mercoledì 25 giugno 2014

La fine dell'Italia dentro ad un intervento inascoltato - Livorno 1990

partito democristianoDi Nicola Stefanini
Ho qua davanti un passaggio dell’intervento politico fatto da un mio concittadino durante un congresso del PCI Livornese. Era il 1990, anno in cui fu dato il via libera allo scioglimento del PCI voluto dall’allora segretario Occhetto per quello che fu considerato da parte dei rampolli della dirigenza, un obbligato aggiornamento con i tempi. Il Compagno livornese, sentì però la necessità di esprimere tutto il suo dissenso a quella proposta perché non solo capì che, l’intenzione era di tendere ad eludere la provenienza storica, ma soprattutto perché le alleanze che cercava la dirigenza erano moralmente improponibili e in forte contrasto alla questione morale posta da Enrico Berlinguer. Nell’esporre il suo dissenso ebbe il merito di concretizzare un concetto formidabile, pur quanto, qui in Italia probabilmente utopistico. Egli si mosse a precursore della ragione, che una forza politica soprattutto in democrazia, abbia tutto il diritto di aspirare ad una maggioranza riconosciuta dall’esclusivo consenso popolare, quindi senza alleanze politiche, specie certe farlocche, come quelle promosse da Occhetto, con partiti la cui collusione criminale era già ben nota, la cui alleanza prima e fusione dopo, ha portato all’attuale degrado politico, alla disintegrazione dell’informazione e allo sfacelo del paese.
Furono le parole inascoltate di un Compagno che, in passato aveva ricostituito nel corso del regime fascista, in piena clandestinità, il PCI a Livorno. Tale organizzazione fu più volte scoperta e tutti subirono le più infami sevizie per poi venire condannati dal famigerato Tribunale Speciale Fascista.
Ecco qua quanto disse:
“Il patto “Craxi, Andreotti, Forlani” è andato in porto e quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti. Con il C.A.F. si è rinsaldato ancora di più in Italia non solo un Regime, ma addirittura un Impero. Il Pentapartito al governo, specie con i suoi maggiori gerarchi, fa quello che a loro torna più comodo, mettendosi pure al di sopra del sistema parlamentare ricorrendo sistematicamente alla fiducia. 

E così facendo votano leggi che sono di loro piacimento e difficilmente passerà la riforma elettorale, la legge anti-trust, la legge per il regolamento dell’informazione, tra cui quella per la Rai-TV.
Guardiamo che cosa avviene con Berlusconi per l’affare Mondadori e l’intervista dell’Europeo a Gelli, capo della P2. Per Gelli, oltre ad aver inserito i suoi uomini fidati nei posti predominanti dello stato, per Berlusconi ha avuto parole privilegiate e di approvazione per quello che ha fatto e per quello che sta facendo, tanto più che pure lui è affiliato alla P2 e guarda caso Craxi è suo fidato amico. (…)
Ed ora, parliamo dell’Internazionale Socialista, alla quale Occhetto guarda con amorosa simpatia per essere ammesso come nuovo partito, come se quell’organizzazione fosse il trampolino di lancio per il socialismo europeo.
Ma a questo punto sarebbe bene domandarsi: “Che cos’è questa internazionale socialista? Chi sono i suoi membri? Che nazione rappresentano? Che cosa ha realizzato fino ad oggi? Che contributo ha dato per il socialismo? Sarei curioso di avere delle risposte precise e positive, però oggi sappiamo che poche cose concrete ci sono state (…). Ed io non credo che questa organizzazione internazionale lotti veramente per il socialismo!
(…) Tornando ad Occhetto, che senso ha sciogliere il nostro glorioso partito, se tutto il patrimonio storico afferma che rimarrà intatto, se non verranno rinnegati i grandi sacrifici fatti dai Compagni contro il fascismo nei venti anni del suo triste dominio, nella lotta clandestina, quando dirsi comunisti era il più grave delitto punibile con la dura galera, dove migliaia di Compagni venivano condannati dal famigerato Tribunale Speciale di lugubre memoria! Compagni che in nome dell’ideale del PCI venivano arrestati dagli sbirri dell’OVRA, la famigerata polizia segreta dello stato fascista, subendo le più infami sevizie! Eppure lasciavano anche loro le mogli! i figli! nella disperazione e nella miseria!…e la lotta partigiana! Combattuta da una buona maggioranza di comunisti, che per abbattere la tirannide nazi-fascista, soffrivano e morivano! In nome della democrazia e della libertà!
E nel dopoguerra? Da chi veniva combattuta la prepotenza agraria-industriale?…spalleggiata dalla famigerata polizia del Ministro Scelba; e i loro caroselli contro i lavoratori; e le morti delle donne a Melissa!? E i morti di Modena!? E tanti, tanti altri tragici episodi la cui responsabilità ricade sulla Democrazia Cristiana! E la lotta contro la legge truffa! E la lotta contro Tramboni alleato dei fascisti!
Da chi!…è stata maggiormente sostenuta! se non dai Comunisti Italiani!
E oggi mi venite a dire che se vogliamo cambiare politica, dobbiamo sciogliere il partito?!
(…) Non è con il distruggere l’emblema che si risolve il piano dell’alternativa al governo; (…) a questo possiamo arrivare sì, ma con un opposizione incisiva al governo e ai suoi alleati! -Denunciando al Popolo italiano, con coraggio e senza guardare in faccia nessuno, le malefatte della politica del Pentapartito che il PSI di Craxi ne fa parte! Partito con il quale il Compagno Occhetto intenderebbe allearsi!
-Denunciando al popolo le connivenze politiche con la mafia!
-Con la malavita organizzata!
-Con il traffico di droga!
-Denunciando anche quello che succede in una parte della magistratura!
-Rendendo di pubblica ragione i nomi di questi potenti responsabili, tanto sono conosciuti dal popolo dopo 45 anni di malgoverno!
-Avere un forte collegamento con la massa! Essere sempre più vicini al popolo! Sostenere tutte le rivendicazioni dei lavoratori! (…)
Dobbiamo fare in modo che il popolo ci sostenga nella lotta contro l’oligarchia politica e ci dia la possibilità della vera alternativa di governo con l’arma efficacissima della scheda elettorale! Allora sì! che il PCI cercherà in modo incisivo e democratico di poter fare quelle riforme che la nostra costituzione ci indica!”
 
Congresso PCI – sezione Antonio Gramsci – Montenero. Livorno
Febbraio 1990
Più attuale che mai,
a mio nonno Giuseppe Stefanini classe 1903 che non fu ascoltato.

Fonte: lonesto.it

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