupato di rendere pubblico, intendo l'informazione di massa, del "costo" di un Consigliere Provinciale, a Pisa percepivamo 48€ lorde a chiamata (Commissioni-Consigli), il mio CUD medio era di 800€ lordi annui, nell'ambito Consigliere uno dei più alti avendo svolto il mio "compito" assiduamente (dal compenso si capisce bene che non l'ho certo fatto per i soldi), a questo và aggiunto che ad ogni "chiamata" corrispondeva togliere al mio lavoro dalle 5 alle 6 ore di media....non retribuite!!!
Ho sempre pensato che la propaganda contro l'Istituzione Provinciale sia servita soltanto per "nascondere" il vero pozzo senza fine che sono e restano tutte quelle strutture definite "carrozzoni", Partecipate, Consorzi, enti inutili, ecc...ecc...enorme bacino di voti (sia per una che l'altra parte politica e non....).
Tutti i Presidenti di Provincia, durante l dibattito nazionale, hanno denunciato che il fattore costi Provinciali (riferito agli eletti) era soltanto un filo d'erba del pagliaio, ma ai Partiti ha fatto comodo, come al solito, colpire là dove si fà meno male (ai seguaci più alti di "grado"). La storia del nostro Paese è chiara! fino a quando non sono state istituite le Regioni (bacino incontrastato di lauti compensi) tutto funzionava meglio e..costava meno al contribuente.
Rispondere al quale sarà il destino delle Provincie non è cosa da poco, probabilmente gli stessi mandatari alla loro "eliminazione" non sanno dare risposta, di certo una risposta la posso dare: le migliaia di impiegati assunti nelle Provincie non verranno certamente messi alla porta ed allora la pongo io una domanda: "dov'è il risparmio per il contribuente?".
Peccato che, come al solito, l'italiano medio (la maggior parte) anzichè ragionare e valutare le cose di propria iniziativa si è lasciato trascinare dalle propagande di partito ripetendo il perenne paradosso che è quello di dare fiducia ai politici che criticano i costi della politica, di se stessi. 
Quest'ultimo è uno dei motivi che mi ha invogliato ad appendere gli stivali al chiodo: l'irresponsabilità personale a favore della squadra del cuore dopo ripetuti autogol.
In conclusione, l'assetto delle Province è soltanto la punta dell'iceberg del marasma sociale, politico ed esistenziale del nostro Paese, un male profondo, incurabile, specie quando il paziente non reagisce alla cura sapendola anche errata....anzi, si crede sano come un pesce nuotando dentro una palude di m...fango. 

Gianpiero Carli

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